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Boom: +presenze alle udienze, +donazioni
di "donquixote"
il Tue, 10 Jul 2007 21:35:22 +0200
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Il dollaro debole incide sui conti della Santa Sede Rivela il Presidente della Prefettura degli Affari Economici CITTA' DEL VATICANO, venerdì, 6 luglio 2007 (ZENIT.org).- La debolezza del dollaro ha inciso sui conti della Santa Sede, ha rivelato questo venerdì ai giornalisti il Cardinale Sergio Sebastiani, Presidente della Prefettura degli Affari Economici della Santa Sede. "La buona notizia è che il bilancio consuntivo consolidato della Santa Sede per l'esercizio 2006 si è chiuso, per il terzo anno consecutivo, con un risultato positivo di 2,4 milioni di euro, che rappresenta il valore meno elevato dopo quelli registrati lo scorso esercizio 2005, (pari a 9,7 milioni di euro), e nel 2004 (pari a 3,1 milioni di euro)", ha detto il porporato italiano. Il Cardinale ha spiegato che "occorre considerare che questo attivo di 2,4 milioni di euro è il meno elevato dopo quelli registrati nel 2005, quando fu di 9,7 milioni di euro, e nel 2004, quando fu pari a 3,1 milioni di euro". Si tratta quindi di un "calo molto pronunciato dell'avanzo netto ideale del settore finanziario", cioè degli investimenti che fa dei suoi fondi la Santa Sede, come ha spiegato il Cardinale Sebastiani, "che si è chiuso con un avanzo di 13,7 milioni contro 43,3 milioni del 2005". Secondo Sebastiani, tale flessione di 29 milioni di euro "è ascrivibile principalmente alla brusca ed assai accentuata inversione di tendenza nella fluttuazione nei tassi di cambio, soprattutto del dollaro statunitense". La Santa Sede ha delle entrate in dollari per motivi finanziari, ma anche per le donazioni di fedeli di varie parti del mondo, ma le sue spese sono soprattutto in euro. "Siamo molto prudenti e investiamo prevalentemente in obbligazioni. Noi non vogliamo rischiare e agiamo con la logica del 'buon padre di famiglia'", ha concluso il Cardinale. Settimo cielo Indici di popolarità: il boom dell'Obolo di San Pietro Sandro Magister Venerdì 6 luglio il cardinale Sergio Sebastiani, presidente della prefettura degli affari economici, presenterà alla stampa il bilancio consolidato della Santa sede per l'anno 2006. Intanto però, è già stato comunicato che tale bilancio è in attivo. Non solo. È stato anche comunicato che nel 2006 la raccolta per l'Obolo di San Pietro ha fruttato al papa più di 100 milioni di dollari. Per l'esattezza 101.900.192,71. Nel 2005 l'ammontare dell'Obolo era stato di 59.441.654,64 dollari. Nell' ultimo anno è dunque quasi raddoppiato: un altro indice, assieme al numero senza precedenti di presenze alle sue udienze pubbliche, della "popolarità" di Benedetto XVI. L'Obolo di san Pietro è la colletta per il papa che si fa in tutte le chiese del mondo, per lo più il 29 giugno o la domenica più vicina alla festa dei santi Pietro e Paolo. Le offerte possono comunque essere devolute in qualsiasi momento dell'anno, con le modalità indicate nel sito del Vaticano. "Fra le molte opere sostenute dall'Obolo anche nel 2006 - ha spiegato all' agenzia Zenit monsignor Tullio Poli, direttore dell'ufficio vaticano ad hoc - possiamo ricordare gli aiuti a vittime di guerre e disastri naturali, profughi e migranti; inoltre, a diocesi in via di costituzione, centri di educazione cattolica, borse di studio, villaggi per i ragazzi rimasti orfani per genocidio o guerra oppure per gli orfani dell'AIDS in Africa, ospitalità e assistenza per i pellegrini disabili, strutture sanitarie aperte a tutti nei Balcani e nel Caucaso". E ancora, tra le opere realizzate grazie all'Obolo, figurano la Città dei Ragazzi "Nazareth" a Mbare in Ruanda, l'Ospedale S. Vincenzo de' Paoli a Sarajevo, il Villaggio per gli orfani dell'AIDS in Kenya, l'Ospedale "Redemptoris Mater" in Armenia, le attività della Fondazione "Populorum progressio" per i contadini e gli indigeni dell'America Latina e della Fondazione Giovanni Paolo II per il Sahel.
