it » politica
Spioni fai da te
di S.Bondi
il Thu, 12 Jul 2007 16:36:01 +0200
newsgroups it.test,it.economia.borsa,it.politica
message-id <a56eb912470696990ac13dbdadf3dac1@msgid.frell.theremailer.net>
MITROKHIN CARICATA A POMPA - NELL'ARCHIVIO DELL'EX BRACCIO DESTRO DI POLLARI SONO STATI TROVATI APPUNTI CHE SERVIVANO PER IL LAVORO DELLA DISCUSSA COMMISSIONE D'INCHIESTA Massimo Solani l'Unità Magistrati, politici, giornalisti, ma non solo. La frenetica attività di Pio Pompa a via Nazionale non si limitava soltanto ai dossier avvelenati contro i presunti nemici del governo Berlusconi, ma si spingeva finanche al lavoro delle commissioni di inchiesta parlamentari che il centrodestra aveva messo in piedi per gettare fango sull'opposizione e sui precedenti governi Prodi e D'Alema. Con la stessa tattica: insinuare, suggerire complotti, costruire castelli in aria e bufale. Lo testimonia un appunto dattiloscritto scoperto negli uffici dove il braccio destro di Nicolò Pollari aveva impiantato la sua «fabbrica di disinformazione». Tre pagine per sette domande da porre all'ex direttore del Sismi, l'ammiraglio Gianfranco Battelli, in una delle sei audizioni (la prima il 19 novembre 2002, l'ultima il 3 dicembre 2003) di fronte a quella fabbrica di veleni che per quattro anni è stata la commissione Mitrokhin. Sette domande, un unico obiettivo: dimostrare che i governi del centrosinistra avevano tenuto nascosto per anni, prima, e in parte occultato con l'aiuto di uomini del Sismi, poi, i contenuti delle schede informative inviate dai servizi segreti inglesi in base alla testimonianza dell'ex archivista del Kgb. Per questo gli appunti trovati nel covo di via Nazionale suggerivano di chiedere a Battelli «se conferma che la documentazione relativa al rapporto Mitrokhin sia stata archiviata e tenuta nascosta per almeno cinque anni» dal Sismi senza che ne fosse data comunicazione alla magistratura, almeno fino alla pubblicazione del rapporto stesso in Inghilterra. E ancora «se egli abbia ricevuto, dai servizi inglesi, una bozza del dossier e se in quella occasione abbia chiesto al mittente di eliminare dal testo un certo numero di nomi. Richiesta che, a quanto pare, sarebbe stata prontamente accolta». Un sospetto, quello dei nomi delle spie russe cancellati dalla lista (specie nomi di politici), su cui la destra ha martellato per anni. Senza fermarsi nemmeno davanti alle smentite del Sismi alla Mitrokhin, con tanto di certificazione delle agenzie di intelligence inglesi. Le stesse smentite arrivate poi ogni volta che il presidente della commissione Paolo Guzzanti annunciava l'esistenza di «un altro dossier, più grande e più importante». E ancora: l'appunto sequestrato a Pio Pompa consigliava anche di chiedere a Battelli «se sia al corrente dell'esistenza di una lista di nomi, offerta in quell'epoca dai servizi statunitensi al Sismi, circa le fonti italiane che lavoravano per la Stasi». Insinuare sospetti, anche sull'operato dei passati vertici del Sismi, questo era pronto a fare lo zelante consulente fatto assumere al servizio militare dal nuovo direttore (promosso dal centrodestra, guarda caso) Nicolò Pollari. Così "il papiello" consigliava di chiedere a Battelli di confermare «l' iniziativa che egli avrebbe assunto circa la costituzione di una commissione interna, composta da tre alti funzionari, finalizzata al lavoro di revisione e analisi della documentazione». Difficile capire a cosa servissero quegli appunti o anche se abbiano davvero costituito la traccia per le domande poi effettivamente poste da qualcuno in commissione. Di certo buona parte dei temi illustrati e dei quesiti sollevati (non fu così per esempio per quello sugli informatori della Stasi) furono davvero argomento di molte questioni sollevate in audizione. Un aspetto inquietante, anche se qualcuno dei membri di quella commissione oggi arriva persino a scherzarci su: «Certo per chiedere quelle cose - ironizza il diessino Walter Bielli - non serviva proprio Pio Pompa. Piuttosto sembrano temi estrapolati dall'audizione del colonnello Domenico Faraone (l'agente segreto che trattò le schede personali inviate dagli inglesi e che, poi più volte smentito, insinuò dubbi sull'operato del Sismi ndr). Una audizione che era stata secretata, e che evidentemente qualcuno potrebbe aver riferito a Pompa». Così, sulla scena farsesca della Mitrokhin adesso si aggiunge anche Pompa. Come se non fosse bastato già Mario Scaramella. Nel frattempo, da via Nazionale salta fuori un altro appunto, dedicato alla manifestazione dei girotondi del 14 settembre 2002 a piazza San Giovanni a Roma: «Una febbrile attività delle forze dell'opposizione estesa alle forze dell'antagonismo massimalista».
