Costruzione di un nuovo CD nazionale
di Paolo Zaffi I4EWH - N8FK
il Mon, 09 Jul 2007 16:55:27 +0200
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Ciao lettori,
mi e' venuta l' idea di scrivere due righe su come potrebbe essere un
CD nazionale dopo i gravi problemi di bilancio e le dimissioni di
Luigi Belvederi.
A dir la verita' forse non e' tanto importante la composizione del CD,
quanto piuttosto il controllo che viene esercitato dai Soci su di
esso.
Mi spiego con un piccolo esempio: negli USA l' organo legislativo e'
il Congresso i cui membri vengono eletti attraverso un meccanismo sul
quale non sto a dilungarmi, quello che invece ritengo importante e che
ora vi faccio notare e' il vincolo strettissimo che lega ogni
congressista al suo territorio. In pratica chiunque abbia idee o
problemi di diverso genere puo' andare dal proprio "congressman" ed
esporglieli sicuro di venire ascoltato.
Diverso tempo fa un radioamatore del Texas ritenne giusto scrivere
alla FCC (l' equivalente del nostro Ministero delle Comunicazioni) per
chiedere la riassegnazione, naturalmente a pagamento, dei vecchi
nominativi non piu' utilizzati a chi desiderasse ottenerli.
In pratica se per esempio W1ABC era il nominativo del padre defunto,
un figlio che volesse succedergli nell' attivita' doveva poterlo
ottenere.
La FCC esamino' la richiesta ma diede un parere negativo. Il nostro
radioamatore a quel punto interpello' il "congressman" locale che a
sua volta scrisse alla FCC suggerendo di applicare una piccola tassa
in modo che la gestione dei nominativi si finanziasse da sola.
La riforma venne finalmente approvata (nella pratica si trattava solo
di modificare il software e poco altro) e i Vanity Callsign ora si
ottengono tranquillamente. Questo e' naturalmente solo un breve
riassunto senza pretese di completezza, la storia potete trovarla all'
indirizzo: http://www.ik1pmr.com/vec/callsign-questions.html
La parte centrale della questione e' la seguente: i congressisti sono
a disposizione di tutti i loro elettori, hanno sempre un ufficio
aperto (o comunque un recapito) dove chiunque puo' andare a chiedere,
proporre, informarsi, controllare e anche criticare.
Non e' assolutamente possibile sottrarsi a questo dovere, altrimenti
gli elettori alla fine del mandato presenterebbero il conto.
Chiaro, no?
Il CD nazionale che mi piacerebbe proporvi dovrebbe assomigliare a
questi "congressman". Non per quello che fa, ma per quello che gli
fanno fare i Soci. Sono questi ultimi che contano, e piu' si sentira'
la loro presenza, piu' i Consiglieri e i Presidenti verranno stimolati
a comportarsi onestamente. Faranno meno promesse mirabolanti in
campagna elettorale, perche' poi dovranno renderne conto, e forse
gestiranno in maniera piu' oculata il patrimonio associativo.
L' ARI ha un bilancio con cifre a sei zeri. Provate a chiedervi
davanti a tanto ben di Dio quanta gente possa aver avuto delle
tentazioni. Ovviamente non voglio accusare nessuno, il mio e' solo un
esempio, ma se tutti i Soci leggessero con attenzione su Radio Rivista
i verbali del CD e davanti a certi paragrafi che non gli risultano
perfettamente comprensibili cominciassero a chiedere spiegazioni
tempestando di lettere, email e telefonate i Consiglieri, cosa
succederebbe?
Certo esistono le sedi istituzionali per svolgere questa funzione, ma
a me viene in mente il gioco degli scacchi. Ci sono dei Re e delle
Regine che si scambiano di posto, passano dal bianco al nero e
viceversa, ma gira gira rimangono sempre sulla stessa scacchiera.
Ci siamo capiti, vero?
Alla fine il problema e' soltanto nostro. Non dobbiamo solo votare i
nomi che ci sembrano piu' simpatici, ci vuole qualcosa in piu'.
Informarsi, leggere, fare e farsi delle domande.
Sapete una cosa? Ci sono dei Soci che mi terrorizzano. Sono quelli
che vanno in Sezione e chiedono "allora quest' anno per chi dobbiamo
votare?".
--
Good luck in the pile-up de I4EWH - N8FK
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