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Ordine e sicurezza, il modello Verona
di "Pomero"
il Wed, 11 Jul 2007 13:12:29 +0200
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Ordine e sicurezza, il modello Verona Il sindaco leghista Tosi guida un blitz dei vigili contro i phone center, ordina lo sgombero dei campi rom e vuole vietare perfino di mangiare i panini in piazza. E la sinistra lo invidia Paola Bonatelli Verona Del suo insediamento nell'ufficio di sindaco di Verona parlò mezza Italia, dal momento che staccò dal muro il ritratto del presidente Napolitano per sostituirlo con quello di Pertini.Ma Flavio Tosi, leghista di razza, in carica da appena un mese, di perle ne sta infilando una dietro l'altra. L'ultima, che sa tanto di pulizia etnica - come consigliato dallo sceriffo Gentilini allo stesso Tosi durante una visita di sostegno in campagna elettorale - è successa venerdì scorso, quando il sindaco ha accompagnato la polizia municipale in un blitz nei phone center e negozi etnici in vari quartieri della città. Bilancio: quattro esercizi chiusi e messi sotto sequestro per irregolarità di vario genere, cinque fermi di clandestini, una denuncia a un parrucchiere «abusivo» e il ritrovamento di qualche articolo «contraffatto». Forte del 61% di preferenze accordatogli dai cittadini scaligeri nelle amministrative del maggio scorso - una percentuale che gli ha fruttato 31 seggi su 46 in consiglio comunale e, a cascata, la maggioranza in tutte le 8 circoscrizioni, anche in quelle storicamente di sinistra - Tosi sta mantenendo alla lettera tutte le peggiori promesse fatte in campagna elettorale. Ordine, sicurezza e legalità, queste le sue parole d'ordine. Traduzione: tolleranza zero contro i diversi, siano essi immigrati, comunisti, o, peggio ancora, zingari. Ossessioni di lungo corso: nel '98 Tosi propose l'entrata separata per gli extracomunitari sui bus, nel 2001 attivò una campagna contro gli zingari, che fruttò a lui e a cinque dei suoi - di cui uno è assessore nell'attuale giunta - due condanne per violazione della legge Mancino. Condanne di cui il verde rampollo va fiero, tanto da non dimostrare il minimo imbarazzo nel presentare in procura, al suo nemico «storico», il magistrato Guido Papalia, titolare delle maggiori inchieste giudiziarie su Lega, fascismi e dintorni, la denuncia per l'occupazione abusiva di un ex asilo comunale da parte del csoa La Chimica. Lo sgombero è atteso a giorni. I titolari del progetto Rom - sponsorizzato dalla precedente amministrazione e scaduto il 30 giugno scorso - l'Opera Don Calabria e la cooperativa Azalea, hanno invece ottenuto, dopo un primo incontro col sindaco, una settimana di proroga per trovare una soluzione alla preannunciata chiusura del campo rom di Boscomantico. Nel frattempo, silenzio-stampa, «l'accordo con Tosi è di non rilasciare alcuna dichiarazione», dice Stefano Schena, direttore del Don Calabria. Mentre i rom vivono nel terrore di vedersi portar via «le baracchine», i vigili hanno già sgomberato due insediamenti «abusivi» di «nomadi», una casa disabitata occupata da rom e un gruppo di rumeni accampati in una zona verde abbandonata. Non è finita. Sulla scia di Zanonato è imminente l'entrata in vigore dell'ordinanza firmata da Tosi il 2 luglio scorso, che prevede multe salate per chi intralcia il traffico, fermandosi a contrattare con le prostitute, mentre sta per essere emanata un'altra ordinanza che vieta di mangiare panini in piazza. Sabato scorso un tam tam di giovanissimi ha richiamato duecento persone per un picnic sugli scalini del Palazzo. Altri ce ne saranno. Dulcis in fundo, la lettera che il sindaco ha spedito ai dirigenti e membri dei cda dei vari enti partecipati invitandoli a dimettersi perché occupano i posti in quanto aderenti ai partiti del centrosinistra. Quindi via. Dal canto loro gli sconfitti, in testa l'ex sindaco Paolo Zanotto, rincorrono Tosi con dichiarazioni che alla lunga risultano patetiche. Tosi piazza l'unità mobile della polizia municipale con l'occhio telescopico per vedere se qualcuno in giro si fa una canna? L'avevamo comprata noi - tuona Zanotto - e siamo contenti che il nuovo sindaco prosegua sulla strada da noi tracciata. Tosi va coi vigili a controllare (e chiudere) phone center e bazar multietnici? Lo facevamo anche noi - chiosa Stefania Sartori, ex assessora all'immigrazione e alle pari opportunità - solo con più discrezione e senza tanti strombazzamenti. A che serve allora - si domanda il comune cittadino di sinistra - che Rifondazione indica addirittura un convegno con tanto di esperti politologi, che dichiarano «un rifondarolo su due ha votato Tosi», se l'alternativa al leghista era «quel» centrosinistra? Come se tutto ciò non bastasse, ecco gli integralisti cattolici nostrani, che con Tosi vanno a nozze da sempre. Non solo hanno gioito dalle colonne di tutta la stampa locale per il ritorno della messa in latino, salvo dichiarare che comunque il doppio rito è un errore. Hanno pure pubblicato il loro messale, in cui la preghiera per la conversione dei «perfidi ebrei» è rimasta quella del 1954. Del resto, perché stupirsi, in una città che ha sdoganato i neofascisti della Fiamma - uno dei leader del Veneto Front Skinhead è consigliere comunale eletto nella lista civica del sindaco - che, con la Lega Nord, qui scendevano in piazza contro l'immigrazione già nel 1999. -- http://www.ilmanifesto.it/
