La termodinamica confuta l'evoluzione
di "Franco"
il Mon, 30 Apr 2007 13:51:57 +0200
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La seconda legge della termodinamica, una delle leggi basilari della fisica,
sostiene che in normali condizioni tutti i sistemi abbandonati a se stessi
tendono a divenire disordinati, dispersi e corrotti in relazione diretta al
trascorrere del tempo. Ogni cosa vivente e non vivente si consuma, si
deteriora, decade, si disintegra ed è distrutta. Questa è la sicura fine che
tutti gli esseri dovranno affrontare in un modo o nell'altro e, secondo tale
legge, questo processo inevitabile non ha ritorno.
Tutti lo osservano. Ad esempio, se si abbandona un'automobile nel deserto,
difficilmente la si potrà ritrovare in migliori condizioni dopo alcuni anni.
Al contrario, si vedrà che i pneumatici si sono sgonfiati, i finestrini sono
stati infranti, il telaio si è arrugginito e il motore è decaduto. Lo stesso
processo inevitabile è valido ed anche più rapido per gli esseri viventi.
La seconda legge della termodinamica rappresenta il mezzo con il quale
questo processo naturale viene definito con equazioni fisiche e calcoli.
Questa famosa legge è anche nota come "Legge dell'entropia". L'entropia
fornisce una misura del grado di disordine in cui si trovano gli elementi
che costituiscono il sistema. L'entropia di un sistema è incrementata dal
movimento verso uno stato più disordinato, disperso e non pianificato. Più
elevato è il disordine di un sistema, più elevata è la sua entropia. Tale
legge sostiene che l'intero universo inevitabilmente procede verso uno stato
più disordinato, disperso e non pianificato.
La validità della seconda legge della termodinamica è stabilita in maniera
sperimentale e teoretica. I più importanti scienziati contemporanei
concordano sul fatto che questa legge avrà un ruolo centrale nel prossimo
periodo della storia. Albert Einstein, il più grande scienziato del nostro
tempo, disse che è la "legge più importante di tutta la scienza". In
proposito, sir Arthur Eddington ha affermato che è la "suprema legge
metafisica di tutto l'universo".123
La teoria evoluzionista è avanzata nella totale ignoranza di questa basilare
e universale legge della fisica. Il meccanismo proposto dall'evoluzione
contraddice radicalmente i suoi principi. Gli evoluzionisti sostengono che
atomi disordinati, dispersi e inorganici e molecole si siano riuniti
spontaneamente nello stesso periodo in un ordine preciso per formare
molecole estremamente complesse quali le proteine, il DNA, l'RNA; in
seguito, questi avrebbero gradualmente determinato milioni di differenti
specie viventi con strutture addirittura più complesse. Inoltre, questo
ipotetico processo che produce ad ogni passo strutture più pianificate, più
ordinate, più complesse e più organizzate, ha presieduto autonomamente a
tale formazione in condizioni naturali. La legge dell'entropia mostra
chiaramente che questo processo cosiddetto naturale contraddice interamente
le leggi della fisica.
