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La liberalizzazione del "Vetus Ordo" è veramente un favore ai tradizionalisti?

di "Marco O. dal Pentolone Galattico dei Cigni Lessi"
il Tue, 10 Jul 2007 04:08:37 -0700
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A me non sembra.

Art. 5. § 1. Nelle parrocchie, in cui esiste stabilmente un gruppo di
fedeli aderenti alla precedente tradizione liturgica, il parroco
accolga volentieri le loro richieste per la celebrazione della Santa
Messa secondo il rito del Messale Romano edito nel 1962. Provveda a
che il bene di questi fedeli si
armonizzi con la cura pastorale ordinaria della parrocchia, sotto la
guida del Vescovo a norma del can. 392, evitando la discordia e
favorendo l'unità di tutta la Chiesa.

A Torino i frequentatori della "Messa Tradizionale" sono circa 200 su
circa 900.000 abitanti. Immaginiamo che triplichino per effetto della
liberalizzazione. Potranno, forse, essere 600 su circa 900.000
abitanti: uno ogni 1.500 abitanti. Questo significa che in una
parrocchia di 15.000 abitanti potranno essere 10, forse 20. Certo non
in numero tale da poter dire che "esista stabilmente un gruppo di
fedeli aderenti alla precedente tradizione liturgica".

Forse si potrà passare da una a due, tre o forse quattro "Messe
tradizionali" in tutta una diocesi di circa 1.800.000 abitanti, e si
vedrà quanti veramente sono i "tradizionalisti". Da rispettare, ma da
valutare per quelli che sono.

M.

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