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Considerazioni veloci sempre su storia antica
di "Mitra"
il Fri, 29 Jun 2007 20:26:43 +0200
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Non mi piace dover aprire un altro post, ma ormai gli argomenti sonotalmente sparsi in talmente tanti post che è inutile stare ad inseguirlitutti.Faccio una carrellata su alcuni argomenti già trattati dicendo la mia: - clibanari persiani ed esercito sassanide La questione del margine tecnologico tra sassanidi e parti, mi sembra poco convincente; stiamo parlando di armature non di armi da fuoco. Oltretutto la maglia era conosciuta in oriente fin dai tempi degli assiri; non ci troviamodi fronte a nessuna "rivoluzione militare". Ogni armatura o arma bianca ha vantaggi e svantaggi, e la maglia in oriente non fu mai popolare come in occidente, probabilmente perchè meno resistente alle frecce e più complessa da costruire. Basare una spiegazione sui motivi della vittoria su Firuzabad dove sono mostrate tre scene in tutto (e probabilmente le figure indossano armamenti così diversi solo per differenziare parti da persiani), e su qualche differenza di armamento, assolutamente marginale dato lo stile di combattimento assolutamente identico, è un pò forzoso, dato che ci sono spiegazioni politiche e militari più serie che spiegano il crollo partico nel 224. Per quanto riguarda l'organizzazione sassanide, si stà cercando di concentrare nel 224 quello che è in realtà è uno sviluppo graduale dalla base feudale partica; posto che non sappiamo praticamente nulla dell'organizzazione militare dei parti ( l'1 a 10 di Carre non è molto istruttivo, dato che l'esercito di Suren era una forza secondaria, ed i clibanarii potevano essere stati ridotti in rapporto agli arcieri), non bisogna dimenticare che anche l'esercito (e lo stato) sassanide era una struttura feudale (ma non bisogna scordarsi che, malgrado la nostra visione eurocentrica, una struttura feudale può essere molto efficiente quando ha una forza centrale solida), dove fino a Cosroe I la maggior parte dell'esercito era fornito dalle truppe dei seguiti personali dei grandinobili, come in epoca partica "At Tiridates super proprias clientelas" Tacito 13.37, (anzi secondo Nicolle, Sassanian Armies, rispetto all'era partica c'è un restringimento della base reclutabile, perchè i cavalieri liberi del rango dei Dihqans vengono relegati ad un ruolo puramente difensivo e solo con Cosroe sono ammessi nella cavalleria pesante con armi e stipendio dello stato). La presenza degli Immortali fin dall'inizio (ma il fatto che Farrokh non indichi quando appaiono per la prima volta non è cosa buona, per il momento li ho trovati citati per la prima volta all'inizio delV secolo) non deve fare pensare ad un'unità regolare stile romano, ma più probabilmente al nucleo di Savaran alle dirette dipendenze del clan imperiale e stanziati sui loro territori (il che non vuol dire che fossero amatori, un sistema feudale crea guerrieri professionisti). Peraltro da Tacito sappiamo che anche i re parti avevano una propria forza scelta sempre disponibile (Tacito XV.2 promptam equitummanum, quae regem ex more sectatur), anche se naturalmente non abbiamo un dato quantitativo sul loro numero (ma dato il contesto della citazione non dovevano essere pochi). Mi risulta che sia stato Shapur II a creare per primo un'unità permanente, i pushtighban, di stanza nella capitale. Ovviamente poi c'erano truppe ausiliarie e mercenarie. - Edessa Inutile cerca di trarre grandi conclusioni strategico-tattiche su eserciti persiani o romani o altro dalla battaglia di Edessa; non viene descritta nel dettaglio necessario da nessuna parte. Possiamo trarre solo qualche ipotesi dagli indizi: l'esercito di Shapur assedia Carre ed Edessa nella Mesopotamia romana, Edessa sembra poter resistere così Valeriano sembra volerla liberare dall'assedio, ma viene affrontato dall'esercito numericamente superiore di Shapur e battuto (Zonaras).Una piccola deduzione