Gli scienziati evoluzionisti sono consapevoli di questo fatto. J. H. Rush
scrive:
Nel complesso corso della sua evoluzione, la vita rivela un notevole
contrasto rispetto alla tendenza espressa nella seconda legge della
termodinamica. Mentre quest'ultima parla di un irreversibile progresso verso
una crescente entropia e disordine, la vita evolve continuamente verso più
elevati livelli di ordine.124
Lo studioso evoluzionista Roger Lewin parla dell'empasse dell'evoluzione di
fronte alla termodinamica in un articolo apparso su Science:
Un problema che i biologi hanno dovuto affrontare è l'apparente
contraddizione rispetto all'evoluzione rappresentata dalla seconda legge
della termodinamica. I sistemi dovrebbero decadere nel corso del tempo,
presentando un minore, non maggiore ordine.125
Un altro scienziato evoluzionista, George Stravropoulos, parla
dell'impossibilità secondo la termodinamica della spontanea formazione della
vita e confuta la spiegazione dell'esistenza, per leggi naturali, di
complessi meccanismi viventi nella nota rivista evoluzionista American
Scientist:
In condizioni ordinarie, nessuna molecola organica complessa potrebbe
formarsi spontaneamente, ma piuttosto disintegrarsi, in accordo alla seconda
legge. In realtà, maggiore è la complessità, maggiore è l'instabilità e
maggiore la sicurezza, presto o tardi, della sua disintegrazione. La
fotosintesi e tutti i processi vitali, e la vita stessa, nonostante il
linguaggio confuso o confusionario, non possono ancora essere compresi in
termini di termodinamica o di ogni altra scienza esatta.126
La seconda legge della termodinamica costituisce, quindi, un insormontabile
ostacolo per lo scenario dell'evoluzione sia in termini di scienza che di
logica. Incapaci di offrire una consistente spiegazione scientifica che
permetta di superare l'ostacolo, gli evoluzionisti possono solo vincere
grazie all'immaginazione. Ad esempio, il famoso evoluzionista Jeremy Rifkin
parla della sua speranza che l'evoluzione possa sopraffare questa legge
della fisica grazie a un "potere magico":
La legge dell'entropia sostiene che l'evoluzione disperde l'energia
disponibile complessiva per la vita su questo pianeta. Il nostro concetto di
evoluzione è esattamente l'opposto. Crediamo che l'evoluzione crei sulla
terra, con qualche meccanismo magico, un valore complessivo maggiore e un
maggior ordine.127
Queste parole rivelano con grande chiarezza che l'evoluzione è soltanto una
fede dogmatica.
Il mito del "sistema aperto"
Minacciati da tutte queste verità, gli evoluzionisti hanno dovuto cercare
rifugio nella distruzione della seconda legge della termodinamica,
affermando che sia valida soltanto per i "sistemi chiusi", in quanto i
"sistemi aperti" esulano dall'ambito di questa legge.
Un "sistema aperto" è un sistema termodinamico nel quale energia e materia
circolano all'interno e all'esterno, a differenza del sistema chiuso in cui
l'energia e la materia iniziali rimangono costanti. Gli evoluzionisti
sostengono che il mondo è un sistema aperto, costantemente esposto al flusso
di energia solare e che, quindi, la legge dell'entropia non si applica al
cosmo nel suo insieme. Asseriscono inoltre che esseri viventi complessi e
ordinati possono essere generati da strutture semplici, disordinate e
inanimate.
Ci troviamo di fronte a un'ovvia distorsione. Il fatto che un sistema riceva
un afflusso di energia non è sufficiente a renderlo ordinato. Sono necessari
meccanismi specifici affinchè l'energia diventi funzionale. Ad esempio,
un'automobile ha bisogno di un motore, di un sistema di trasmissione e di
meccanismi di controllo correlati per convertire l'energia della benzina in
lavoro. Senza tale sistema di conversione, l'automobile non sarebbe in grado
di utilizzare l'energia della benzina.
La stessa cosa capita nella vita. È vero che la vita deriva la sua energia
dal sole. L'energia solare, tuttavia, può essere convertita in energia
chimica soltanto da sistemi di conversione energetica incredibilmente
complessi presenti nelle cose viventi (come la fotosintesi delle piante e i
sistemi digestivi di umani e animali). Nessun essere vivente può vivere
senza un tale sistema; privo di questo, il sole non è altro che una fonte di
energia distruttiva che brucia, inaridisce o fonde.
Come si può vedere, un sistema termodinamico che non presenti tali
meccanismi di conversione non è vantaggioso per l'evoluzione, che sia aperto
o chiuso. Nessuno asserisce che questi meccanismi complessi e consapevoli
possano essere esistiti in natura nelle primigenie condizioni della terra.
In realtà, la vera questione a cui devono rispondere gli evoluzionisti è
come possano essere pervenuti autonomamente all'esistenza complessi
meccanismi di conversione dell'energia quali la fotosintesi, che non possono
essere duplicati neppure servendosi delle moderne tecnologie.
