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Buon 1°Maggio

di PRIMO
il 30 Apr 2007 23:26:10 -0700
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Miei cari,
è arrivato il giorno tanto atteso da tutti noi, schiavi di quel
fardello chiamato "Lavoro":
1° Maggio- festa dei lavoratori.
La festa di chi, per un giorno che nel calendario è segnato in rosso,
festeggia la fatica
che ogni giorno è costretto a fare.Sicuramente ci sarà anche chi, in
questo giorno,
per necessità o per stacanovismo o per obbligo, lavorerà!
Comunque da parte mia, costretti o non, un augurio di un buon 1°
Maggio.
E' con questo augurio che apro l'argomento sul lavoro commerciale
che volevo trattare da tempo.
Il lavoro commerciale a cui penso è quello della vendita al dettaglio.
Perché? Primo, perché mi riguarda da vicino e poi perché come
il lavoro di rappresentanza, di cui parlerò nel prossimo editoriale,
è in calo di domanda.Mi spiego meglio.
Credo, che negli ultimi anni questi lavori siano in crisi,nella
ricerca del personale.
Non c'è più una domanda che soddisfi l'offerta sempre più necessaria.
Infatti ,l'apertura di numerose realtà commerciali ha fatto
presupporre sì,
un aumento dei posti di lavoro, ma purtroppo non c'è stata una
compensata domanda da parte dei giovani.
Tutt'ora trovi cartelli "Cercasi personale"in ogni periodo dell'anno.
Mi domando: non riescono a trovare personale o i giovani snobbano
questo lavoro?
Non lo ritengono sufficiente a soddisfare le loro esigenze?
Non è più una professione ambita nella società?
Oggi secondo me, vogliono tutti fare i manager, non faticando e
volendo guadagnare
tanto per vivere in quest'Era dell'Euro.
Non vogliono capire che tutto ha un percorso umile e faticoso.
Un percorso fatto di lavori precari.
Con questo non voglio dire che le aziende spesso offrono solo lavori
precari senza dare sicurezza futura.Lungi da me il pensarlo!
Però se conosci il gioco in futuro potrai, ( se hai le capacità e la
perseveranza),
fare anche il manager.In contrario, difficilmente potrai pensare di
pensionarti.
Ho fatto un po' di ironia per arrivare al punto che in Italia si
stanno evitando tutti
quei lavori ritenuti non all'altezza della nostra cultura.
Abbiamo lasciato i lavori più umili a persone più bisognose e meno
ambiziosi,
come ad esempio gli extracomunitari.
Sono anni che si ricorre a loro se si vuole:operai per i cantieri,
contadini
per lavorare la terra, autisti per trasportare le merci e donne per le
pulizie.
Mi aspetto in futuro di assumere anch'io extracomunitari per fare i
commessi.
Concludo con una domanda riflessiva:
Che lavori faranno gli italiani?

Alla
prossima
Primo
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