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A Beirut dal 10 al 15 settembre 07, con il Comitato Per non dimenticare Sabra e Shatila, in solidarietà con i profughi palestinesi

di ".sergio."
il Thu, 12 Jul 2007 04:49:10 -0700
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A Beirut dal 10 al 15 settembre 07, con il Comitato Per non
dimenticare Sabra e Shatila, in solidarietà con i profughi
palestinesi

Cari compagni,

qui di seguito trovate l'appello del Comitato Per non dimenticare
Sabra e Shatila, per l'iniziativa di solidarietà con i profughi
palestinesi in Libano.
Anche quest'anno torneremo a Beirut il prossimo settembre per
manifestare in ricordo delle vittime del massacro del 1982,
continuando il lavoro del nostro amato compagno Stefano Chiarini.
Per preghiera di diffusione,

Stefania Limiti,
Comitato Per non dimenticare Sabra e Shatila

Cari compagni,

come abbiamo annunciato in varie occasioni, stiamo lavorando per
organizzare anche quest'anno una delegazione che si recherà in Libano
in occasione dell' anniversario dell' eccidio di Sabra e Chatila: le
difficoltà e la tristezza che ci accompagnano dopo la scomparsa del
nostro amato Stefano potete immaginarle.

In queste settimane abbiamo avuto una serie di contatti con i nostri
amici libanesi e palestinesi, dal coordinatore delle Ong palestinesi e
arabe in Libano Qassem Aina, al direttore del quotidiano progressista
libanese Talal Salman per finire con le autorit à locali del comune di
Gobheiri - il municipio nel cui territorio si trova il campo di
Chatila: tutti ci hanno confermato l'utilità di una nostra presenza a
Beirut, soprattutto dopo i recenti fatti che hanno riportato
drammaticamente alla ribalta delle cronache internazionali l'esistenza
dei campi profughi palestinesi in Libano. Il gioco al massacro
continua sulla pelle dei rifugiati dimenticati nei ghetti del Libano
dal 1948: le provocazioni e le uccisioni parte di gruppi contro cui
gli stessi palestinesi hanno lanciato da tempo l'allarme riconfermato
il preoccupante uso del terrore per rendere marginali le
organizzazioni che, insieme ai palestinesi, si oppongono alle
occupazioni USA e israeliana nell'area mediorientale e per accendere
la miccia di una possibile guerra civile.


Il quadro di crescente tensione ci conferma la necessità una
iniziativa tesa a rompere l'isolamento dei palestinesi e dei loro
sostenitori. Per questo abbiamo confermato proprio nello spirito
condiviso con Stefano la presenza di una delegazione italiana a Beirut
nei giorni in cui saranno ricordati i martiri di Sabra e Chatila con i
seguenti obiettivi:


1) Ricordare la necessità di continuare la lotta per non dimenticare
l'eccidio del 1982 e per chiedere che sia resa giustizia alle vittime
di quell'offesa alla vita.

2) Ricordare al mondo la tragica situazione dei profughi palestinesi
in Libano - ulteriormente peggiorata dopo il recente conflitto - le
discriminazioni di cui sono vittime per quanto riguarda il lavoro e il
diritto alla proprietà immobiliare e la necessità, se si vuole
arrivare alla pace, che siano riconosciuti i loro diritti a cominciare
da quello al ritorno (realizzabile poi con un accordo tra le parti).

3) Sostenere la resistenza palestinese e libanese e l'indipendenza e
la sovranità del Libano e della Siria di fronte al tentativo Usa di
soffiare sul fuoco delle differenze etniche e religiose per riassumere
(insieme alla Francia) una sorta di mandato coloniale sul Libano e
utilizzare la Repubblica dei Cedri per portare avanti un progetto di
destabilizzazione e di frammentazione, nonostante i tragici risultati
dell'esperienza irachena, della Repubblica Araba di Siria

4)Rivendicare il diritto di ogni popolo a lottare contro il proprio
occupante e sostenere le popolazioni libanesi messe in ginocchio
dall'invasione e dai bombardamenti, criminali, che gli israeliani
hanno compiuto la scorsa estate.


Gli appuntamenti principali del viaggio (sperando di potervi fornire
al più presto un'agenda più esatta):


1) Visitare i campi profughi palestinesi (Beirut, Tripoli, Sidone,
Valle della Beqaa) ed esprimere la nostra solidarietà ai rifugiati,
alle loro organizzazioni politiche, alle forze della resistenza
palestinese e ai parenti delle vittime dell'eccidio del 1982.

Incontrare il nuovo rappresentante dell'Olp a Beirut.

2) Visitare i quartieri meridionali di Beirut e il Sud del paese nella
zona di confine con Israele e incontrare gli esponenti locali della
resistenza libanese (Hezbollah) per esprimergli la nostra solidarietà
e amicizia contro l'occupante israeliano;

3) Visitare la città di Sidone e incontrare il sindaco progressista
della città

4) Incontrare i rappresentanti delle istituzioni e del parlamento dal
presidente della repubblica Emile Lahoud a quello del parlamento,
Nabih Berri, alle commissioni diritti umani ed esteri del parlamento,
per esprimere loro la nostra solidarietà nei confronti dei tentativi
di esasperare le tensioni confessionali, dividere le forze politiche,
spezzare i tradizionali rapporti storici, umani, culturali e politici
tra il Libano e la Siria, disarmare la resistenza palestinese e
libanese, arrivare ad un nuovo trattato di pace separato tra il Libano
e Israele.

Da tener presente che quest'anno il nostro viaggio precederà di pochi
giorni la contestatissima elezione del Capo dello Stato: dunque è
possibile che alcuni incontri istituzionali possano saltare. Per
quanto riguarda i palestinesi esprimeremo ai rappresentanti delle
istituzioni e delle forze politiche, nel rispetto della sovranità
libanese, l'augurio che siano rimossi gli ostacoli legislativi ad una
piena parità di diritti nel campo del lavoro e della proprietà per i
rifugiati palestinesi. Il tutto nel rifiuto di ogni progetto teso a
naturalizzare i palestinesi in Libano cancellando il loro diritto al
ritorno sancito dalla risoluzione dell'Onu 194.

Più in generale è nostra intenzione smentire nei fatti, con la nostra
presenza, la teoria di uno «scontro di civiltà» sostenuta
dall'Amministrazione Usa, ma anche dai settori islamisti più radicali,
come quelli protagonisti del grave assedio del campo di Nahr Al-Bared,
e già presenti nel campo di Ain al-Hilweh nei pressi di Sidone. A tale
riguardo riteniamo della massima importanza sostenere il lavoro svolto
dai ragazzi di questo campo (di oltre 70.000 abitanti) dalla Ong Beit
Atfal Assoumud (nostra partner nel viaggio) unico vero argine al
lavoro dei gruppi estremisti fondamentalisti.

Al di là di queste attività, naturalmente, porteremo anche quest'anno
i nostri fiori alla fossa comune all'ingresso del campo di Chatila con
le Ong palestinesi, i rappresentanti del comune di Ghobeiry, le forze
politiche palestinesi e libanesi della periferia nel giorno
dell'anniversario della strage.


Il viaggio sarà per tanti di noi, sicuramente per tutti coloro che lo
hanno conosciuto, l'occasione per continuare il lavoro iniziato da
Stefano Chiarini in favore dei rifugiati palestinesi : ricorderemo in
varie iniziative la sua figura di intellettuale e di militante, senza
il cui impegno non sarebbe esistito il Comitato Per non dimenticare
Sabra e Chatila.

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