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Cambia il clima a sinistra

di "Pomero"
il Wed, 11 Jul 2007 13:09:07 +0200
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Cambia il clima a sinistra

La redazione,  10 luglio 2007
L'importanza dell'iniziativa è duplice: da un lato si alimenta il tentativo 
unitario, teso a costruire alla sinistra del PD un nuovo soggetto politico e 
dall'altro l'unità la si vuole verificare costruendo insieme un progetto 
capace di dare risposte efficaci alla tragedia climatica ed ambientale del 
pianeta


"Cambia il clima a sinistra" è il messaggio che un arco di forze che va dai 
Socialisti a Rifondazione, passando per i Verdi, Comunisti Italiani e 
Sinistra Democratica ha lanciato attivando il patto sul clima che, a Genova 
fu proposto dai verdi e poi sottoscritto da personalità del mondo 
scientifico e della cultura e dai massimi dirigenti delle forze che animano 
il cantiere della sinistra.

L'importanza dell'iniziativa è duplice: da un lato si alimenta il tentativo 
unitario, teso a costruire alla sinistra del PD un nuovo soggetto politico e 
dall'altro l'unità la si vuole verificare costruendo insieme un progetto 
capace di dare risposte efficaci alla tragedia climatica ed ambientale del 
pianeta. Non si tratta solo di mobilitare le competenze necessarie alla 
elaborazione di una proposta energetica che porti, in tempi utili, il paese 
fuori dal petrolio e gli altri fossili senza cadere nel nucleare, ma 
sviluppando le fonti rinnovabili e il risparmio energetico.
L'ambizione è far crescere questa svolta energetica fra la popolazione 
attraverso iniziative e conflitti promuovendo il patto sul clima nei 
territori, legandolo alle tante vertenze sulla difesa dei beni comuni e 
dell'ambiente che sono cresciute a livello territoriale, ma anche alla 
sensibilità diffusa che nelle popolazioni si è sviluppata mano a mano che le 
previsioni dei vari rapporti scientifici del panel dell'ONU (IPCC) trovavano 
drammatiche conferme.

La svolta energetica che il patto sul clima sollecita vuole un modello 
energetico diffuso nel territorio e non più centralizzato e monopolista come 
quello fossile e nucleare. Un modello dunque che sfrutta le fonti 
rinnovabili di cui ogni territorio è ricco ed insieme rende protagoniste le 
popolazioni promuovendo la produzione e gli usi dell'energia in modo 
razionale ed efficiente.
A settembre, dopo la conferenza sul clima, convocata dal ministero 
dell'Ambiente per discutere le politiche di adattamento ai cambiamenti 
climatici, che speriamo essere una scadenza aperta alla società oltre che 
alle competenze, il patto sul clima intende convocare una grande assemblea 
di tutti gli eletti nelle istituzioni comunali, provinciali, regionali e 
parlamentari delle forze che animano il patto.
Un'assemblea aperta ai movimenti e alle realtà sociali che da anni 
contrastano usi speculativi della terra, delle acque e dell'aria che 
respiriamo, dalla quale far emergere scelte energetiche utili al clima e 
all'ambiente, su cui aprire un confronto con il resto dello schieramento di 
centro sinistra per farle diventare scelta di governo: la finanziaria del 
clima.


Il Comunicato congiunto dei responsabili ambiente ed ecologia
di PRC, SD, PDCI, SDI e VERDI

"I responsabili ambiente di Rifondazione Comunista, di Sinistra Democratica, 
dei Verdi, dei Comunisti italiani, dei Socialisti democratici italiani si 
sono riuniti più volte nei giorni scorsi per valutare disponibilità e 
modalità di una azione comune nella società e nelle istituzioni sulle 
tematiche ambientali, energetiche, infrastrutturali, a partire dalla grande 
priorità delle politiche relative ai cambiamenti climatici. I movimenti che 
in tante parti del paese esprimono conflitti a difesa dell'ambiente, 
proponendo pratiche e soluzioni alternative, sono una risorsa importante di 
partecipazione democratica, interlocutori indispensabili per operare scelte 
condivise.
PRC, SD, PCDI, SDI apprezzano e condividono la proposta avanzata dai Verdi 
di un Patto per il Clima, utile anche per un lavoro unitario di 
approfondimento e di attuazione, auspicando l'adesione di tutte le forze 
della coalizione dell'Unione.

PRC, SD, Verdi, PCDI, SDI hanno valutato positivamente il percorso avviato 
nel DPEF, particolarmente in merito alla sostenibilità ecologica e alla 
contabilità ambientale delle scelte economico-finanziarie, merito anche 
della tempestiva efficace sollecitazione unitaria dei ministri per il 
rispetto del programma dell'Unione in materia previdenziale. Permangono 
invece criticità e riserve sul piano delle infrastrutture allegato al DPEF.

Si tratta ora di definire e approvare una coerente manovra finanziaria 2008, 
che faccia perno sulle misure di riduzione delle emissioni di gas serra. 
Serve una vera e propria riconversione ecologica dell'insieme delle 
politiche pubbliche, delineata nel programma dell'Unione e finora solo 
avviata, resa oggi indilazionabile dagli scenari descritti dagli scienziati 
che hanno studiato i cambiamenti climatici in atto sul pianeta. Occorre 
accelerare!
Le politiche di mitigazione vanno combinate con una svolta energetica basata 
su risparmio efficienza rinnovabili, con un piano per l'adattamento, con 
l'incremento delle risorse per la cooperazione internazionale allo sviluppo 
sostenibile, con la tutela della biodiversità e dei beni comuni, con un 
progetto organico contro desertificazione siccità e sete, con il superamento 
definitivo della logica e degli indirizzi della legge obiettivo del governo 
Berlusconi.
PRC, SD, Verdi, PCDI, SDI hanno deciso di avviare iniziative comuni per 
promuovere una più coraggiosa svolta in campo ambientale e hanno quindi 
ritenuto di convocare entro la fine di settembre un appuntamento sul tema 
"Una Finanziaria per il clima" per amministratori ed eletti, ricercatori e 
scienziati delle agenzie, volontari e militanti delle associazioni."

-- 
 http://www.aprileonline.info/ 


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