Ecco il parere dell'Anttrust circa la rimodulazione silente di WIND
di freekess
il 14 May 2007 08:36:41 -0700
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L'Autorità Garante ha esaminato le denunce ricevute dai clienti Wind
avvisati dall'operatore del passaggio ad un altro piano tariffario
meno vantaggioso.
ROMA
Gli utenti di telefonia mobile, ai quali viene comunicata la modifica
unilaterale dei piani tariffari, devono poter avere immediatamente la
portabilità del numero telefonico presso un altro operatore, con il
riconoscimento del credito residuo. Lo sottolinea l'Autorità Garante
della Concorrenza e del Mercato, che nella riunione del 10 maggio 2007
ha esaminato le numerose denunce ricevute dai clienti Wind, avvisati
dall'operatore attraverso l'invio di un sintetico sms del passaggio,
non richiesto, ad un altro piano tariffario, meno vantaggioso.
L'Antitrust, si legge nella nota, ha deciso di inviare le segnalazioni
dei consumatori all'Agcom per gli interventi di sua competenza e ha
dato incarico al presidente Antonio Catricalà di scrivere al ministro
dello Sviluppo Economico Pierluigi Bersani, per informarlo delle
questioni sollevate dai consumatori.
L'Antitrust ricorda che il Codice delle comunicazioni elettroniche
«attribuisce agli abbonati il diritto di recedere dal contratto, senza
penali, al momento della notifica di proposte di modifica delle
condizioni contrattuali: la comunicazione relativa alla variazione dei
piani tariffari, inviata con sms e senza l'indicazione sulla
possibilità di esercitare tale diritto, sembrerebbe dunque violare la
regolamentazione in vigore e potrebbe, in base alla normativa, essere
sanzionata».
Per l'Autorità rientra ovviamente nella disponibilità delle imprese
«offrire nuovi e più costosi piani tariffari ma occorre garantire agli
utenti, che conseguentemente intendono cambiare operatore, la
portabilità immediata del numero di telefono, assicurando il
mantenimento del credito residuo».
All'Agcom l'Antitrust chiede dunque «che venga assicurato, in questi
casi, uno speciale regime di immediata portabilità. L'Autorità
sottolinea infine che il messaggio inviato da Wind non contiene
neanche l'indicazione del giustificato motivo che legittimerebbe
l'operatore telefonico a realizzare le modifiche del piano tariffario.
Se la possibilità di variazione unilaterale fosse prevista dalle
condizioni generali di contratto -si legge nella nota-, potrebbero
esistere gli estremi per una valutazione di vessatorietà delle stesse
clausole contrattuali».
In base al Codice del Consumo, le associazioni dei consumatori,
conclude l'Antitrust, «possono richiedere al giudice di proibire l'uso
di clausole ritenute vessatorie».