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Rinnovi, potere, arroganza, etica

di GPlaier
il Thu, 12 Jul 2007 10:44:27 +0200
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message-id <1vkquo6q7aysr$.uscsjj89bnwj$.dlg@40tude.net>

Da esterno al mondo del calcio vorrei conoscere se la mia opinione è
condivisibile.

1. Valore del calciatore.
E' espresso dal costo del cartellino + il lordo dello stipendio x gli anni
contrattuali; se ne deduce che più basso è il prezzo del cartellino
maggiore è il compenso erogabile al calciatore, quindi se un calciatore
capisce che la società non è in grado di dargli quanto si aspetta, ha
convenienza a non rinnovare nell'ultimo periodo. 

2. Il gioco dei rinnovi
Si basa quindi sul tentativo della società di non rinnovare troppo presto
(ciò comporterebbe una continua corsa al rialzo degli emolumenti; io
accetto il rinnovo se tu mi aumenti lo stipendio) col rischio di deprezzare
il cartellino (più si avvicina la data naturale di scadenza minore è il
valore del cartellino). Il calciatore fà il gioco inverso: appena firmato
chiede rinnovo ed adeguamento, più ci si avvicina alla scadenza meno è
interessato al rinnovo (se pensa di cambiare).
Se ne deduce che quando non si riesce a rinnovare per tempo, da entrambe le
parti non c'è reale volontà di proseguire il rapporto, quindi rinnovi che
non arrivano sono in genere facilmente interpretabili al di là delle parole
di circostanza.

3. Potere
Si misura in ambizioni, capacità economica (comprendendo la capacità di
sinergizzare anche extra calcio, v. FIAT, Petrolio, TV, ...) e prestigio
della società, e richieste di mercato del calciatore.
Ad oggi mi pare del tutto evidente che la Roma non sia appetibile per i
grandi campioni, dove con questa dizione intendo i calciatori che hanno un
valore di mercato elevato (non entro in disquisizioni tecniche).

4. Arroganza
Consiste nell'esercitare pressioni indebite e/o condotte "illecite" al fine
di perseguire obiettivi non proprio disonesti (per disonestà intendo ad es.
la corruzione, per pressione indebita intendo ad es. fare accordi più o
meno taciti alle spalle di altri).
Non mi sento di dividere il mondo in buoni e cattivi, semplicemente le
società sono in genere tanto più arroganti quanto più potere anche
trasversale possono esercitare.

5. Etica
E' tutto il non scritto e il comportamento che (ri)porta nell'ambito di una
dimensione di rispetto sostanziale, degli altri e dello spirito delle
regole, il modus agendi dei vari attori.
Con l'impressionante volume economico che il calcio genera...

6. Cosa fare
Regole sempre più chiare e trasparenti. 
a) Mi sembra di poter dire che oggi il meccaniscmo di compravendita dei
calciatori è molto più sano: entrambe le parti sono sufficientemente
tutelate.
b) Maggior livellamento. Al fine di rendere più interessante e meno
verticista il calcio si possono inserire meccanismi di livellamento che
limitino lo strapotere economico: qualche tentativo si sta facendo, altri
ne stanno emergendo: valorizzazione del vivaio prevedendo almeno X
giocatori provenienti dal vivaio che devono fare almeno Y partite l'anno
(attenzione a non rovinare i bambini), criteri collettivi di ripartizione
degli introiti, trasparenza di bilancio (principio di autosostentamento in
modo da evitare passivi stratosferici ripianati secondo il capriccio del
magnate di turno che se si stufa o ha un tracollo "manda all'aria" imprese
da centinaia di milioni di fatturato, vedi Sensi)
c) Limitazione del potere arbitrale. Qui si sta facendo molto poco, a mio
avviso un calcio giocato poco trasparente alimenta e favorisce la
disgregazione di qualunque corrente di pulizia.

Alla luce di tutto questo mi sembra corretta l'analisi che mi sembra emerga
da tutti i post che ho letto sul caso CHIVU: il calciatore ha tutto il
diritto di massimizzare il suo valore, ma deve tenere un comportamento
lineare e trasparente; la Roma deve fare i salti mortali per mediare tra il
desiderio di essere protagonista ed il (poco) potere che ha. Non sempre
riesce a far quadrare il cerchio ma complessivamente si sta muovendo bene
tenendo un bilancio in linea, una squadra competitiva, senza isterismi né
eccessi indice di debolezza; l'Inter ha probabilmente calcato un pò la mano
e si è mostrata arrogante prima nella convinzione di sinergizzare con
l'affare Pizzarro, poi indispettita andando al gioco duro.

Sono stato prolisso ma attraverso le vs risposte spero di farmi un quadro
finalmente chiaro sui meccanismi che governano il calcio, sinceramente un
poco oscuri e poco lineari.

GPlaier

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