che si può subito fare è che Valeriano fosse a Zeugma (dove c'è un importante guado sull'Eufrate) o a Samosata (dove Macriano si trovava al momento della sconfitta) prima di marciare contro Shapur e che quest'ultimo abbia a sua volta attraversato a Zeugma (o a Samosata) date le direttrici seguite dai vari rami dell'esercito persiano dopo aver battuto quello romano(cappadocia, siria costiera, cilicia) e che assediasse Carre ed Edessa, per non lasciarsi importanti guarnigioni alle spalle. Certo è che Samosata viene indicata tra le città occupate nella terza campagna nella RGDS, Zeugma no ma perchè era già stata segnalata come occupata nella seconda e si voleva dare l'impressione che fosse sempre rimasta in mani persiane.Altra considerazione: malgrado la RGDS parli di 70000 romani sconfitti e 60000 a Barbalissos e Farrokh le prenda alla lettera senza porsi questioni, non sono cifre credibili, sommate insieme sono la metà dell'esercito romano dell'epoca, quando 100 anni più tardi con una forza armata complessiva doppia, 15000 morti ad adrianopoli causano una crisi terribile nelle difese.Come uno studio del Rostovzev afferma a Barbalissos, che si trova più a sud di Edessa e di Carre, sulla riva destra dell'Eufrate, probabilmente Shapur affrontò l'esercito provinciale della Coele-Siria (due legioni più i loro ausiliari), considerando che la forza non doveva essere a pieno organico (molte unità avevano distaccamenti troppo lontani molte unità auliarie presidiavano i forti sull'Eufrate) probabilmente parliamo di molto meno di 20000 uomini. Nessuna azione militare coinvolge la Mesopotamia romana ed il suo esercito.Ad Edessa, sappiamo che Valeriano non vuole affrontare Shapur inizialmente, e probabilmente fu la resistenza vittoriosa della città a farlo sperare di potere cogliere di sorpresa i persiani inchiodandoli con la città alle spalle (classico il pericolo dell'esercito di soccorso che arriva alle spalle dell'assediante). Quindi doveva essere numericamente inferiore come afferma Zonaras (il motivo poteva essere effettivamente un'epidemia che aveva messo ko un numero elevato di soldati, o comunque poteva avere l'esercito diviso geograficamente e l'iniziale reticenza solo un'attesa per riunirlo). Ora sempre la RGDS afferma che Valeriano arrivò "mentre Shapur assediava sia Edessa che Carre" e quindi l'esercito doveva essere diviso in due tronconi: ora Carre cade mentre Edessa no, quindi è presumibile che Valeriano abbia affrontato solo una parte dell'esercito di Shapur, per cui l'assedio di Carre prosegue fino al suo epilogo mentre quello di Edessa viene interrotto e dopo la sconfitta in battaglia dei Romani Shapur non vede più nessun pericolo nel lasciarsi la città alle spalle. Quindi si può sempre presumere che l'esercito persiano non fosse completo quando affrontò Valeriano e tuttavia era pur sempre più numeroso di quello romano. Anche presumendo che il totale fosse di 50000 uomini complessivi (a mio parere esagerato 30000 mi sembra più in linea data la preminenza di cavalleria, ma forse anche meno, nella cronaca di Ardashir gli eserciti misurano tra 4000 e 7000 uomini, probabilmente sono esclusi i non corazzieri e i fanti dal cronista ), e che il ramo che assediava Edessa fosse numericamente più forte (la città doveva essere più grande di Carre) , per "essere circondato" l'esercito romano doveva essere in forte svantaggio numerico (nell'arco delle migliaia di uomini) per cui si può dubitare che l'esercito di Valeriano fosse molto più grande di quello sconfitto a Barbalissos (anzi forse inferiore). RGDS e la composizione dell'esercito di Valeriano LO studio del testo persiano nella parte riguardante le nazioni romane sconfitte, ha fatto ipotizzare che l'elenco, scritto senza una logica od ordine come fatto da qualcuno che stesso copiando un elenco, definisse in qualche modo la composizione dell'esercito di Valeriano. Infatti non si tratta di un banale elenco di province, poichè alcune regioni includono più di una provincia, altre