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No alla comunione ai politici pro Dico

di "donquixote"
il Thu, 22 Mar 2007 00:03:07 +0100
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L'Unità
Monsignor Negri: «No alla comunione ai politici pro Dico»
«Chi celebra l'Eucaristia non può poi tollerare e consentire leggi che sono
evidentemente eversive dell'antropologia personale e familiare che
dall'Eucaristia scaturisce». Dai microfoni di Radio Vaticana, il vescovo di
San Marino-Montefeltro, Luigi Negri, spiega e chiarisce il richiamo del Papa
alla «coerenza eucaristica» contenuto nella «Sacramentum caritatis» in cui
Ratzinger ha invitato i politici cattolici a non votare le leggi «contro
natura» come i Dico. «il culto gradito a Dio non è mai atto meramente
privato, esso richiede la pubblica testimonianza della propria fede» intima
Benedetto XVI ai politici italiani.

Ma cosa significa in termini concreti? Niente comunione per i politici
cattolici che sostengono i Dico. «Non c'è da gridare allo scandalo se da
questa centralità dell'Eucaristia vengono tirate conseguenze di carattere
sociale sulla vita della famiglia, sulla sua responsabilità, sui suoi
diritti educativi - spiega infatti monsignor Negri - l'Eucaristia è il
fondamento dell'ecclesiologia, ma è anche il fondamento di un'antropologia,
di un'esperienza umana che non è vissuta fuori dal tempo ma nella storia,
nelle circostanze economiche, politiche, sociali, ambientali». «Ecco
allora - spiega Negri - c'è un legame fra l'Eucaristia e la società, c'è un
legame fra l'Eucaristia e coloro che nella società si assumono la
responsabilità molto impegnativa di portare questa antropologia adeguata,
come avrebbe detto Giovanni Paolo II, dentro la vita sociale».

Intanto la discussione sui Dico continua. Sul versante parlamentare il
senatore dei Ds Cesare Salvi, presidente della Commissione giustizia di
Palazzo Madama, ha ribadito che « i Dico non sono su un binario morto»:
«Stiamo lavorando in Commissione giustizia - ha spiegato Salvi -, faremo una
seduta a settimana, appena la discussione generale sarà conclusa avremo un
comitato ristretto dal quale cercare di trovare un testo unificato che possa
avere una condivisione larga in Parlamento».

Però i "teodem" affilano le armi. Sempre più certo che il 12 maggio gli
"anti-dico" scenderanno in piazza per celebrare il "family day"(giovedì sera
a Crotone la "prova generale" con 3mila persone in piazza) con la
benedizione delle gerarchie ecclesiastiche.


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