Gli UFO e l' ANTARTIDE
di "Antonio Bruno"
il Mon, 09 Jul 2007 01:15:09 GMT
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Il continente più inospitale e remoto della Terra, l' Antartide, non
fa eccezione nel numero di avvistamenti UFO rispetto al resto del
mondo. Ma, se di eccezioni dobbiamo parlare, possiamo affermare
sicuramente dal fatto che chi riferisce questi fenomeni sono persone
estremamente qualificate, che lavorano in installazioni ed osservatori
scientifici modernissimi specialmente per le osservazioni geofisiche.
Un esempio ci viene dato da Rubens Junqueira Villela, un meteorologo
ed esploratore, veterano di ben dodici spedizioni in Antartide, delle
quali due con la Marina Militare USA e dieci per il programma
antartico brasiliano (l'ultima sulla nave a vela Rapa Nui.
Ecco come Villela racconta un avvistamento avvenuto durante il suo
primo viaggio in Antartide:
<<Ero a bordo del rompighiaccio della marina statunitense "Glacier",
che era salpato dalla Nuova Zelanda alla fine di gennaio del 1961. Il
nostro principale obiettivo era esplorare un territtorio sconosciuto
dell'Antartide e la Eights Coast>>.
Il fatto avvenne il 16 marzo, mentre si era intenti a racogliere
campioni del fondo marino e il Glacier fu investito da una terribile
tempesta che lo costrinse a ritirarsi nella Baia di Admiralty, fra le
isole King George.
Villela continua:
<<Mi accorsi che eravamo all'interno dell'insenatura di Martel
Inlet...Tutto intorno, da pendii montuosi che raggiungevano l'altezza
di seicento metri, scendevano blocchi di ghiaccio fuso che piombavano
in mare con gran fragore. Nei paraggi i marinai americani stavano
montando sulla nave dei riflettori perchè era necessario tenere
d'occhio i blocchi di ghiaccio, che potevano modificare l'ancoraggio
dell'imbarcazione.
Fu a quel punto che si verificò l'esperienza più sbalorditiva della
mia vita. Una luce improvvisa attraversò il cielo e tutti cominciarono
a gridare. L'eccitazione era grande e continuava ad aumentare. Non era
facile descrivere la luce che apparve sulla baia di Admiralty, perchè
molti di noi erano senza parole. Io annotai nel mio diario: "I colori,
la conformazione e i contorni dell' oggetto...dalle forme geometriche,
non sembravano di questo mondo, e non sapevo che cosa mai potessero
riprodurre".
L'oggetto era multicolore e aveva un corpo luminoso, di forma ovale.
Si lasciava dietro una lunga scia rosso arancio simile a un tubo.
All'improvviso si divise in due parti uguali, come se fosse esploso.
Ciascuna delle due parti emanava una luminosità ancora superiore, con
lampi di colore bianco, azzurro e rosso che proiettavano all'indietro
raggi a forma di V. Si allontanarono a gran velocità, restando
visibili a circa duecento metri di quota. Prima che gli oggetti si
dividessero, calcolai che le dimensioni erano quelle di un pugno
osservato a braccio teso. Durante l'avvistamento nessuno dei testimoni
udì rumori di alcun genere. La luce si spostò in direzione orizzontale
e lentamente, a circa ottanta chilometri l'ora, da nordest a sudovest.
Probabilmente proveniva da un punto oltre le montagne sul lato opposto
dell' isola.>>
Naturalmente, la spiegazione ufficiale fu quella della meteora ma
Villela, che tra l'altro era anche un meteorologo, scartò questa
ipotesi sulla base di precisi particolari osservati nel fenomeno. Egli
dichiarò:
<<In quanto meteorologo, ritenevo che le prove non suffragassero una
teoria del genere, sia pure tenendo conto del fatto che in Antartide
sono visibili molti strani fenomeni ottici e luminosi, fra cui
miraggi, aurore boreali, ecc... Analogamente, avevo già acquisito una
vasta esperienza pratica nell'osservazione dei satelliti artificiali
in Brasile, e partecipato ad un convegno segreto relativo agli UFO che
si era tenuto nel 1958>>...
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Antonio Bruno
Antonio Bruno
E` triste che la linea che fu di Galileo, Keplero,
Copernico, Einstein, si
sia ridotta oggi ai
Polidoro e Hack
(un utente di Usenet)