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Come gli hassidim passano il Natale

di "Artamano"
il Sun, 29 Apr 2007 19:47:08 GMT
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Come gli hassidim passano il Natale
Maurizio Blondet
27/04/2007

Come deve trascorrere il Natale di Cristo un devoto ebreo?
Può passare il tempo facendo cose come tagliare la carta igienica da usare 
il sabato (il Talmud consente di defecare il sabato, bontà sua, ma non di 
strappare la carta).
Questa strana usanza me l'ha segnalata un lettore, che segue un forum 
ebraico dedicato ai «frum teens», ossia agli «adolescenti devoti».
La cosa può sembrare incredibile.
Così, lo stesso lettore mi manda un articolo apparso sul quotidiano Haaretz, 
a firma Shahar Illan, pubblicato la vigilia di Natale del 2004.
Eccone una traduzione, nella speranza che lo leggano tanti cattolici 
giudaizzanti.
Una sola avvertenza: in inglese la parola per «Natale» è «Christmas», che 
contiene la parola «Christ».
Gli ebrei ortodossi perciò la scrivono invariabilmente ***mas.
Così, anche il nome di Gesù non viene scritto se non così, J***.
Quanto ai cristiani, a loro si allude in genere con la parola  Akum= Avdei 
KokhaviM, cioè adoratori degli astri.

«La vigilia di Natale è una delle rare occasioni in cui gli hasidim evitano 
di studiare la Torah, di sposarsi e di andare al mitveh (bagno rituale) [.].
Questa vigilia, conosciuta negli ambienti religiosi come Notte di Nitel, le 
klipot ('gusci') dominano totalmente.
Le klipot sono forze malvagie parassitarie, che aggrediscono le forze del 
bene.
Secondo la kabbala, la notte in cui 'quell'uomo' (eufemismo per G***) è 
nato, non è presente nemmeno una traccia di santità e le klipot sfruttano 
ogni atto santo per i propri scopi.
Per questo motivo, nella notte di Nitel, dal tramonto a mezzanotte, è uno 
dei rari momenti in cui gli ortodossi si astengono dallo studio della Torah.
In questa notte orribile non si fanno matrimoni né si va al bagno rituale.
Una intera letteratura si è sviluppata attorno alle insolite attività 
ricreative permesse nella notte di Nitel. [.].
Il classico passatempo di Nitel sono gli scacchi.
C'è una famosa fotografia che mostra l'ultimo 'rebbe' dei Lubavitcher, il 
defunto rabbi Menachem Mendel Schneerson, mentre gioca a scacchi con suo 
padre la notte di Nitel ..
Altri preferiscono giochi di carte, come la Uka, la versione 
ebraico-galiziana del poker.
Secondo alcuni, ogni carta ha il suo klipa, per cui giocare a carte a Nitel 
è un peccato particolarmente grave.
Zvi Rosen, il corrispondente presso la Knesset per il giornale 
ultra-ortodosso 'Hamodia', riferisce che i più stimati admorim (capi 
spirituali) hassidici usano, in quella notte, tagliare la scorta di un anno 
di carta igienica da usare il Sabbath (bisogna evitare di strappare la carta 
il Sabbath).
Di fatto, questo gesto di sprezzo ha un profondo significato kabbalistico, 
perché la letteratura kabbalistica parla diffusamente del ***ianesimo come 
di materiale escrementizio uscito dal corpo del popolo ebraico.
Oggi, essendo la carta igienica pre-tagliata per il Sabbat disponibile sul 
mercato, questo costume ha perso di rilevanza.
Un altro uso degli admorim hassidici è di occupare la notte di Nitel facendo 
conti per l'intero anno, come calcolare la somma di denaro che si deve 
mettere da parte per obbedire al comandamento dell'offerta delle decime.
Si dice che rabbi Hanna di Kalschitz passava il Nitel studiando geografia 
[materia profana].
Il suddetto giornalista Rosen passa la notte di Nitel riordinando il suo 
archivio, o sbucciando arance per fare la marmellata.
Il portavoce dei Lubavitcher, Menachem Brod, riordina i suoi conti».



