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Il rito del calcio d'estate fra sogni, gaffe e miliardi
di Valter Polo
il Thu, 12 Jul 2007 15:42:00 +0200
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Il rito del calcio d'estate fra sogni, gaffe e miliardi La Repubblica- Benedetto Ferrara Castel del Piano 1989. E´ l´ultimo anno di Baggio il fenomeno. Il mondo sta cambiando. E il mondo viaggia più veloce di Lubos Kubik (ci vuole poco). Solo Bruno Giorgi pare non aver capito. "Giocheremo alla sovietica" esclama. Pochi mesi dopo cade il muro di Berlino. Giorgi lo seguirà. Poi toccherà ai Pontello. Castel Del Piano 1990. I Cecchi Gori promettono tutto e nel tutto c´è anche Fiondella. L´Amiata regala le mangiate di Lazaroni e i giochi di prestigio di Nippo Nappi. Si attende l´arrivo di Valdo. Pare che il ragazzo si sia perso dalle parti di Abbadia e che oggi serva ai tavoli nella trattoria "L´allegro cinghiale". Caldaro 1991. Tra gli abeti alpini si ode un urlo: c´è Batistuta. Un commentatore lungimirante lo bollerà come il nuovo Dertycia. Maiellaro, fantasista filosofo, offre al pianeta la sua verità sulla vita e sulla geometria. Titolo: "Chi nasce tondo non muore quadro". Nemmeno Kant. Andalo 1992: Gigi Radice annuncia una Fiorentina d´attacco. Il futuro brilla. A notte fonda, in un pub, noti Effenberg e Laudrup decisamente brilli, più che brillanti, davanti a sei boccali di birra. Qualcosa ti dice che sarà una stagione anomala. Il sospetto cresce quando vedi Emiliano Rufo Verga che prima di saltare in area si pettina il ciuffo biondo. Al resto ci penserà il laureato mediatico. Arrivederci serie A. Roccaporena 1993. In penitenza con Padre Ranieri a un chilometro da Santa Rita. Irruzione di ultras nella camera di Effenberg. E´ arrivato Toldo. Ma anche Campolo, il maradona della Sila, e Di Sole, il Fernando Couto dell´Aspromonte. In albergo qualcuno chiede a un tipo vestito da cameriere una coca cola. Risposta: "ma io sono Bucaro". A beh. Roccaporena 1994. Firenze ha un nuovo angelo, si chiama Manuel Rui Costa. Stefan Effenberg si arrabbia: "Me ne vado, la tribuna non fa per me". Poi ordina quattro Ceres. A fine luglio Vcg invita tutti in villa, all´alba, per presentare Marcio Santos. "E´ anche un bel ragazzo", dice. Forse al posto dell´"anche" ci stava meglio un "solo". Roccaporena 1995. A noi Stefan Schwarz. E Luna si eccita: "E´ una berva, abbiamo una squadra de berve, giocheremo ar colosseo". C´è chi preferirà lo Yab. Un giornalista pone una domanda incalzante al giovane terzo portiere della Fiorentina Zandonà: "Zandonà, come ti chiami?". Risposta: "Zandonà". Meglio di Tognazzi e Vianello. Roccaporena 1996. Batigol urla "Irina te amo" in diretta tv (commozione), la Fiorentina si prende la Supercoppa italiana (felicità). Il "giovane" Malusci, il Dorian Gray di Quarrata, saluta e se ne va. Mario Stanic dichiara ai giornali: "Sono felice di venire a giocare alla Fiorentina". Nel ristorante dove lavora Valdo c´è un tipo che gli somiglia. Abbadia San Salvatore 1997. Malesani piazza i birilli sull´erba. Gabriel intanto si è asserragliato in una suite di un hotel di via Veneto a Roma e non ne vuole sapere di partire per il ritiro se non gli danno l´aumento. La Fiorentina usa il pugno di ferro e, infatti, una settimana dopo ecco l´aumento. Qualcuno propone di sostituire Cgil, Cisl e Uil col procuratore Settimio Aloisio. Gabriel arriva in ritiro e fa un giro d´onore tra tifosi in festa. Edmundo o´animal arriverà a gennaio, con il