L'influsso dell'energia solare sul mondo non ha effetti tali da imporre di
per se stessa un ordine. Indipendentemente dal grado elevato di temperatura
che possa essere raggiunto, gli amminoacidi resistono formando legami in
sequenze ordinate. La sola energia non è sufficiente a spingere gli
amminoacidi a formare le molto più complesse molecole proteiche o queste
ultime a costituire le ben più composite e organizzate strutture di
organelli cellulari. La fonte reale ed essenziale di questa organizzazione,
ad ogni livello, è un progetto consapevole: in una parola, la creazione.
Il mito della "auto-organizzazione della materia"
Ben sapendo che la seconda legge della termodinamica rende impossibile
l'evoluzione, alcuni scienziati evoluzionisti, per avallare la loro teoria,
hanno fatto alcuni tentativi speculativi per superare la distanza che separa
le due concezioni. Come al solito, anche questi sforzi mostrano come la
teoria dell'evoluzione si trovi di fronte a un ineludibile vicolo cieco.
Uno scienziato che si è distinto per i suoi tentativi di coniugare la
termodinamica e l'evoluzione è il belga Ilya Prigogine. Partendo dalla
teoria del caos, questi ha proposto alcune ipotesi secondo cui l'ordine si
forma dal caos. Ha affermato che alcuni sistemi aperti possono descrivere un
decremento nell'entropia dovuto ad un influsso di energia esterna e che il
conseguente "riordinamento" è una prova che "la materia può organizzare se
stessa". Da quel momento, il concetto di "auto-organizzazione della materia"
è divenuto abbastanza popolare tra gli evoluzionisti e i materialisti. Si
comportano come se avessero trovato un'origine materialistica per la
complessità della vita e una soluzione materialistica al problema della sua
origine.
A uno sguardo più acuto, tuttavia, questo argomento si rivela del tutto
astratto e, in pratica, un mero wishful thinking. Nasconde, inoltre, un
inganno molto semplice, ovvero, la deliberata confusione di due distinti
concetti, "auto-organizzazione" e "auto-ordinamento".128
Ciò può essere chiarito con un esempio. Si immagini una spiaggia con
differenti tipi di pietre di varie dimensioni mischiate tra loro. Quando
un'onda forte si abbatterà sulla spiaggia, potrà apparire un "ordinamento"
tra le pietre. L'acqua potrà sollevare quelle di peso simile in pari
quantità. Quando l'onda si sarà ritirata, le pietre potranno forse essere
state ordinate secondo l'ordine di grandezza, dalle più piccole alle più
grandi, in direzione del mare.
Questo è un processo di "auto-ordinamento": la spiaggia è un sistema aperto
e un influsso di energia (l'onda) può esserne la causa. Ma si noti anche che
lo stesso processo non può erigere un castello di sabbia. Se guardiamo un
castello fatto di sabbia, siamo sicuri che qualcuno lo ha costruito. La
differenza tra quest'ultimo e le pietre "ordinate" è che il primo
rappresenta una complessità veramente unica, mentre il secondo include solo
un ordine ripetitivo. È come una macchina da scrivere che continui a battere
il carattere "aaaaaaaaaaaaa" per centinaia di volte in quanto un oggetto (un
influsso di energia) è caduto sulla tastiera. Naturalmente, un tale ordine
ripetitivo di "a" non include alcuna informazione e quindi nessuna
complessità. È necessaria una mente cosciente per ottenere una sequenza di
lettere che includa informazioni.
La stessa cosa avviene quando il vento penetra in una stanza piena di
polvere. Prima di questo influsso, la polvere è sparsa intorno. Allorquando
il vento entra, questa si raccoglie agli angoli della stanza. Ciò è un
"auto-ordinamento". Ma la polvere non si "auto-organizza" mai autonomamente
in modo da creare l'immagine di un uomo sul pavimento.
