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VITTIME CIVILI NELLA GUERRA AFGANA 20/4/07

di "Pomero"
il Fri, 20 Apr 2007 11:44:15 +0200
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VITTIME CIVILI NELLA GUERRA AFGANA 20/4/07
I rapporti di Amnesty e di Hrw

Emanuele Giordana

Venerdi' 20 Aprile 2007

Le cifre grosso modo concordano. E concorda soprattutto la diagnosi. I
civili sono le principali vittime degli attacchi suicidi dei kamikaze
talebani. Almeno 700 secondo Human Rights Watch e 756 secondo Amnesty
International (che cita fonti Onu e Nato) gli innocenti uccisi nel 2006 per
lo più in attacchi di talebani che si sono fatti esplodere. Ma c'è di più,
sono in aumento le minacce e le uccisioni di chi collabora, in un modo o
nell'altro, col governo o con le forze internazionali.
I due rapporti sono usciti quasi in contemporanea (ieri Amnesty, qualche
giorno fa Hrw) e puntano il dito soprattutto sui talebani, citando tra
l'altro il caso di Ajmal Nakshbandi e di Sayed Agha, i due collaboratori
afgani di Daniele Mastrogiacomo. uccisi in patente "violazione dei codici di
guerra" dice Hrw. Ma i due rapporti non risparmiano nemmeno le forze Isaf
Nato o della coalizione. "Human Rights Watch ha notato - dice il rapporto
dell'organismo internazionale - che le operazioni militari dei governativi
afgani e delle forze internazionali hanno loro pure causato numerose vittime
civili. Almeno 230 civili sono stati uccisi nelle operazioni della
coalizione (a guida Usa e operativa solo nel Sud e sui confini orientali
ndr) e Nato nel 2006, operazioni che in alcuni casi sembrano aver violato i
codici di guerra. Non ci sono prove - aggiunge Hrw - che i civili siano
stati un target intenzionale, ma in diversi casi gli attacchi sono stati
condotti indiscriminatamente e non sono state prese le dovute precauzioni
per prevenire le conseguenze sui civili". Probabilmente anche per i
talebani, in molti casi, è possibile che si sia trattato di "danni
collaterali", aggiungiamo noi: cercando di colpire obiettivi militari, i
kamikaze si fanno esplodere dove capita, poco male se chi viene colpito è un
civile. E' il caso di una testimonianza in merito all'attacco al ministero
della giustizia di Kabul nel luglio 2006: "Non ho visto nessun militare Isaf
vicino al ministero - dice a Hrw il testimone - solo la mia gente. Afgani.
E' il popolo il loro obiettivo"?
Ma fuori dalle vicende militari, dove resta comunque alta la preoccupazione
per chi continua a fare le spese di una guerra non convenzionale nella quale
a pagare il prezzo più alto sono soprattutto i civili, Hrw e Amnesty
denunciano un salto di qualità che ha portato i talebani a colpire sempre di
più anche gli operatori umanitari, gli insegnati, gli attivisti e i
"collaborazionisti". Un "crescendo", dice il rapporto di Amnesty, di
attacchi sistematici dei talebani contro i civili. "I civili afgani
sopportano le conseguenze peggiori di questo conflitto, essendo presi in
mezzo ai combattimenti tra talebani, forze governative, militari Usa e
soldati di altri paesi della Nato - dice Claudio Cordone, direttore della
ricerca di Amnesty - ma sono i talebani ad applicare una politica esplicita
di attacco contro i civili: stanno uccidendo insegnanti, rapendo operatori
umanitari e incendiando edifici scolastici".
Amnesty si riferisce alla laheya (il manuale militare dei talebani) che
prevede espressamente attacchi contro i civili e omicidi mirati. La regola
25 dice che un insegnante che continui a svolgere la propria professione
dopo aver ricevuto un ammonimento dai talebani dev'essere picchiato e, se
continua a insegnare in modo contrario ai principi islamici, dev'
essere...ucciso. Una fatwa (ordinanza religiosa) può poi giustificare la
morte di chiunque sostenga l'intervento militare internazionale. Inoltre,
dice il rapporto, i fedeli di mullah Omar hanno, tra il 2005 e il 2006, dato
alle fiamme almeno 183 scuole in ogni parte del paese. "Compiendo azioni
indiscriminate come gli attentati suicidi in luoghi pubblici e prendendo
deliberatamente di mira i civili, i talebani si sono resi responsabili di
crimini di guerra - che, aggiunge Cordone - poiché si tratta di attacchi
diffusi e facenti parte di una strategia, devono essere considerati anche
crimini contro l'umanità".


--
Pomero
da
http://www.lettera22.it/



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