contratto carnevale libero. Tutti felici per l´arrivo di Kanchelskis. Tutti, tranne lo speaker dello stadio, che cerca sull´elenco del telefono il numero di un buon analista. Abbadia San Salvatore 1998. C´è il Trap. E si comincia con la storia della ciliegina, che poi sarà Heinrich, o più probabilmente uno che gli somiglia. Dalla Spagna arriva Amor. Era da una vita che sognava una vacanza in Toscana. Nel futuro c´è la Champions. Bormio 1999. Enrico Chiesa facci un gol. Fiorentina da grande Europa. Amor nel frattempo ha parlato benissimo delle vacanze toscane ai suoi conoscenti in Spagna. Mijatovic, infatti, si è rivolto alla stessa agenzia. Seefeld 2000. Lo chiamano l´imperatore, in realtà si chiama Fatih Terim, a lui il compito di ricominciare senza il grande Gabriel. Nessun problema: ecco Nuno Gomez e Leandro. Sul secondo arriva il commento tecnico di Luna: "Aho, questo c´ha un collo che nemmeno Tyson". E´ il viale del tramonto. Te ne accorgi quando vedi l´addetto stampa che ti accoglie vestito con la tuta verde e nera del Venezia. Vigo di Fassa 2001. Garofani e lacrime per l´addio di Manuel Rui. La paura avanza, Vittorio tiene duro e il Mancio prima porta tutti a Porto Cervo perché fa figo. Vanoli cade dalla Harley e si fa male. Intanto Ottavio Bianchi e il diesse Pavone trascorrono le mattinate nei loro pantaloni alla zuava sui sentieri di montagna. Viene da ridere. E invece piangi. Roncegno 2002. Una notte, in una strada del paese, appare Pavone in stato di ebbrezza (non c´è altra spiegazione). Il diesse urla ai giornalisti: "Avete visto, ve lo avevo detto: i soldi ci sono". Pavone sparisce nel buio. E la Fiorentina con lui. Piancastagnaio 2003. Si torna sull´Amiata. Un collega eccitato ha una visione, lui vede Maspero sul campo e dice: "Questo si muove come un vero numero dieci". Linciaggio evitato di un soffio. Ecco l´elicottero di Diego che atterra sul campo. Gridolini di eccitazione. Sembra un film di Vanzina. Una sera, davanti all´albergo, Cavasin inizia a gridare ai presenti: "Io vi porterò in Champions". E´ l´ora di andare a letto. Vigo di Fassa 2004. Parla Portillo: "Saremo forti come il Real". Parla Mondonico: "Portillo ha le caratteristiche di Inzaghi". Sono pronti per Zelig. Lucky Lucchesi porta su Ujfalusi e poi si aggira nei boschi con le sue scarpe pitonate. Qualcuno intanto chiede a Nakata se per caso conosce Guillermo Amor. Folgaria 2005. Incidente diplomatico: la Lotto ha vestito la Fiorentina con tute bianconere. Mille tifosi si esaltano all´arrivo di Luca Toni. Prandelli rigenera i cuori storditi da Zoff e Corvino è il primo diesse Superstar. Poi ecco Bojinov con il look platinato alla Billy Idol. Il ragazzo è chiaramente pronto per entrare in una boy band. Folgaria 2006. Calciopoli azzera i sogni. Torna la paura. Però c´è sempre Pantaleo Superstar, poeta iperrealista, a rallegrare il gruppo: "Veniamo da un anno dove ci ha visto partire dopo un´annata precedente non positiva". Ancora un´estate durissima. Ma poi Diego scende ancora una volta dal cielo e declama il verbo: "Male non fare, paura non avere". E via verso nuove avventure. -- Valter Polo
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Re: Il rito del calcio d'estate fra sogni, gaffe e miliardi di Kinsella il Fri, 13 Jul 2007 01:14:13 -0700
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Re: Il rito del calcio d'estate fra sogni, gaffe e miliardi di "ionis56" il Thu, 12 Jul 2007 15:54:44 +0200
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