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Siculopakistani

di (bonaiuti)
il Wed, 11 Jul 2007 20:08:15 +0200
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Ansa

ROMA - "Nessun Dio autorizza un uomo a picchiare la donna. E' una
tradizione siculo-pakistana che vuole far credere il contrario". Lo ha
sottolineato il ministro dell'Interno Amato sottolineando, nel suo
intervento al convegno su Islam e integrazione, che quest'ultima "passa
anche di qua: attribuire alla tradizione ciò che appartiene alla
tradizione che non vuol dire negare Dio" ma semmai "l'io" che domina negli
atteggiamenti patriarcali e maschilisti. Amato ha più volte ricordato come
solo fino agli anni '70 si trovavano in Sicilia costumi e tradizioni non
molto distanti da quelle che ora in Italia sono importate dagli immigrati
di certi gruppi musulmani. 

''Dobbiamo evitare di imputare a Dio - ha ribadito - il Dio dei cristiani
e dei musulmani, che in realtà e lo stesso, ciò che è da imputare invece
agli uomini". Il ministro dell'Interno ha poi sottolineato come sia
necessario evitare, quando pensiamo agli immigrati e in particolare ai
musulmani, di avere di fronte dei "blocchi umani" invece che singole
persone. "Non esiste il concetto noi contro gli altri - ha sottolineato -
se lo deve cacciare fuori di testa tutto l'occidente: ognuno di noi è
diverso e questo è importante soprattutto quando si parla di Islam", ha
evidenziato ricordando come questa religione non abbia una autorità
gerarchica unica ma una pluralità di voci al suo interno. "Noi siamo
gelosi della nostra identità - ha concluso - e ciascuno ha diritto alla
sua". 

PRESTIGIACOMO, AMATO SI SCUSI O LO QUERELO
"Amato straparla. Chieda subito scusa ai siciliani o lo querelo". E' la
secca reazione dell'ex ministro delle Pari Opportunità Stefania
Prestigiacomo alle parole del ministro Giuliano Amato sulla presunta
tradizione siculo-pakistana di picchiare le donne. 


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