non sono affatto province. Ipotesi interessante è che i Persiani avessero preso i dati in parte dalle titolature dei soldati ausiliari (che di solito menzionano un popolo o un luogo geografico) e in parte dall'origo delle legioni o vessillazioni di esse, traendo le informazioni dai soldati o dai documenti catturati. Ma non possiamo essere sicuri che queste informazioni non siano state in realtà acquisite durante l'intera campagna. Quindi: la VI Ferrata della Giudea (regione menzionata) dovrebbe essere stata distrutta in quel periodo quindi poteva essere effettivamente con l'intera forza ad Edessa, l'altra legione giudaica la X fretensis sembra avesse un forte distaccamento separato in occidente in quel periodo, non sembra quindi probabile che la provincia fosse lasciata sguarnita senza nessuna legione. E' menzionata l'arabia, quindi la III cirenaica, ma vista la presenza nel 269 della guarnigione provinciale, potrebbe aver mandato solo una vessillazione, la fenicia potrebbe indicare la terza gallica ma ci sono indizi che anche questa legione avesse distaccamenti in occidente quindi non era al massimo della forza, così come la siria potrebbe indicare le sue legioni (Firma e Scitica, a Samosata e Zeugma) che però potrebbero non essere complete dopo Barbalissos. Le varie regioni europee potrebbe identificare sia distaccamenti legionari che truppe ausiliarie. Le legioni partiche potrebbe essere rimaste nelle loro sedi (rhesaina la III , Singara la I), in particolare è abbastanza sicuro che Rhesaina non sia stata presa da Shapur, probabilmente perchè la III era ancora qui di guarnigione rendendo non conveniente un assedio. Difficile dire delle legioni della Cappadocia, Fulminata (Mitilene) e Apollinaris(Satala): Satala era stata distrutta 4 anni prima dai Persiani, mentre resta un mistero come la Fulminata si sia guadagnata il soprannome di Galliena negli anni successivi. Quello che è importante visualizzare è il fatto che in realtà le legioni orientali erano molto frazionate con distaccamenti consistenti anche a centinaia di km dalla base (le partiche mandavano uomini fino in asia minore), è quindi in realtà difficile immaginare cosa avesse con sè Valeriano o quale fu in seguito la storia di queste legioni. Molto di queste semplicemente non finirono distrutte perchè c'era sempre un distaccamento lontano da cui ricostruirle. Armate dopo Edessa Dopo la battaglia è probabile che i resti dell'esercito romano o i reparti non coinvolti o in fuga dalle guarnigioni si siano ritirati nella direzione opposta rispetto alla direttrice di avanzata delle colonne persiane: quindi principalmente in Cappadocia e Cilicia (non è sicura quanto sia stata profonda l'avanzata in Siria, non è certo se Antiochia sia caduta una seconda volta). Sappiamo dalle fonti che Macriano si trovava a Samosata e quindi probabilmente si ritirò verso la cappadocia, mentre Ballista operava in Cilicia. L'intervento di Odenato non deve essersi manifestato in Siria, ma più probabilmente in Mesopotamia. Sappiamo che Shapur passò vicino ad Edessa, e che subì l'attacco dei Palmireni sull'Eufrate mentre si ritirava. Quindi sulla riva sinistra del fiume sembra più probabile. Le forze romane da cui poteva eventualmente attingere erano le guarnigioni ausiliarie dei forti sull'Eufrate (già in buona parte palmirene fin dall'epoca dei Severi), ma è molto probabile che avesse prevalentemente con se truppe proprie e beduine. - Titoli e comandi di Odenato Come ho già detto i titoli dux romanorum e corrector totius orientis sono equivoci; in seguito Marcellino sarà dux orientis con comando sulla sola Mesopotamia, e Probo con lo stesso titolo avrà un comando molto più esteso. Mentre nel caso di Odenato abbiamo un termine militare associato ad un termine generico (romanorum) e un titolo solitamente di funzionario civile associato ad un'area geografica non identificabile nei suoi limiti. Precedenti uso del termine dux (me li sono andati a cercare) li abbiamo per indicare un comando