LO STRANO SILENZIO SULLA VICENDA ELITEL/TELECOM ITALIA E SULLA SORTE DEI LAVORATORI ELITEL
di "Nessuno"
il Mon, 09 Jul 2007 12:09:31 GMT
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Riporto da
http://www.alongo.it/?p=545#136613
Sono un lavoratore della compagnia telefonica Elitel perplesso e
stupefatto del silenzio che circonda la fine che questa azienda sta
facendo.
Dal 9 aprile 2007 la met dei lavoratori Elitel Ë stata posta in cassa
integrazione ordinaria (con una procedura impugnabile e controversa),
in accordo con i rappresentanti sindacali, per volont dellallora
amministratore delegato Giorgio Fatarella che aveva precedentemente
rilevato il pacchetto di maggioranza della societ detenuto fino ad
allora dai fondi KIWI di Elserino Piol.
Elitel era quotata allAIM della Borsa di Londra. Dico era quotata
perchÈ a fine giugno il titolo Ë stato sospeso, come si puÚ leggere da
un documento ufficiale sul sito dellAIM, a seguito dellimpossibilit
da parte dellazienda di presentare il bilancio corrente.
Limpossibilit Ë dovuta allinsolvenza da parte di Elitel di un
debito pregresso di ben 110 mln (centodiecimilioni) di Euro nei
confronti di Telecom Italia. Una cifra di gran lunga superiore al
valore intrinseco degli assets detenuti dallazienda Elitel.
Dopo consultazioni avvenute tra la dirigenza Elitel (Fatarella ha
ceduto la carica di A.D. a Cristina Nati assumendo una carica
diversa), Autorit Garante delle Comunicazioni e Ministero delle
Attivit Produttive, da martedÏ 3 luglio, Telecom Italia ha
progressivamente staccato i flussi primari di connettivit
delloperatore telefonico Elitel da e verso la rete di
telecomunicazioni nazionale e internazionale.
In tal modo si Ë decretata di fatto limpossibilit per loperatore
telefonico Elitel di fornire i servizi a tutti quei clienti che nel
frattempo non sono stati migrati verso Vive la Vie SpA, una societ
detenuta dallo stesso Fatarella. I restanti clienti sono rimasti al
buio. Tra essi numerose aziende che basano la propria attivit
proprio sulluso intensivo di telefono e collegamenti telematici e
semplici cittadini -come me- che non sono pi˘ in grado nemmeno di
telefonare.
Stranamente, questa vicenda non Ë stata riportata da nessun organo di
informazione e, soprattutto, gli stessi clienti ritengono si tratti
solo di un guasto temporaneo, sebbene si protragga nel tempo, ma solo
temporaneo.
La vicenda Ë paradossale, paradossale anche per il ruolo dei sindacati
che nemmeno si sono arrogati il pur semplice ruolo di notai che
certificano la morte dellazienda. Mai come in questo caso i sindacati
si sono resi latitanti. Lo hanno fatto in maniera tale che nei
lavoratori si Ë instillato il dubbio di una connivenza di parte del
sindacato (in particolare del delegato FIOM-CGIL milanese) con i
loschi giochi economico-finanziari che si nascondono dietro tutta la
vicenda.
Tutto assume poi toni grotteschi quando nellarco della stessa
giornata (giovedÏ 5 luglio), dopo aver comunicato ai sindacati la
volont di dichiarare il fallimento, Giorgio Fatarella ha convocato i
lavoratori per raccontare loro che tutto procede tranquillamente, che
pur se un po in ritardo riceveranno lo stipendio e che lunedÏ 9
luglio 2007, scaduto il termine, i lavoratori in cassa integrazione
rientreranno in azienda perchÈ Ë stato individuato un nuovo fornitore.
I lavoratori rientreranno in azienda per fare cosa? Visto che Ë
impossibile lavorare!
E Fatarella pensa che per magia il nuovo
fornitore sia in grado di allacciare migliaia e migliaia di circuiti
nello spazio di poche ore invece che in decine e decine di giorni?
Lunica strada che realmente si prospetta a Elitel, e lunica dalla
quale i lavoratori possono trarre giovamento, Ë il fallimento!
Sarebbe lunica strada per sbugiardare personaggi che sulle teste di
lavoratori capofamiglia giocano con la finanza, e sarebbe lunico modo
per i lavoratori Elitel di accedere agli ammortizzatori sociali che
potrebbero facilitare loro la ricerca di un nuovo lavoro, mettendo
contemporaneamente al sicuro il TFR accantonato e da molti lasciato in
azienda
Non firmerÚ questa lettera (alla incolumit mia e dei miei cari ci
tengo), perchÈ Ë evidente che dietro questa vicenda ci sono giochi
troppo grandi. Ma se il giornalismo ancora esiste, questa Ë una
vicenda sulla quale sarebbe opportuno andare a fondo.
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