Questi esempi sono molto simili agli scenari di "auto-organizzazione" degli
evoluzionisti. Questi affermano, infatti, che la materia ha una tendenza ad
"auto-organizzarsi", quindi mostrano esempi di auto-ordinamento tentando di
confondere i due concetti. Lo steso Prigogine ha parlato di molecole che si
auto-ordinano durante l'influsso di energia. Gli scienziati americani
Thaxton, Bradley e Olsen, in un libro dal titolo "The Mistery of Life's
Origin", hanno spiegato questo fatto:
...in ogni situazione i movimenti casuali delle molecole in un fluido sono
spontaneamente sostituiti da un comportamento altamente ordinato. Prigogine,
Eigen e altri hanno suggerito che tale sorta di auto-organizzazione sia
intrinseca nella chimica organica e possa potenzialmente spiegare le
macromolecole altamente complesse essenziali ai sistemi viventi. Ma simili
analogie hanno scarsa rilevanza per la questione dell'origine della vita.
Per di più, non distinguono tra ordine e complessità... La regolarità o
l'ordine non possono servire a immagazzinare l'enorme quantità di
informazioni richieste dai sistemi viventi. È richiesta una struttura
irregolare, ma specifica piuttosto che una ordinata. Ciò rappresenta un
grave errore nell'analogia offerta. Non vi è connessione apparente tra il
tipo di ordinamento spontaneo che deriva dal flusso di energia attraverso
tali sistemi e l'opera richiesta per costruire macromolecole ad intensa
informazione aperiodica, quali il DNA e le proteine.129
In realtà, Prigogine stesso dovette accettare che questi argomenti non
avevano rilevanza per spiegare l'origine della vita. Ha detto:
Il problema dell'ordine biologico implica la transizione dall'attività
molecolare all'ordine supermolecolare della cellula. Questo problema è ben
lontano da una soluzione.130
Perché, allora, gli evoluzionisti continuano ad accettare punti di vista
anti-scientifici quali "l'auto-organizzazione della materia"? Perché
insistono a rifiutare la manifesta intelligenza visibile nei sistemi
viventi? La risposta è la loro fede dogmatica nel materialismo e la credenza
che la materia abbia un misterioso potere di creare la vita. Un professore
di chimica presso l'Università di New York ed esperto in DNA, Robert
Shapiro, descrive la fede degli evoluzionisti e il dogma materialistico che
ne costituisce il fondamento:
Un altro principio evolutivo è quindi necessario per permetterci di superare
la distanza tra le miscele di semplici prodotti chimici naturali e il primo
effettivo replicatore. Questo principio non è stato ancora dettagliatamente
descritto o dimostrato, ma è stato anticipato ed ha ricevuto dei nomi, quali
evoluzione chimica e auto-organizzazione della materia. L'esistenza del
principio è tenuta per certa nella filosofia del materialismo dialettico,
come dimostra la sua applicazione alle origini della vita da parte di
Alexander Oparin.131
Tutto questo chiarisce come l'evoluzione sia un dogma contrario alle scienza
empirica e che l'origine degli esseri viventi possa essere spiegata soltanto
per l'intervento di un potere soprannaturale. Questo potere soprannaturale è
la potenza di Allah, il Quale ha creato l'intero universo dal nulla. La
scienza ha provato che l'evoluzione è impossibile per quanto concerne la
termodinamica e che l'esistenza della vita non ha altra spiegazione se non
la Creazione.
NOTE :
123 Jeremy Rifkin, Entropy: A New World View, New York, Viking Press, 1980,
p.6
124 J. H. Rush, The Dawn of Life, New York, Signet, 1962, p 35
125 Roger Lewin, "A Downward Slope to Greater Diversity", Science, vol. 217,
24.9.1982, p. 1239
126 George P. Stravropoulos, "The Frontiers and Limits of Science", American
Scientist, vol. 65, November-December 1977, p.674
127 Jeremy Rifkin, Entropy: A New World View, p.55
128 For further info, see: Stephen C. Meyer, "The Origin of Life and the
Death of Materialism", The Intercollegiate Review, 32, No. 2, Spring 1996
129 Charles B. Thaxton, Walter L. Bradley & Roger L. Olsen The Mystery of
Life's Origin: Reassessing Current Theories, 4. edition, Dallas, 1992.
chapter 9, p. 134
130 Ilya Prigogine, Isabelle Stengers, Order Out of Chaos, New York, Bantam
Books, 1984, p. 175
131 Robert Shapiro, Origins: A Sceptics Guide to the Creation of Life on
Earth. Summit Books, New York: 1986, s. 207