straordinario (c'è Ottaviano prefetto della flotta per due anni "dux per Africam Numidiam Mauretaniamque" oppure Castus "dux legionum cohortium alarum Britaniciniarum contra Armoricanos" ) o un comando ad hoc specifico (Dux ripae a Dura), in ogni sono tutti ben circostanziati data la genericità del termine in sè. Questi titoli estendeva il controllo di Odenato a tutto l'oriente con comando civile e militare? Impossibile saperlo. Possiamo però sapere due cose: - al momento in cui Odenato sconfigge Quieto , gran parte di ciò che restava dell'esercito da campo dell'imperatore, sarà andato ad occidente con Macriano. Per cui Odenato in Siria poteva contare solo su le guarnigioni ausiliarie già esistenti (in buon numero comunque formate da Palmireni) forse ciò che era rimasto delle legioni sottratte a Quieto. - qualunque potere amministrativo romano avesse avuto al momento della sua morte, non passava a Vaballato per diritto ereditario (per ovvi motivi il diritto romano non prevedeva ciò), solo Gallieno poteva nominarlo ancora, cosa che evidentemente non voleva fare se mandò Eracliano. Questo spiega perchè deve invadere l'Arabia e la Cappadocia, se anche i governatori di queste province avevano riconosciuto un loro superiore nel padre non facero altrettanto con lui. Probabilmente nemmeno la Giudea mantenne legami con Vaballato; Siri ed Arabi odiavano i Giudei e viceversa (basta ricordare i pogrom di Ebrei in Siria in Flavio Giuseppe) e quindi non aveva il sostegno spontaneo della popolazione, inoltre per passare in Egitto sceglie la strada che dà Palmira arriva a Bostra, poi a Filadelfia e quindi in Egitto dal Sinai meridionale (cosa confermata dal fatto che Probatus difende l'accesso in Egitto vicino a Babilonia, e se si guarda la Tab.Peut. si vede benissimo come tutto il percorso torni). Il percorso dalla Giudea è più razionale logisticamente e permette di muovere un'armata più grande (maggior numero di centri agricoli e uso di navi per trasporto viveri) se il territorio è pacificato, altrimenti ti contringe ad assediare ogni centro abitato con guarnigione possa bloccare la tua via di rifornimento, cosa più ardua per un esercito in buona parte montato. L'Arabia era etnicamente legata ai Palmireni, il territorio più favorevole alle sue truppe, poche grandi città lungo la strada, una volta sconfitto l'esercito provinciale la via di comunicazione restava sicura (è stata trovata una pietra militare tra Bostra e Philadelfia dove Vaballato si intitolava Parthicus Maximus (ereditato dal padre), Adiabenicus Maximus (non si sà bene a cosa si riferisca, forse anche questo ereditato dal padre) e Arabicus Maximus (o per la campagna contro i tanukh sull'Eufrate o per quella contro Bostra). Ma questa resta un'ipotesi. Strategia e mondo antico Breve considerazione sulla strategia nel mondo antico; spesso dimentichiamo come nel mondo moderno i diversi livelli della strategia (ed il nostro pensiero strategico) siano strettamente legati alle mappe e alla conoscenza geografica. La definizione sintetica che Jomini dava della strategia "l'arte di fare la guerra su una mappa", non avrebbe avuto senso per i Romani (e non solo per loro), infatti non usavano mappe e le loro cognizioni geografiche erano strettamente letterarie (a volte basate su testi antichi, obsoleti ma autorevoli). A fini militari usavano itinerari, cioè compilazioni (nella maggior parte dei casi solo in forma scritta) di tragitti e distanze (insomma uno stradario) con nulle o quasi nulle informazioni riguardo il territorio nel mezzo. Ciò che importava era punto di partenza-arrivo ed il tempo impiegato a percorrerlo. Sono rari i casi in cui cercano di fare una ricognizione strategica diretta sul territorio nemico, la maggior parte della campagne si basavano sul sentito dire, sulla letteratura esistente, o si andava alla cieca.
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Re: Considerazioni veloci sempre su storia antica di claudio_nerone il Mon, 02 Jul 2007 04:39:37 -0700
