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Casson: «Segreto di Stato? Pollari già autorizzato a violarlo»

di "Pomero"
il Wed, 11 Jul 2007 13:13:51 +0200
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Casson: «Segreto di Stato? Pollari già autorizzato a violarlo»
Anna Tarquini

«Pollari chiede che sia liberato dal segreto di Stato per dire tutta la 
verità? È una strumentalizzazione. Pollari può dichiarare quando vuole, 
senza alcun vincolo, davanti all'autorità giudiziaria». Felice Casson, il 
magistrato che indagò su Gladio e oggi senatore dell'Ulivo, ribalta la mossa 
dell'ex capo del Sismi. Perché minacciare se la legge gli consente già di 
superare il segreto di Stato?

Senatore è così, Pollari non ha bisogno di minacciare nessuno?

«Ma lui, Pollari, pensa in questa fase anche alla sua difesa personale all'interno 
del processo in cui è imputato. Io gli ricorderei che quando un esponente 
dei servizi è indagato o imputato può benissimo dichiarare qualsiasi cosa 
senza alcun vincolo del segreto di Stato perché è tutelato dall'articolo 24 
della Costituzione. Il diritto alla difesa non può sopportare alcuna 
limitazione».

Lei ha parlato di "una sinistra che ha paura di qualcosa".

«Ma... è una frase che concludeva un altro discorso. E un'affermazione che 
io ho già fatto, tra l'altro in Senato quando abbiamo parlato del caso Abu 
Omar e l'opposizione al segreto di Stato anche nel caso Sgrena-Calipari. C'erano 
delle opposizioni al segreto di Stato per me del tutto incomprensibili, c'era 
stato un attacco violento da parte di alcuni membri del governo alla 
magistratura milanese che erano per me incomprensibili. Alla luce di quello 
non mi spiegavo - se non con collegamenti con qualcuno dei servizi - la 
paura di questi servizi segreti».

È necessaria la Commissione d'inchiesta?

«Io ho appoggiato subito la richiesta del ministro Mastella perché sono 
convinto che il Copaco non è assolutamente in grado, con i poteri che ha 
attualmente, di risolvere e chiarire alcunché. Tanto è vero che nella 
riforma sui servizi segreti che stiamo trattando in queste settimane in 
senato, stiamo cercando di ampliare i poteri del Comitato di controllo. 
Attribuendogli i poteri di una commissione parlamentare d'inchiesta. In 
particolare la commissione parlamentare d'inchiesta ha il potere dell'autorità 
giudiziaria, e quindi coloro che vanno a fare dichiarazioni e vengono 
sentiti hanno l'obbligo giuridico di dire tutta la verità con sanzioni anche 
penali, cosa che per il Copaco non succede assolutamente. È già successo 
spessissimo in passato: chiunque può andare al Copaco a dire quello che 
vuole e il Copaco si beve quello che gli viene detto. E non è in grado di 
fare indagini ampie e approfondite. Seconda questione al Copaco può essere 
opposto in certe occasioni il segreto di stato e invece alle commissioni 
parlamentari d'inchiesta non deve essere opposto il segreto di Stato come le 
commissioni antimafia o le commissioni stragi. Se il Copaco ha questi due 
limiti non può indagare fino in fondo e allora io rimango perplesso, 
soprattutto quando ci sono esponenti del centrodestra, ma anche qualcuno dei 
nostri, che dice: basta il Copaco. Il Copaco non ha i poteri per fare questi 
accertamenti».

Dunque bisogna sciogliere questa riserva

«A mio parere sì perché se vogliamo davvero accertare tutto fino in fondo ci 
vuole la commissione d'inchiesta. Fermarsi al Copaco è come dire fermiamoci 
tra poco. Ora se si costituisse una commissione del genere dove si dovrà 
parlare di tante cose, il Copaco non è stato in grado di dare risposte».

E togliere il segreto di Stato?

«Quando si tratta di fatti eversivi dell'ordine costituzionale abbiamo già 
la legge sui servizi del settantasette e anche questa nuova legge che stiamo 
proponendo prevede che - quando si tratta di fatti eversivi dell'ordine 
costituzionale, oppure di stragi - il segreto di Stato non può essere 
opposto. Quindi già c'è una norma del genere. E questa norma deve soltanto 
essere applicata».

-- 
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