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Giuliani sull'aborto

di (Thereader)
il Sat, 05 May 2007 13:21:51 +0200
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05 Maggio 2007

L'EX SINDACO DI NY CORTEGGIA ANCHE GLI INDIPENDENTI E I DEMOCRATICI


Rudy Giuliani: "Rispetto l'aborto"

 
 [FIRMA]MAURIZIO MOLINARI
CORRISPONDENTE DA NEW YORK
«Sono contro l'aborto ma rispetto il diritto della donna di fare una
scelta differente». Pronunciando queste parole Rudolph Giuliani ha rubato
la scena ai rivali nel primo dibattito fra i dieci candidati repubblicani
alle presidenziali 2008. La domanda del moderatore a cui Giuliani doveva
rispondere era di reagire ad un'ipotetica decisione della Corte Suprema di
rovesciare la sentenza del 1973 sul diritto di aborto. Prima di lui Sam
Brownback aveva risposto che «sarebbe un giorno glorioso per la libertà
umana», Tom Tancredo aveva parlato di «momento più grande nella storia
nazionale» e Mitt Romney aveva fatto un mea culpa sulle precedenti
posizioni abortiste.
Di fronte al palese corteggiamento dell'elettorato conservatore
antiabortista da parte dei rivali, l'ex sindaco di New York Giuliani ha
deciso di smarcarsi. Prima si è limitato a dire che una simile sentenza
della Corte Suprema «sarebbe ok» al pari di quella «che manterrebbe il
verdetto come un precedente» e poi ha aggiunto: «Per quanto mi riguarda
odio l'aborto e incoraggerei chiunque a non farlo ma poiché si tratta di
una questione di coscienza rispetto il diritto di una donna di fare una
scelta diversa». La frase ha colto di sorpresa i presenti e sottolineato
l'intenzione di Giuliani di puntare alla presidenza corteggiando anche i
voti degli indipendenti e dei democratici. 
Lo smarcamento di Giuliani ha avuto un immediato impatto sul palco quando
si è arrivati a discutere di ricerca sulle cellule staminali: se si è
ancora una volta distinto come favorevole, a dispetto della contrarietà
degli altri, al fianco si è trovato il senatore dell'Arizona John McCain,
la cui piattaforma elettorale punta a essere moderata quanto quella
dell'ex sindaco.
Per il resto il dibattito non ha riservato troppe sorprese: i dieci
sfidanti si sono unanimamente richiamati all'eredità di Ronald Reagan - il
dibattito si svolgeva nella sede della Biblioteca che porta il suo nome
nella Simi Valley della California - dicendosi determinati a combattere il
terrorismo ed evitando di criticare direttamente il presidente George W.
Bush per le scelte compiute sull'Iraq.
La decisione di Giuliani di mantenere le proprie posizioni su aborto e
cellule staminali, pur moderandole nei toni, va nella stessa direzione
delle politiche di Arnold Schwarzenegger, il governatore repubblicano
della California presente in sala e rieletto lo scorso anno grazie a un
programma bipartisan. L'attenzione riservata dai media a Giuliani, e il
fatto che continui a guidare in tutti i sondaggi con una media di 10,2
punti su tutti i rivali repubblicani, lascia aperto l'interrogativo su chi
sarà il candidato sul quale concentrerà i voti la base conservatrice. 
Vista la debolezza degli sfidanti presenti al dibattito, tutti gli occhi
sono puntati su Fred Thompson, l'ex senatore del Tennessee e attore nel
serial «Law & Order», che pur non avendo ancora annunciato la discesa in
campo viene accreditato di un 12 per cento di preferenze e continua a
essere molto attivo: nelle ultime settimane è stato presente su blog e
siti Internet conservatori, come «National Review Online», per dialogare
coni lettori su ogni tema della possibile agenda, dai tagli fiscali al
porto d'armi fino allo sport.
 


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