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Ecco dove finiscono i soldi dei cittadini!!!

di "Mario"
il Thu, 3 May 2007 12:59:02 +0200
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http://www.finanzaworld.it/blog/la-casta-e-i-suoi-costi

La Casta e i suoi costi
I costi della politica italiana sono sempre piu' insopportabili e 
scandalosi.
E ogni giorno viene fuori un nuovo capitolo di questa, oltretutto poco o
nulla pubblica, fiera dello spreco e dell'aggressione alle risorse dello 
Stato.

Ma davvero questa Casta si considera cosi' intoccabile e impunibile, cosi'
Diversa e inarrivabile rispetto agli altri italiani che la mantengono?

La comunicazione rende il re sempre piu' nudo. E volgare.
www.corriere.it
Sergio Rizzo e G.A. Stella

Giorgio Napolitano non ha mai messo i cappellini della regina Elisabetta. 
Dio lo benedica. Non ha un marito gaffeur come il principe Filippo che a una 
donna cieca col cane guida che vedeva per lei disse: «Lo sa cara che ci sono 
cani che mangiano per le anoressiche?». E Dio lo benedica. Preferisce i babà 
del caffè Gambrinus alle cakes di patate, frutta secca e pancetta 
affumicata. E Dio lo benedica. Sulla trasparenza, però, Dio salvi la regina. 
La quale ha messo on line tutti i suoi conti: tutti. Precisando quanto 
spende per questo e quanto spende per quello fin nei dettagli. Fino all'ultimo 
centesimo.

Da noi no: segreto. Il bilancio del Quirinale è vietato ai cittadini. (.) O 
meglio, alcuni dati generici il Colle li ha dati. Per la prima volta, come 
se volesse farsi britannicamente carico dei nomignoli di «Sir George» e di 
«Lord Carrington» che si trascina da una vita, il presidente ha deciso, nel 
gennaio del 2007, di render note le «fondamentali scelte contenute nel 
bilancio interno». (.) La fitta coltre di nebbia sui costi della Presidenza, 
però, è stata appena scalfita. (.) Tutto pubblico, in Gran Bretagna. Su 
Internet: www.royal.gov.uk/output/page3954.asp. Con 33 pagine ricche di 
dettagli sulle tabelle entrate-uscite dedicate alla prima voce, 54 alle 
residenze, 33 ai viaggi.

Sei un cittadino? Hai diritto di sapere che i dipendenti a tempo 
indeterminato a carico della Civil List alla fine del 2005 erano 310, cioè 3 
in più rispetto all'anno prima. Che la regina ha avuto regali ufficiali per 
152.000 euro. Che nelle cantine reali sono stoccati vini e liquori «in 
ordine di annata», per un valore stimato in 608.000 euro. Che le uniformi 
del personale sono costate 152.000 euro e «catering e ospitalità» 1.520.000. 
Che sul volo di Stato numero tale, il giorno tale, in viaggio da qui a lì c'erano 
i passeggeri Tizio, Caio e Sempronio.

La convinzione democratica che chi sta ai vertici del potere abbia il dovere 
(non la facoltà: il dovere) di rendere conto del pubblico denaro è talmente 
radicata che una tabellina indica, con nome e cognome, lo stipendio dei 
massimi dirigenti. Sappiamo quindi che la busta paga di Lord Chamberlain 
(Richard Luce fino all'11 ottobre del 2006, poi William Peel) è stata di 
97.000 euro, quella del segretario particolare della regina Robin Janvrin di 
253.000, quella del responsabile del Portafoglio privato Alain Reid di 
276.000, quella del Maestro di Casa David Walker 191.000 euro. E da noi? 
Boh. (.)

Certo è che i costi, stando all'unica fonte a disposizione (la comunicazione 
annuale con cui il Quirinale informa il governo di aver bisogno di «tot 
soldi» senza spiegare nulla su come vengano spesi) hanno continuato 
inesorabilmente a lievitare senza che mai sia stato segnalato un taglio e 
senza che mai sia stata fornita una risposta alle richieste di aggiornamento 
dei dati conosciuti e mai smentiti. Ci sono ancora 71 alloggi a disposizione 
dei massimi dirigenti e dei collaboratori più stretti? I cavalli della ex 
Guardia del re sono ancora 60? (.)

Dall'altra parte, in Inghilterra, la regina ha deciso di fornire ai 
cittadini non solo tutti i particolari del bilancio ma di far certificare 
questo bilancio dalla Kpmg. (.) Altra cultura. Un giorno di qualche anno fa, 
per dire, il governo inglese si accorse che la Civil List aveva calcolato un'inflazione 
(7,5%) più alta di quella poi effettivamente registrata, col risultato che 
la famiglia reale aveva ricevuto 45 milioni di euro in più. Bene: Tony Blair 
e il cancelliere dello Scacchiere Gordon Brown, come riportarono tutti i 
giornali, decisero il congelamento dell'appannaggio per andare al recupero 
dei soldi.

Invitata a «dimagrire», Elisabetta II ha preso l'impegno molto sul serio. 
Taglia di qua e taglia di là, per fare un solo esempio, a Buckingham Palace 
ci sono oggi 6 centralinisti a tempo pieno. La metà di quelli assunti dalla 
Asl di Frosinone nella tornata del dicembre del 2002. (.) Gli operai 
(falegnami, tappezzieri, orologiai.) impegnati nelle manutenzioni di 
Buckingham Palace sono in tutto 15, compreso il supervisore. Va da sé che la 
situazione finanziaria è letteralmente rifiorita. (.) Nel 1991-1992 la spesa 
pubblica per la Corona era di 132 milioni di euro, oggi è sotto i 57 
milioni. Un taglio radicale.

