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Gli UFO e l' Antartide
di "Antonio Bruno"
il Mon, 09 Jul 2007 01:04:43 GMT
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Il continente più inospitale e remoto della Terra, l' Antartide, non fa eccezione nel numero di avvistamenti UFO rispetto al resto del mondo. Ma, se di eccezioni dobbiamo parlare, possiamo affermare sicuramente dal fatto che chi riferisce questi fenomeni sono persone estremamente qualificate, che lavorano in installazioni ed osservatori scientifici modernissimi specialmente per le osservazioni geofisiche. Un esempio ci viene dato da Rubens Junqueira Villela, un meteorologo ed esploratore, veterano di ben dodici spedizioni in Antartide, delle quali due con la Marina Militare USA e dieci per il programma antartico brasiliano (l'ultima sulla nave a vela Rapa Nui. Ecco come Villela racconta un avvistamento avvenuto durante il suo primo viaggio in Antartide: <<Ero a bordo del rompighiaccio della marina statunitense "Glacier", che era salpato dalla Nuova Zelanda alla fine di gennaio del 1961. Il nostro principale obiettivo era esplorare un territtorio sconosciuto dell'Antartide e la Eights Coast>>. Il fatto avvenne il 16 marzo, mentre si era intenti a racogliere campioni del fondo marino e il Glacier fu investito da una terribile tempesta che lo costrinse a ritirarsi nella Baia di Admiralty, fra le isole King George. Villela continua: <<Mi accorsi che eravamo all'interno dell'insenatura di Martel Inlet...Tutto intorno, da pendii montuosi che raggiungevano l'altezza di seicento metri, scendevano blocchi di ghiaccio fuso che piombavano in mare con gran fragore. Nei paraggi i marinai americani stavano montando sulla nave dei riflettori perchè era necessario tenere d'occhio i blocchi di ghiaccio, che potevano modificare l'ancoraggio dell'imbarcazione. Fu a quel punto che si verificò l'esperienza più sbalorditiva della mia vita. Una luce improvvisa attraversò il cielo e tutti cominciarono a gridare. L'eccitazione era grande e continuava ad aumentare. Non era facile descrivere la luce che apparve sulla baia di Admiralty, perchè molti di noi erano senza parole. Io annotai nel mio diario: "I colori, la conformazione e i contorni dell' oggetto...dalle forme geometriche, non sembravano di questo mondo, e non sapevo che cosa mai potessero riprodurre". L'oggetto era multicolore e aveva un corpo luminoso, di forma ovale. Si lasciava dietro una lunga scia rosso arancio simile a un tubo. All'improvviso si divise in due parti uguali, come se fosse esploso. Ciascuna delle due parti emanava una luminosità ancora superiore, con lampi di colore bianco, azzurro e rosso che proiettavano all'indietro raggi a forma di V. Si allontanarono a gran velocità, restando visibili a circa duecento metri di quota. Prima che gli oggetti si dividessero, calcolai che le dimensioni erano quelle di un pugno osservato a braccio teso. Durante l'avvistamento nessuno dei testimoni udì rumori di alcun genere. La luce si spostò in direzione orizzontale e lentamente, a circa ottanta chilometri l'ora, da nordest a sudovest. Probabilmente proveniva da un punto oltre le montagne sul lato opposto dell' isola.>> Naturalmente, la spiegazione ufficiale fu quella della meteora ma Villela, che tra l'altro era anche un meteorologo, scartò questa ipotesi sulla base di precisi particolari osservati nel fenomeno. Egli dichiarò: <<In quanto meteorologo, ritenevo che le prove non suffragassero una teoria del genere, sia pure tenendo conto del fatto che in Antartide sono visibili molti strani fenomeni ottici e luminosi, fra cui miraggi, aurore boreali, ecc... Analogamente, avevo già acquisito una vasta esperienza pratica nell'osservazione dei satelliti artificiali in Brasile, e partecipato ad un convegno segreto relativo agli UFO che si era tenuto nel 1958>>... -- Antonio Bruno Antonio Bruno E` triste che la linea che fu di Galileo, Keplero, Copernico, Einstein, si sia ridotta oggi ai Polidoro e Hack (un utente di Usenet)
