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Commemorazione dei caduti nella Crociata di Liberazione della Spagna

di "donquixote"
il Tue, 10 Jul 2007 21:40:15 +0200
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Anniversario
L'A.N.C.I.S., Associazione Nazionale dei Combattenti Italiani in Spagna,
intende celebrare l"Alzamiento" avvenuto il 17 Luglio 1936, che segnò
l'inizio della Cruzada di Liberazione della Spagna dall'insulto del
materialismo ateo e dai persecutori della Chiesa Cattolica.
Le certezze dell'avvenire della nostra Civiltà risiedono nel riaffermare ed
onorare le verità del cattolicesimo e i valori della tradizione delle
Nazioni Latine ed Europee.
Con tale intendimento, allo scopo di commemorare l'Evento nell'aura delle
memorie dei nostri caduti, si è scelto di celebrare la Solenne Cerimonia di
suffragio e onore ai caduti nel SACRARIO MILITARE DELLA CHIESA DEI
SANTISSIMI SETTE SANTI FONDATORI, a Roma in Piazza Salerno, alle ore 11.30
antimeridiane di sabato 14 Luglio 2007.

Al termine della celebrazione, sarà offerto un rinfresco nei locali attigui.

D'ordine del Presidente Nazionale
Juan Carlos Gentile (segretario nazionale)
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Nel 1936 il Fronte Popolare social-comunista era giunto al potere in
Francia aggravando il quadro politico determinato dalle vicende spagnole:
l'Europa correva il rischio di essere presa in una morsa dalla minaccia
comunista.
La Chiesa, di fronte allo scatenarsi della violenza anticristiana in Spagna,
inizialmente cercò di rimanere neutrale, poi fu costretta a riconoscere che
la ribellione franchista, appoggiata dall'Italia fascista, era giusta e
fondata.
Si potrebbe tranquillamente  paragonare l'importanza, in termini di
difesa della civiltà, della guerra civile spagnola, alle leggendarie
battaglie di Poitiers, Lepanto, Vienna, ecc.
Se la guerra civile iniziò formalmente il 18 luglio 1936, la persecuzione
religiosa delle sinistre iniziò molto prima, fin dal 1931, all'avvento della
seconda repubblica, con la distruzione di chiese e l'uccisione di sacerdoti.
Dopo il 18 luglio 1936, e sino al termine della guerra, la Chiesa che si
trovava nei territori repubblicani ufficialmente cessò di esistere, dovette
vivere in clandestinità, mentre nei territori franchisti aveva piena libertà
di culto e espressione. Come rileva Carcel Orti in un articolo pubblicato
sull'"Osservatore Romano"del 30 giugno 1997: "Alla tristissima situazione
religiosa della Spagna governativa faceva netto contrasto quello della
Spagna nazionale, dove la vita religiosa si svolgeva normalmente, notandosi
anzi un consolante risveglio spirituale e una maggiore frequenza ai
sacramenti."
Dal 18 al 31 luglio 1936 si verificarono nei territori governati dalle
sinistre 861 uccisioni nel clero; nell'agosto 2.077.
Dal settembre al dicembre 1936 il numero totale delle vittime tra il clero
era già salito a 6.500 morti. Nel periodo successivo, sino alla fine della
guerra, la persecuzione nella Spagna rossa continuò, ma andando defluendo
man mano che veniva a mancare la "materia prima" per i massacri, e man mano
che i franchisti sottraevano il territorio ai repubblicani. Tuttavia ci
furono ancora 332 vittime, tra le quali il vescovo Anselmo Polacco e il
padre Filippo Ripol, uccisi il 7 febbraio 1939, pochi giorni prima della
fine della guerra, a sangue freddo e intenzionalmente, in un momento in cui
la loro uccisione non aveva più alcun senso.
Il numero completo delle persone consacrate uccise (sottolineo il fatto che
è impossibile calcolare con precisione il numero delle decine di migliaia di
laici cattolici massacrati solo perché si dichiaravano tali) è di 6.832:
4.184 sacerdoti diocesani, 2.365 religiose e 283 suore. In rapporto alla
totalità le vittime tra i sacerdoti diocesani furono il 13%, tra i religiosi
il 23% della Spagna. Ma queste percentuali cambiano se si tiene conto che la
persecuzione avvenne solo nella metà della Spagna controllata dalle
sinistre: nella sola diocesi di Balbastro, ad esempio, le vittime tra il
clero diocesano ammontarono all'87%.
Già Pio XI chiamò martiri i cittadini cattolici morti durante la
persecuzione, e Pio XII in un radiomessaggio affermò che essi "hanno
suggellato con il sangue la loro fede in Gesù Cristo e il loro amore alla
religione cattolica".
Giovanni XXIII diede inizio ai processi di beatificazione, continuati
durante il pontificato di Paolo VI e proseguiti poi col pontificato di
Giovanni Paolo II.
Fino al 1995 i beatificati erano 218, ma molte altre beatificazioni si sono
aggiunte anche di recente, scatenando critiche e contumelie da parte di
certi settori della sinistra.
Oltre che alle persone fisiche, la persecuzione si estese anche alle cose,
evidenziando ancora di più il carattere non politico, ma religioso della
persecuzione. Tutti gli oggetti relativi alla religione cattolica venivano
"epurati": chiese, conventi, statue, libri, immagini, ecc.
I ruderi e i tronconi delle chiese venivano minuziosamente sgretolati e
asportati, affinchè non ne rimanesse alcuna traccia riconoscibile. La
distruzione delle chiese non era solo un effetto della "furia popolare": era
una operazione sistematica, deliberata dalle autorità repubblicane come un
semplice atto amministrativo. Vennero persino emanati dei bandi che
imponevano, sotto la pena di morte, la consegna delle immagini, dei libri di
pietà, dei rosari e degli altri oggetti di culto posseduti dai privati,
affinchè fossero dati alle fiamme.
Classica era la profanazione delle ostie consacrate, sottoposte a qualsiasi
azione vandalica e a ogni tipo di oltraggio. Come anche l'esposizione
pubblica dei cadaveri mummificati di monaci e monache, gli insulti ai
crocefissi, alle immagini sacre, sparando contro di loro, bruciando,
mutilando, decapitando le statue. Specialmente le immagini della Madonna
furono sottoposte a profanazione sacrilega.

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Ex-voto della Crociata di Liberazione della Spagna

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Quadro degli anni '30 esaltante il provvidenziale intervento dell'Italia
fascista nella gloriosa Crociata di Liberazione della Spagna

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Documentazione fotografica delle distruzioni, degli oltraggi e delle
profanazioni compiute dai "repubblicani" (anarchici, comunisti e
massoni.....)

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Il glorioso simbolo delle frecce aggiogate

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L'intervento fascista in difesa della Vera Fede e della Civiltà

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Il sano popolo spagnolo saluta entusiasticamente le truppe fasciste
vittoriose e liberatrici

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Rosario&saluto romano.......

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