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Sulla stato di attuazione della legge 40, lettura ideologica dei dati

di "donquixote"
il Sat, 7 Jul 2007 21:58:31 +0200
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Sulla stato di attuazione della legge 40, lettura ideologica dei dati
Commenti alla relazione al Parlamento del Ministro della Salute

ROMA, lunedì, 2 luglio 2007 (ZENIT.org).- Questo lunedì il Ministro della
Salute Livia Turco ha inoltrato ai Presidenti del Senato Franco Marini e
della Camera Fausto Bertinotti la relazione al Parlamento sullo stato di
attuazione della legge 40/2004 che regolamenta la procreazione medicalmente
assistita (Pma).

Dai dati emerge un aumento nel numero dei centri per la procreazione
assistita, così come dei trattamenti e delle donne che vi si sottopongono, e
una diminuzione in percentuale dell'efficacia dei trattamenti stessi.

Nel 2005, le pazienti trattate sono state 27.254, contro le 17.125 del 2003,
le percentuali di gravidanze sono passate dal 24,8% del 2003 al 21,2% del
2005, con una riduzione di 3,6 punti percentuali.

Ciononostante le donne che hanno fatto ricorso alla fecondazione in vitro
(FIV) sono passate da 17.000 a 27.000; la FIV ha prodotto 6.200 gravidanze
nel 2005 contro le 4.800 nel 2003.

La relazione è frutto del censimento effettuato in 169 centri (contro i 120
del 2003), dai quali risultano 6.235 gravidanze nel 2005 contro le 4.807 del
2003, con una media per centro del 36,9% a fronte del 40,1% del 2003.

Secondo il Ministro della Salute questi dati si tradurrebbero in "una
perdita ipotetica di 1.041 gravidanze".

Dal canto suo, invece, Carlo Casini, Presidente del Movimento per la Vita
(MpV), in una intervista a ZENIT ha affermato che "la relazione sull'
attuazione delle legge 40 costituisce un brutto esempio di come si possa
piegare la realtà alle esigenze dell'ideologia".

"Chi ha redatto quella relazione - ha spiegato il Presidente del MpV - sa
bene che per effetto della legge 40 un numero minore di embrioni viene
sacrificato perché il principio fondamentale introdotto dalla legge è che
anche l'embrione umano è un essere umano e che ogni essere umano ha diritto
alla vita. Di conseguenza l'interesse degli adulti ad avere un figlio è
secondario rispetto al diritto del figlio".

"Il criterio corretto per effettuare un confronto tra la pratica della Fivet
(fecondazione in vitro con embrio-transfert, ndr) prima e dopo la legge 40
dovrebbe essere allora il confronto tra le percentuali di bambini nati
rispetto a quelli generati artificialmente nel 2003 e nel 2005".

"Questo dato viene invece accuratamente ignorato - ha sottolineato Casini -
per dimostrare che la legge non ha funzionato e che meglio sarebbe tornare a
provetta selvaggia. Si arriva così a fare i calcoli non sugli embrioni
formati, ma sui prelievi".

"E' evidente che se con un solo prelievo dal corpo di una donna vengono
estratti molti ovociti e tutti vengono fecondati è possibile effettuare una
pluralità di trasferimenti in utero, mentre alla formazione di un massimo di
tre embrioni può seguire un solo trasferimento - ha chiarito -. Il confronto
andava fatto però non sui prelievi ma sui trasferimenti".

Il Presidente del MpV ha quindi precisato che "è di tutta evidenza che la
limitazione ad un massimo di tre embrioni da trasferire in utero difende i
figli in misura ben più consistente di quanto avvenisse prima. Ma
dimostrammo a suo tempo e potremmo dimostrare ancora in qualunque momento
che con la legge anche la salute delle donne è meglio protetta e che quindi
la legge 40 protegge i figli, ma anche le madri".

"Ma non è finita - ha continuato Casini -. La relazione confronta i dati dei
pochi centri che, nel 2003 (quando non esisteva il registro poi introdotto
dalla legge) volontariamente fornivano alle Istituzioni europee (Registro
Esrhe) e quelli di tutti i centri oggi iscritti nel Registro. I primi erano
quelli storici, più efficienti e con maggiore esperienza accumulata, i
secondi sono molto più numerosi, in maggioranza nuovi, con esperienza
limitata e quindi necessariamente meno efficienti".

