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Voti violati
di "Pomero"
il Wed, 11 Jul 2007 13:08:24 +0200
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Voti violati
Enrico Deaglio, 10 luglio 2007
L'intervento
Eccezionale documento, quello di Repubblica sul modo in cui si è svolto il
voto in Australia per le politiche italiane del 2006. Come eccezionale era
il documento di due settimane fa sul voto a Palermo, girato con telecamera
nascosta da Dina Lauricella.
E, per continuare, eccezionale la mole di documentazione prodotta da Leoluca
Orlando sulla manomissione delle elezioni comunali di Palermo.
A un anno e mezzo dalle elezioni del 2006 (quelle concluse sul "filo di
lana") continuano ad uscire notizie, rivelazioni. E' il segno che la storia
non è chiusa.
Per quanto riguarda il caso australiano ora è un video a dimostrare quello
che da molte parti si sosteneva e si testimoniava. E cioè che il voto
italiano all'estero (che alla fine ha deciso l'esito elettorale) era stato
organizzato dall'allora governo in carica con il massimo (voluto)
dell'approssimazione e con la possibilità di brogli colossali.
Insieme a Beppe Cremagnani abbiamo prodotto negli ultimi otto mesi due film
inchiesta sulle elezioni politiche del 2006. Nel primo ("Uccidete la
democrazia!") abbiamo raccontato i misteri della notte dello spoglio e la
scomparsa dai conteggi di circa un milione di schede bianche. Ancora oggi
nessuno ha saputo dare spiegazione di questa "anomalia".
Nel secondo film "Gli imbroglioni" siamo riusciti a sapere di più su quella
notte e sui tre giorni successivi. 1) Che il sistema del Viminale è stato
attaccato e bloccato per almeno tre volte nella notte. 2) Che gli spioni
della security Telecom avevano il controllo della sicurezza informatica. 3)
Che il risultato elettorale variò dal centro destra al centro sinistra tra
le 22 e le 2 di notte. 4) Che la mattina dopo il Viminale diede notizia di
ottantamila voti contestati (inesistenti) che portarono il Paese in una
crisi istituzionale di cui ancora ora non sappiamo i contorni.
Leggo ora che il generale Pollari, che fu coinvolto nel Laziogate, vuole
rivelare i misteri di cui è a conoscenza. Qualcuno gli chieda se sa qualcosa
anche sulla notte delle elezioni. Come qualcuno (i magistrati, i politici
che possono farlo con audizioni) chieda ai protagonisti di quella notte di
rispondere a delle domande semplici. Noi l'abbiamo già fatto e non ci hanno
risposto. Ma penso occorra insistere. Perché non è bello che il mio, come il
vostro voto, possa essere trattato al valore di niente.
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