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La rivoluzione militare di Geoffrey Parker

di PaoloB
il 6 May 2007 12:30:33 -0700
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Salve a tutti,

mi sono recentemente concesso di acquistare "La Rivoluzione Militare",
di Geoffrey Parker.  Di seguito riporto un po' di impressioni sul
libro, frutto di una lettura veloce e necessariamente poco
approfondita. Mi piacerebbe sentire le opinioni di altri che lo hanno
letto.

Come forse saprete, il Parker riprende ed espande le tesi di Roberts,
relative a una "rivoluzione militare" avvenuta in Europa fra il 500 e
il 600, che avrebbe regalato a questo insieme di stati relativamente
piccoli e poco popolosi il successivo dominio sul mondo. Al centro di
questa rivoluzione vi furono, secondo Parker, tre innovazioni chiave:
lo sviluppo della nave da guerra, lo sviluppo delle artiglierie
individuali e campali, e le fortificazioni all'italiana.

Il testo è straordinariamente interessante: procede in modo piuttosto
spedito, attraverso la disesamina di un insieme di fatti, corredati da
un sistema di note davvero notevole.

Tutti i fatti presentati sono rigorosamente documentati, facendo
riferimento o a fonti documentarie dirette, o a opere di studiosi che
le hanno esaminate. Le opinioni dell'autore, che pure ci sono, sono
chiaramente distinte e ben visibili.

L'autore dimostra una notevole padronanza della materia, sia a livello
europeo, sia a livello mondiale, passando rapidamente dai Mogul al
regno del Marocco, dalla Cina alla Francia e alla Spagna. Praticamente
viene presentato un quadro della situazione militare fra il 500 e il
700 a livello planetario.

Per quanto mi riguarda è stato un testo che ho letto da un lato con
piacere, dall'altro con sofferenza: piacere di scoprire tante cose
interessanti, sofferenza di scoprire quante cose ignoravo e quanto
naif e poco informate erano le mie precedenti opinioni.

L'interesse generato nei confronti dei numerosi episodi citati è poi
lungo da suscitare l'interesse, ma troppo breve per essere
soddisfacenti. Per citare due fatti che mi hanno colpito, le vicende
del pirata cinese Coxinga, e le memorie di Nicolò Manucci, un italiano
che trascorse gran parte della sua vita al servizio di uno dei
principi indiani.

Che ne avete pensato voi?

Ciao

PaoloB

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