E il Quirinale? Negli ultimi anni, una sola voce è rimasta uguale: la busta 
paga del capo dello Stato. Che a partire da Enrico De Nicola, che non 
toccava gli 11 milioni di lire l'anno di indennità, è ancora praticamente la 
stessa. (.) Intorno a lui, però, il Palazzo si è gonfiato e gonfiato e 
gonfiato negli anni senza che neppure Ciampi, che del risanamento dei conti 
pubblici e della sobrietà aveva fatto una ragione di vita riuscisse a fare 
argine.

Eppure il nostro amatissimo Carlo Azeglio, già nel febbraio del 2001, aveva 
sotto gli occhi una fotografia nitida della situazione. Il rapporto del 
comitato che lui stesso aveva voluto subito dopo l'insediamento e guidato da 
Sabino Cassese. Le 49 pagine, allegati compresi, non furono mai rese note. E 
si capisce: le conclusioni, fra le righe, non erano lusinghiere.

Nonostante i paragoni non fossero fatti con la monarchia inglese ma con la 
presidenza francese e quella tedesca. Al 31 agosto del 2000 il personale in 
servizio da noi era composto da 931 dipendenti diretti più 928 altrui avuti 
per «distacco», per un totale di 1.859 addetti. Tra i quali i soliti 274 
corazzieri, 254 carabinieri (di cui 109 in servizio a Castelporziano!), 213 
poliziotti, 77 finanzieri (64 della Tenenza di Torvajanica, che è davanti 
alla tenuta presidenziale sul mare sotto Ostia, e 14 della Legione Capo 
Posillipo), 21 vigili urbani e 16 guardie forestali, ancora a 
Castelporziano.

Numeri sbalorditivi. Il solo gabinetto di Gaetano Gifuni era composto da 63 
persone. Il servizio Tenute e Giardini da 115, fra cui 29 giardinieri (.) e 
46 addetti a varie mansioni. Quanto ai famosi 15 craftsmen di Elisabetta II, 
artigiani vari impegnati nella manutenzione dei palazzi reali, al Quirinale 
erano allora 59 tra i quali 6 restauratrici al laboratorio degli arazzi, 30 
operai, 6 tappezzieri, 2 orologiai, 3 ebanisti e 2 doratori. (.) Nel 
rapporto si sottolineava che la presidenza tedesca, dai compiti 
istituzionali simili, aveva dimensioni molto più contenute: 50 addetti alle 
tre direzioni organizzative, 100 ai servizi logistici e di supporto e 10 
agli uffici degli ex presidenti. Totale: 160. Cioè 29 in meno dei soli 
addetti alla sicurezza di Castelporziano.

Quanto all'Eliseo, il confronto era almeno altrettanto imbarazzante: 
nonostante il presidente francese abbia poteri infinitamente superiori a 
quello italiano, aveva allora (compresi 388 militari) 923 dipendenti. La 
metà del Quirinale. E infatti costava pure quasi la metà: 86 milioni e mezzo 
di euro in valuta attuale, contro 152 e mezzo. Per non dire del confronto, 
umiliante, con la presidenza tedesca che sulle casse pubbliche pesava per 18 
milioni e mezzo di euro: un ottavo della nostra. (.) Eppure, dopo quella 
denuncia interna sull'elefantiasi della struttura, non solo sono aumentati 
perfino i corazzieri ma il personale di ruolo è salito (.) a 1.072 persone.

E ancora più marcato è stato l'aumento sul versante del «personale militare 
e delle forze di polizia distaccato per esigenze di sicurezza del presidente 
e dei compendi»: poliziotti, carabinieri e uomini di scorta vari sono 1.086. 
Cioè 382 in più rispetto a dieci anni fa. Con un balzo del 54%. Fatte le 
somme: nelle tre sedi rimaste in dotazione alla presidenza dopo la cessione 
alla Regione Toscana della tenuta di San Rossore, e cioè il Colle, 
Castelporziano e Villa Rosebery a Napoli, lavorano oggi 2.158 persone. Il 
doppio, come abbiamo visto, di quelle impiegate dalla corte inglese o dall'Eliseo. 
(.) Col risultato che il solo personale costa oltre 160 milioni di euro. 
Pari, grossolanamente, a una busta paga pro capite di oltre 74.000 euro. Il 
doppio dello stipendio di uno statale medio. E il doppio di un dipendente 
della regina.

I numeri più ustionanti, tuttavia, sono quelli assoluti. La «macchina» del 
Quirinale costava nel 1997 «solo» 117 milioni di euro. Dieci anni dopo ne 
costa 224 (più altri 11 milioni che arrivano al Colle da «entrate proprie 
quali gli interessi attivi sui depositi e le ritenute previdenziali»). Un'impennata 
del 91%. Si dirà: c'è stata l'inflazione. Giusto. Fatta la tara, però, l'aumento 
netto resta del 61%.

Per non dire del paragone con vent'anni fa. Sapete quanto costava la 
presidenza della Repubblica nel 1986? In valuta attuale meno di 73 milioni e 
mezzo di euro. Il che significa che in vent'anni la spesa reale, depurata 
dall'inflazione, è triplicata. Mentre lassù in Gran Bretagna veniva più che 
dimezzata. Col risultato che oggi Buckingham Palace costa un quarto del 
Quirinale.


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