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Christian von Wernich

di "yunan, the Red Comet"
il Mon, 9 Jul 2007 13:21:39 +0200
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Rocco Cotroneo e il Corriere della Sera: un'alzata di spalle per i crimini
contro l'umanità



E' cominciato a Buenos Aires il processo contro il prete cattolico Christian
Von Wernich, accusato da 120 testimoni di aver partecipato direttamente a 42
sequestri, di avere preso attivamente parte alla tortura di 31 persone, di
aver personalmente stuprato e di avere partecipato ad almeno sette omicidi
durante la dittatura militare.



di Gennaro Carotenuto

"Dovete pagare, con la tortura, con la morte, perché siete colpevoli",
diceva il cappellano della Polizia bonaerense Christian von Wernich, a donne
e uomini inermi legati sulla "parrilla", la branda metallica sulla quale
venivano anche da lui torturati.

Racconta uno dei testimoni che quando Hector Baratti, attualmente detenuto
desaparecido come la sua compagna Elena, incinta di sei mesi quando fu
sequestrata, domandò al sacerdote per cosa dovesse pagare sua figlia Ana,
nata in cattività e anche lei (avrebbe 30 anni) attualmente desaparecida, il
sacerdote non ebbe dubbi e rispose: "anche la neonata deve pagare per le
vostre colpe".

Elena de la Cuadra (nella foto), la madre della piccola Ana, fu tenuta in
vita per quattro mesi dalla banda della polizia bonoarense della quale
faceva parte Christian von Wernich. Si ritiene che Elena fu assassinata il
quinto giorno dopo aver dato alla luce Ana.

E' di crimini così gravi che si dibatte nel processo di Buenos Aires. Di
questo tipo di crimini, che sono imprescrittibili per il diritto
internazionale, e verso i quali nessuna persona con un minimo di sensibilità
può rimanere fredda, a meno di non essere complice di crimini contro
l'umanità, o a meno di non scrivere per il Corriere della Sera, si giudica e
si fa giurisprudenza a Buenos Aires. Chiunque abbia a cuore il rispetto dei
diritti umani, dovrebbe trepidare perché la giustizia a Buenos Aires faccia
il proprio corso. Chiunque, ma non il corrispondente dall'America latina per
il Corriere della Sera, Rocco Cotroneo.

Del processo contro Christian Von Wernich scrive infatti Cotroneo sul
Corriere della Sera dove inoltre, sotto lo stesso dominio del maggiore
quotidiano italiano, gestisce un blog. Ed è lì, nel blog, che quello che
scrive Cotroneo fa gelare il sangue: "l'attaccamento alla memoria storica
non ci rende entrambi particolarmente incapaci a guardare avanti? Ogni tanto
non sarebbe il caso di staccare gli occhi dal retrovisore?"

Cotroneo, con prepotenza e malafede, si prende la responsabilità di
derubricare "crimini contro l'umanità" come la tortura e la sparizione di
neonati, alla categoria di "attaccamento alla memoria storica".

Implacabile censore del presunto "totalitarismo chavista", Cotroneo è
seccato dal dover scrivere articoli che chiamano in causa le responsabilità
della Chiesa Cattolica nella notte più nera della storia latinoamericana.
Non ha niente da guadagnarci e dover scrivere di queste cose è anzi fonte di
rogne.

E' troppo ignorante Cotroneo per sapere che più di cento preti cattolici
furono assassinati dalla dittatura argentina perché stavano dalla parte del
popolo. Tra loro c'era il padre Carlos Mujica. Un martire, ma, come per
monsignor Oscar Romero, assassinato sull'altare in Salvador, nessun papa lo
farà mai santo: stava dalla parte degli ultimi.

E' troppo schierato Cotroneo per ammettere che, come per Eric Priebke a
Roma, torturare, stuprare ed assassinare non era l'unica maniera di essere
sacerdote nella Buenos Aires degli anni '70.

Nell'ultimo paio d'anni, in Brasile, dove Cotroneo risiede, sono stati
arrestati due terroristi italiani, Cesare Battisti, autore di quattro
omicidi e Achille Lollo che diede fuoco a due ragazzi in quello che passò
alla storia come il rogo di Primavalle. Crimini terribili, e che benissimo
fa la giustizia italiana a perseguire anche oggi, nonostante non facciano
parte della categoria di crimini contro l'umanità. Eppure non risulta che
nei suoi articoli su Lollo e Battisti -cercare su Google per credere-
Cotroneo abbia battuto ciglio e ritenuto inopportuno l'arresto dei due a 30
anni dai fatti. Avrebbe sbagliato se lo avesse fatto Cotroneo, ma stride e
causa sdegno il fatto che oggi si spenda per tergiversare sulla gravità del
caso Von Wernich, visto che allora fu così solerte per Battisti e Lollo.

Per Rocco Cotroneo, conoscere il destino di Ana Buratti, la neonata
probabilmente assassinata da Von Wernich, Miguel Etchecolatz ed altri al
quinto giorno della sua vita, il processo è solo una seccante questione di
"attaccamento alla memoria storica", e non un doloroso ma indispensabile
percorso di ricostruzione dello stato di diritto in Argentina. Ed un segnale
che solo ora, dopo la caduta del regime neoliberale, la democrazia in
Argentina è sufficientemente forte per fare giustizia.

Arrivare a processi per violazioni dei diritti umani, in Argentina è costato
molti anni di sforzi, di battaglie, di lotte, di minacce, di violenze subite
dai militanti per i diritti umani. Per aver testimoniato contro Etchecolatz,
condannato all'ergastolo, e del quale Von Wernich era complice e sodale,
Julio López, è stato sequestrato e verosimilmente assassinato poco più di un
anno fa. Davvero pensa Cotroneo che è giusto evitare di perseguirne i suoi
assassini? Per cosa crede che sia stato ammazzato López? Il "non guardare
nello specchio retrovisore", così come pretende Cotroneo, non è forse
complicità con gli assassini di López, ovvero con i torturatori di ieri,
ancora in servizio oggi?

"Non guardare nello specchio retrovisore" pretende Cotroneo insultando la
memoria di 30.000 desaparecidos. Ma può un'automobile o una democrazia
essere guidata senza guardare nello specchio retrovisore? Si può guardare
avanti senza guardare anche indietro? Senza memoria -quella memoria che
molesta Cotroneo- non c'è futuro.

In Argentina -e Cotroneo E' TENUTO a saperlo- come possono essere puniti
crimini infinitamente minori come la corruzione, finché i responsabili di
torture, stupri, di un intero genocidio, non saranno tutti processati e
condannati? Che ignobilmente superficiale è la pretesa di Cotroneo di
guardare avanti! Che canaglia è Cotroneo ad instillare il dubbio nei lettori
del maggior quotidiano italiano, che processi per stupro, tortura, omicidio,
sparizione di neonati, non dovrebbero essere tenuti!

Per Rocco Cotroneo, il corrispondente per l'America latina del maggior
quotidiano italiano, meglio sarebbe continuare a mandare in giro per Buenos
Aires assassini e torturatori. Sono meno pericolosi i torturatori, per gli
interessi che il giornale di Cotroneo rappresenta, rispetto alla verità e
alla giustizia per la società argentina.

L'unica conclusione possibile è che l'informazione fatta alla maniera di
Cotroneo e del Corriere della Sera, sia incompatibile con la verità e la
giustizia. E con la democrazia.



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