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Andare contro i carri armati

di "Haydn"
il Tue, 3 Jul 2007 22:06:21 +0200
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message-id <468aac36$0$37198$4fafbaef@reader3.news.tin.it>

...e' il titolo dell'ultimo lavoro dell'efficiente duo Cappellano-Pignato, 
sulla storia e l'evoluzione della difesa controcarro nell'esercito italiano 
dal 1918 al 1945. Ne consiglio vivamente l'acquisto e/o la lettura. Il testo 
e' molto denso e di non facile approccio vista la quantita' di brani tratti 
da circolari e documenti tecnici o relazioni delle varie epoche, ma si 
tratta di uno splendido libro (con molte ottime illustrazioni, tra cui foto 
dell'effetto piuttosto imponente di proietti EP sulla torretta di T-34).

Si notano alcune delle tipiche punte ottimistiche di Pignato sul rendimento 
di alcune artiglierie. Definire "di tutto rispetto" le prestazioni 
controcarro del 75/18 e' un tratto caratteristico della generosita' di 
questo notevole autore nei confronti di certo materiale italiano... Comunque 
le vergogne non vengono sottaciute. Lo scandalo delle mine Vaudagna e 
l'incapacita' per tutta la durata della guerra di sostituire l'assale del 
47/32 con uno adatto al traino meccanico, per citare due robe pazzesche, 
basterebbero per squalificare qualsiasi esercito e qualsiasi sistema 
industriale per 5000 anni. Per non parlare dei 100 fuciloni controcarro 
Solothurn che il Duca d'Aosta disperatamente chiedeva e che non venivano 
acquistati perche'... costavano troppo e per il Ministero bisognava fare 
economia. Ce n'e' sempre una nuova da imparare sull'Italia.

Haydn

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