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Brogli, imbrogli e imbroglioni

di "Pomero"
il Thu, 12 Jul 2007 14:19:06 +0200
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Brogli, imbrogli e imbroglioni

Emiliano Sbaraglia,  11 luglio 2007
Il presidente della Camera Bertinotti giudica "sconcertante" il video sulle 
presunte schede contraffatte in Australia. L'opposizione insorge, chiedendo 
l'annullamento del voto, mentre i due senatori eletti nella ripartizione 
Africa-Asia-Oceania diffondono una nota nella quale si bollano le immagini 
come una "bufala totale". Intanto non passa giorno in cui il nostro paese 
non sprofondi sempre più nel torbido


"Quel video è effettivamente sconcertante". Così il presidente della Camera 
Fausto Bertinotti ha commentato la registrazione proveniente dall'Australia, 
che proverebbe la manipolazione di alcune schede elettorali per il voto 
degli italiani all'estero.

"Dice bene il Presidente della Camera Fausto Bertinotti. Credo sia opportuno 
che il governo venga a riferire in Aula sulla vicenda dei brogli", ha subito 
dichiarato Ignazio La Russa, raccogliendo al volo l'occasione per mettere 
nuovamente in difficoltà il governo. Un governo che stavolta sembra 
veramente trovarsi in grosso imbarazzo per quelle immagini provenienti da 
oltreoceano.

"Il percorso più proprio per l'accertamento -ha commentato Bertinotti dopo 
essere stato sollecitato a prendere la parola dal capogruppo Fi Elio Vito- è 
quello dell'indagine della magistratura, che dovrà valutare la consistenza e 
la portata di quel video". La terza carica dello Stato ha quindi a sua volta 
"sollecitato il governo perché nel pieno rispetto dell'autonomia e 
dell'indipendenza della magistratura siano raccolte informazioni da fornire 
alla Camera".

In merito all'attività della Giunta delle elezioni si prevede infatti che, 
con i ritmi di lavoro attuali, di certo non sarà in grado di verificare 
l'esito delle ultime elezioni politiche prima della fine della legislatura; 
Bertinotti ha dunque fatto sapere che "è stata depositata una proposta di 
riforma del suo regolamento, nel senso precisamente di andare in direzione 
di un potenziamento della sua attività. Questa proposta - ha aggiunto 
Bertinotti - potrà essere opportunamente valutata dalla Giunta".

Un documentazione di certo preoccupante, quella pubblicata dal sito di 
Repubblica.it, la cui diffusione si deve soprattutto a Paolo Rajo, candidato 
all'estero nelle scorse elezioni per l'Udeur al Senato, e non eletto.

Giornalista e uomo di spettacolo molto conosciuto nella comunità italiana 
australiana, Rajo si era recato in una casa di Sydney per raccontare come 
stavano votando i nostri connazionali quando, entrato in un garage, si 
ritrova di fronte a un tavolo con un centinaio di schede e alcuni ragazzi 
erano pronte a riempirle. Resosi conto della strana anomalia, con il suo 
telefonino Rajo decide di filmare l'operazione.

La faccenda potrebbe dunque celare risvolti clamorosi, riaprendo la 
battaglia sulla regolarità delle elezioni, dato che il voto all'estero, con 
quattro senatori all'Unione e due alla Cdl, è stato alla fine decisivo per 
la vittoria di misura della coalizione di centrosinistra a Palazzo Madama.

Concludendo il suo intervento, Bertinotti ha chiesto l'intervento della 
magistratura, mentre dall'opposizione la richiesta al governo è quella 
dell'annullamento del voto e di riferire al più presto in Senato.

E se il presidente della commissione Affari costituzionali Luciano Violante 
azzarda l'ipotesi di un taroccamento del video in questione, in una nota 
scritta da Marco Fedi e Nino Randazzo, chiamati nominalmente in causa nella 
contraffazione delle schede ed entrambi eletti nella circoscrizione 
"incriminata", la difesa è oltranza: "Quella delle liste contraffatte in 
Australia è una bufala totale, mal assemblata e peggio raccontata un anno 
dopo le elezioni da un ex-candidato non eletto, che ha avuto poche centinaia 
di voti".

C'è da aggiungere, infatti, che lo stesso Rajo ha dichiarato in queste ore: 
"Quel video l'ho girato almeno una settimana prima che si votasse in Italia. 
E quella ripresa l'ho subito inviata via e-mail all'Udeur. Nessuna risposta, 
nulla. Dopo le elezioni ho chiesto centinaia di volte spiegazioni 
chiarimenti. Nulla, assolutamente nulla". Verità o menzogna?

In attesa di ulteriori chiarimenti riguardo l'ennesimo caso che sconquassa 
gli equilibri dell'esecutivo di governo, torna alla carica il direttore di 
"Diario" Enrico Deaglio, che sulle elezioni politiche dello scorso anno ha 
già prodotto due inchieste-video: "Il video dell'Australia è un documento 
eccezionale, mi sembra evidente che la notte del voto sono successe delle 
cose gravissime". Secondo la ricostruzione de "Gli imbroglioni", l'ultimo 
dei documentari da lui curati, le cose gravissime sono accadute non soltanto 
nella terra dei canguri. Ora ecco il materiale per una nuova inchiesta, 
proprio quando Prodi cercava di dipanare la matassa sul segreto di Stato 
inerente il caso Pollari.

C'è chi dice che, se da Bancopoli a Sismopoli, da qualche tempo 
improvvisamente tutto sembra tornare a galla, per poi confondersi nella 
melma generale nella quale mestamente annaspa il nostro paese, un motivo 
dovrà pur esserci. Ma quale?

Su questo il riserbo rimane assoluto: e la verità lontana anni luce.


-- 
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