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Sd, avanti con i colloqui per l'unità

di "Pomero"
il Thu, 12 Jul 2007 14:19:49 +0200
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Sd, avanti con i colloqui per l'unità

Andrea Scarchilli ,  11 luglio 2007
Politica      Il coordinatore nazionale di Sinistra democratica Fabio Mussi 
ha incontrato, dopo Diliberto, il segretario di Rifondazione comunista 
Franco Giordano e quello dello Sdi Enrico Boselli. Sintonia con il Prc, 
fumata nera dai socialisti, che puntano a limitarsi a un patto a due


Proseguono gli incontri tra Sd e i partiti della sinistra. Dopo aver 
incontrato il segretario dei Comunisti italiani Oliviero Diliberto - assieme 
al quale ha lanciato la proposta di liste unitarie per le elezioni 
amministrative del prossimo anno - il coordinatore nazionale di Sinistra 
democratica, Fabio Mussi, ha visto in separata sede il segretario di 
Rifondazione comunista, Franco Giordano, e quello dello Sdi, Enrico Boselli. 
Positivo il vertice con Rifondazione, più propensa di altri a velocizzare il 
processo di unità dei soggetti a sinistra del Pd. Meno, come ammesso da 
Mussi e Boselli, quello con lo Sdi.
A colloquio avvenuto Giordano è sembrato molto ottimista, dichiarando che il 
faccia a faccia con Mussi "è stato molto unitario, fecondo e positivo e ha 
dimostrato una forte condivisione anche sull'ipotesi di una mobilitazione in 
autunno (un'altra idea venuta fuori dall'incontro con Diliberto, ndr), al 
termine di un percorso partecipato attraverso iniziative diffuse sul 
territorio". Con la postilla significativa: "Il processo unitario è sempre 
più irreversibile". Mussi si è mostrato d'accordo: "Il percorso 
partecipativo, su cui continueremo a ragionare, è la via maestra per la 
costruzione dell'unità a sinistra. Tappe e percorso sono ancora da 
precisare, ma l'importante è che si vada avanti" Aggiungendo che "serve una 
sinistra politica, l'Italia non può essere l'unico Paese in Europa dove non 
esiste".

Si è parlato anche della trattativa in corso tra governo e sindacati sulle 
pensioni. Mussi ha ribadito l'appoggio alla prima proposta del ministro del 
Lavoro, quella che prevedeva l'innalzamento del'età pensionabile di un anno 
nel 2008 e l'allestimento parallelo di un sistema di incentivi: "Abbiamo 
espresso qualche apprezzamento su alcune ipotesi che potevano essere nei 
dintorni della proposta Damiano, ma non sappiamo se quello è il punto di 
caduta. Pensiamo che ci siano le condizioni politiche e finanziarie per 
trovare un accordo e spingiamo perché la trattativa prosegua". Per Mussi, 
"stiamo parlando della sorte di 700mila lavoratori che andranno in pensione 
nei prossimi sei anni. Si tratta di governare con garbo i prossimi sei anni 
visto che dopo entrerà in vigore la contribuzione a regime. E la trattativa 
non è solo sullo scalone ma su tre capitoli: la qualità e competitività del 
sistema, il sistema previdenziale ed il mercato del lavoro".

Ironia e proteste contro chi paventa il rischio di un conflitto 
generazionale. Mussi: "Quelli che oggi dicono 'viva i giovani' sono gli 
apologeti delle norme e della prassi che ha trasformato il lavoro dei 
giovani in lavoro quasi schiavistico". Sulla stessa linea Giordano: "Tanti 
di questi neofiti difensori dei giovani potrebbero magari darci una mano 
nella battaglia contro la precarietà e per il superamento della legge 30, 
che è scritto nel programma dell'Unione. Queste sono idee strane che 
circolano dalle parti del Pd e tendono a escludere dalla redistribuzione 
l'aumento dei profitti e della produttività".
Altri temi al centro del colloquio, i fatti di Genova e il caso Sismi, 
impantanato nello scontro tra chi chiede una commissione d'inchiesta 
apposita e chi, invece, si limiterebbe a rimanere nell'ambito del Comitato 
di controllo dei servizi segreti (Copaco). Per il leader di Rifondazione 
"bisogna rapidamente approvare la riforma dei servizi segreti e 
contemporaneamente abolire il segreto di Stato". Ma quanto all'ipotesi che 
venga istituita una commissione d'inchiesta sul caso dei dossier illegali 
del Sismi, "se una commissione d'inchiesta va fatta - ha detto Giordano - la 
vogliamo sul G8 di Genova", come peraltro "è previsto dal programma 
dell'Unione". Anche Mussi è per l'abolizione del segreto di Stato 
sull'affaire Abu Omar e ha sottoscritto quanto detto da Giordano sui fatti 
di Genova: "A Genova è accaduto qualcosa di cileno quello è stato il primo 
atto del governo di centrodestra e fare chiarezza sui quei fatti può aiutare 
a chiarire anche altre cose successe dopo". Il ministro dell'Università è 
per una Commissione, anche "monocamerale".

Fumata nera dal successivo vertice Mussi - Boselli. Glaciale il segretario 
dello Sdi al termine dell'incontro: "Abbiamo opinioni diverse". Per il 
ministro dell'Università tra i due partiti c'è comunque un "dialogo che 
continua", ma Boselli è stato più netto e ha parlato di una "difficoltà 
politica" legata alle prospettive delle forze dell'Unione non interessate al 
Pd. "Abbiamo affrontato il cuore politico del rapporto tra lo Sdi e Sd - ha 
spiegato Boselli -. Io ho proposto di unire tutte le forze che fanno 
riferimento al socialismo europeo in Italia. Ma Mussi ha idee diverse, 
perché ritiene che sia giusto o meglio lavorare per unire tutte le forze di 
sinistra. Sono stupito, perché Sinistra democratica è nata su una scelta 
socialista, hanno fatto di questo la ragione della rottura con i Ds". E per 
Boselli "la Cosa rossa è sbagliata, perché è il contrappeso al Pd, come ha 
detto anche Bertinotti. Chi considera il Pd un errore non dovrebbe lavorare 
alla Cosa rossa, perché le anomalie si tengono a vicenda".
Sulle pensioni, la posizione dello Sdi appare distante da quella degli altri 
partiti della sinistra: Boselli li ha criticati e accusati di volere ""il 
Paradiso terrestre", che "non sarebbe possibile nemmeno con un monocolore di 
Rifondazione perché il governo si deve fare carico della compatibilità, deve 
scegliere e decidere". Per questo e altri motivi il contatto finale con lo 
Sdi appare lontano: "Si lavora in Parlamento, dove ci sono tanti punti di 
contatto, ma oggi siamo di fronte al nodo politico dei rapporti Sdi-Sd".

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