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Turbodemocratici sfascisti

di "Pomero"
il Thu, 12 Jul 2007 14:20:16 +0200
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 Turbodemocratici sfascisti

Arturo Scotto* ,
11 luglio 2007
Il punto


Eccoli: sono giovani e arditi, pronti a combattere contro i conservatori e i 
reazionari. Non si tratta di precari che domandano futuro, ma uno degli 
ennesimi frammenti della casta. Giovani consiglieri circoscrizionali, 
assessori, deputati o aspiranti tali.
Il loro biglietto da visita si chiama: pensioniamo il sindacato. Un 
intralcio sulla strada della modernizzazione del paese. Scelgono la piazza, 
ma come sappiamo, la piazza non è mai neutrale. In questo caso hanno un 
obiettivo: i simboli del lavoro, le sedi sindacali, perché custodiscano 
un'idea vecchia dell'Italia.
Un'Italia che pretende - udite udite! - che siano i giovani a pagare le 
pensioni degli operai anziani. Circondare anche se metaforicamente 
CGIL-CISL-UIL significa in sostanza, respingere alla radice l'idea della 
solidarietà tra generazioni, quella che in questa parte di mondo - 
l'Europa - è il fondamento sostanziale del patto sociale.

Purtroppo, queste posizioni estremiste rischiano di aprire un varco 
pericoloso ad una operazione culturale che tende a smantellare ogni spazio 
pubblico, ogni sistema di garanzia sociale, ogni possibile tentativo di 
eliminare le enormi disuguaglianze provocate da anni di ubriacature 
neo-liberiste.
L'assedio al sindacato non è nuovo: ha altri precedenti nella storia, 
compresi gli attacchi alle camere del lavoro alla vigilia del ventennio 
fascista.
Allora erano le camicie nere che mettevano in discussione la rappresentanza 
sociale del lavoro. Oggi sono i turbodemocratici a produrre un tentativo di 
spallata alla CGIL, che rivela la vera natura di una posizione che già per 
tanti di noi era impensabile anche per un partito lievemente progressista: 
l'equidistanza tra sindacato e Confindustria. Non c'è nessuna equidistanza, 
infatti. I democrat si candidano esplicitamente ad essere i portavoce di 
Montezemolo, il promotore principale di un'idea di semplificazione della 
rappresentanza che marginalizza il sindacato come interlocutore responsabile 
ed essenziale.
E come tutti i neofiti sbracano nel qualunquismo e nella provocazione.

*Deputato Sinistra democratica

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