Il Presidente del MpV ha concluso affermando che "tutto va bene pur di
confondere le carte in una relazione" e che comunque "richiederà più
accurate analisi e contestazioni".

Sempre in merito alla relazione del Ministro della Salute, l'Associazione
"Scienza & Vita" ha rivolto un invito alla prudenza, affermando che sulle
cifre della pma "certe conclusioni sono davvero affrettate".

Scienza & Vita ha sottolineato che "non è possibile interpretare dati
accorpati e non analizzabili individualmente. E suggerisce a quanti in
queste ore servendosi dei dati forniti dal ministro, si affrettano a parlare
di fallimento della legge 40, di non forzare in sede interpretativa le cifre
fornite".

Infine l'Associazione ha ribadito gli straordinari meriti della legge 40: l'
aver messo un freno in Italia al Far West procreativo, l'aver bloccato la
produzione di embrioni soprannumerari destinati al congelamento e alla
distruzione.

In quest'ottica, ha quindi espresso l'augurio per una più convinta difesa
della legge 40, anche da parte del Ministro della Salute, al di fuori di
ogni deriva ideologica.

Alef
Statisticamente scorretto
La prima cosa che colpisce è ovviamente il titolaccio, il giudizione: "Culle
vuote", "Mille bambini in meno con la legge 40" e i relativi sottotitoli:
"Procreazione assistita: dopo la legge 40 calano gravidanze e nascite".
Stiamo parlando della relazione fatta ieri dal ministro Turco al Parlamento
sugli effetti della famigerata legge, e dei conseguenti pezzi sui giornali.
E uno, ovviamente, si immagina il crollo. Dove prima migliaia di bambini
felici e innocenti razzolavano ora il deserto, il vuoto, reparti desolati,
medici che guardano la finestra in attesa di pazienti che non verranno.

L'esperienza insegna però che difficilmente fermarsi al titolo consente di
avere una informazione veritiera. Perciò leggiamo meglio il corpo
dell'articolo. Come, come?
Complessivamente sono stati censiti 169 centri contro i 120 del 2003, dai
quali risultano 6.235 gravidanze contro le 4.807 del 2003; le pazienti
trattate sono state 27.254 nel 2005 contro le 17.125 del 2003 .
Ma com'è possibile?
Allora i bambini in meno dove sono? Qui sono aumentati del 25%, altro che...
Ma non doveva esserci l'esodo verso l'estero, la migrazione verso terre più
libere? I centri non dovevano chiudere? Come mai, invece ...?
Aspetta, adesso leggo meglio... sì, ho capito: siccome l'efficienza è
diminuita - colpa della legge 40, cattiva, cattiva - se fosse rimasto tutto
uguale, in quel far west che tutti riconoscevano esserci si sarebbero potuti
avere 1000 nati in più... ecco il titolone! Un 3,6% in meno in valore
assoluto. Mille nati in più ficcando dentro alla mamma un numero di embrioni
grande a piacere, selezionando quelli con più probabilità di sopravvivenza -
cioè uccidendo o congelando gli altri.

Ma mettiamo che ci pigli la curiosità. Mettiamo che andiamo a leggere non
solo le interessate sintesi, non solo la relazione della Turco, ma anche i
dati veri che il ministero ha fornito. Ora, non tutti mangiano statistica.
E' materia difficile. Ma anche chi ne sia digiuno può leggere che per le
tecniche di 2° e 3° livello "In generale la percentuale di gravidanze perse
al follow-up è pari al 41,3%."
Ora, "perse" in questo caso significa che se ne sono perse le tracce. I dati
non sono arrivati, quasi sempre per inadempienza delle strutture. E questo
per il 2005, dove dovevano essere mandati per legge. Per il 2003, il termine
di confronto, figuriamoci.

In altre parole: abbiamo la metà dei dati. La relazione tecnica,
onestamente, lo dice: "Una perdita di informazioni così elevata è
inaccettabile e non permette di fare analisi sulla reale efficacia e sulla
sicurezza dell'applicazioni di tale tecniche".
In parole ancora più semplici: la Turco, omettendo questo dato nella sua
presentazione al Parlamento (e non c'è, controllate) omette di dirci che sta
dicendo fuffa. Né lo fanno notare i titoloni dei giornali.

La domanda, a cui tutti dovrebbero rispondere è: perchè? Ed è proprio la
culla, ad essere vuota?



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