«Come è stato già nel 2000, la vigilia di N*** o notte di Nitel cade anche 
quest'anno di venerdì notte, e ciò ha diverse importanti conseguenze.
[Poichè il Sabbath comincia dopo il tramonto del venerdì], certi atti come 
tagliare la carta igienica o riordinare i conti non possono essere compiuti 
in quanto sarebbero dissacrazione del Sabbath.
E nemmeno è possibile dormire per tutta la vigilia di N***, a causa dell'obbligo 
di mangiare il pasto del venerdì sera: si evita di parlare di cose sacre a 
tavola quando la vigilia di N*** cade di venerdì.
La più grande difficoltà riguarda il comandamento [mitzvah] di procreare.
E' raccomandato osservare il comandamento il venerdì notte, perché è un 
periodo santo; ma nella notte di Nitel, che è priva di ogni santità, si usa 
astenersi dall'osservare il comandamento, per paura che un bambino ebreo 
concepito nella data di nascita di G*** diventi un apostata. [.].
Un'usanza della Diaspora nella notte di Nitel era di recitare ad alta voce 
la preghiera 'Aleinu Leshabe'ah' per intero.
La preghiera include la frase  contro '.coloro che si inchinano davanti al 
vapore e alla vacuità', che solitamente nel resto dell'anno è sussurrata, in 
modo che i gentili non capiscano le parole.
Ma nella notte di Nitel è uso, una volta accertato che non ci siano attorno 
non-ebrei, recitare ad alta voce la frase proibita.
La radice della parola Nitel è incerta.
Per lo più si ritiene che sia l'acronimo della parole yiddish 'nischt yidden 
tarren lernen', 'è vietato agli ebrei studiare'; un'altra spiegazione è che 
sia la corruzione della parola latina 'natalis', che significa 'giorno di 
nascita'.
Esistono una quantità di battute di spirito riguardanti il Nitel.
Per esempio: ad un rabbi ultra-ortodosso fu chiesto una volta di elogiare 
Theodor Herzl, il fondatore del sionismo, ebreo agnostico.
Dopo un'esitazione, il rabbino citò tre tratti positivi: Herzl non ha mai 
parlato mentre indossa i filatteri, non ha mai pensato alla Torah in luoghi 
impuri, e non ha mai studiato la Torah la notte di Nitel [il senso 
umoristico della risposta sta nell'implicare che Herzl, noto miscredente, 
non ha 'mai' studiato la Torah].



«Un'altra storiella: un ragazzino ebreo viene scoperto a studiare la Torah a 
Nitel.
Richiesto del perché non osservi il divieto del sacro studio a Nitel, 
risponde che osservava il divieto alla vigilia del N*** armeno.
La storiella coglie un problema reale.
I cattolici e i protestanti celebrano la vigilia di N *** il 24 dicembre, 
gli ortodossi greci e russi il 6 gennaio; in quale giorno deve essere 
vietato lo studio della Torah?
Il defunto rebbe Lubavitcher ha sancito che il divieto vada osservato la 
vigilia del N*** celebrata dalla maggioranza dei ***iani nel Paese in cui ci 
si trova: così negli Stati Uniti, il divieto vale il 24 dicembre, quando gli 
americani ****iani celebrano la vigilia di N****. [.].
Si dice che il Santo Genio di Liska volesse studiare la Torah anche la notte 
di Nitel, ma si addormentò profondamente e la sua candela si spense.
Quando si svegliò, comprese che l'intervento divino gli aveva impedito di 
portare a termine il suo proposito.
In un articolo su Nitel pubblicato sul mensile 'Torah', rabbi Yosef 
Lieberman dà una soluzione per aggirare il divieto dello studio della Torah: 
andare a letto al tramonto e svegliarsi dopo mezzanotte, quando il sacro 
studio diventa consentito.
Di fatto rabbi Benzion Grossman riporta che nelle yeshivot (scuole 
talmudiche) degli hasidim Vishnitz, gli studenti vanno a dormire nel 
pomeriggio della vigilia di N*** e si svegliano di notte per recuperare le 
ore di studio omesse.
Tuttavia il santo genio rabbi Shalom di Kaminka evitata di addormentarsi a 
Nitel, dicendo che sognava sempre le frasi della Torah.
Alcuni sostengono che non occorre osservare le usanze di Nitel in Israele, a 
causa della sacralità della terra santa.
Il rabbino Mordechai di Slonim ha sancito che, nella terra santa, le klipot 
non hanno alcun potere. Tuttavia i capi delle sette hassidiche venuti nella 
terra santa continuano ad osservare il costume, e a farlo osservare ai loro 
discepoli».



Che dire?
Questa è la religiosità degli eletti, il loro odio per G*** e per noi 
***iani.
Mancano le parole.
Solo un commento breve: come si vede, il Talmud vieta di strappare la carta 
igienica di sabato ma non, bontà sua, di defecare.
In attesa che, quando sarà pieno il regno d'Israele, nel «mondo che verrà» 
(Olam Haba), al necessario compito di pulizia vengano asserviti i goym 
noachici.
Come sappiamo, c'è una lunga fila di volontari ***iani per questa bisogna.
Alcuni, anzi, hanno già cominciato.

Maurizio Blondet




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