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E' traboccato il vaso di bile del cattoprogressismo

di "donquixote"
il Sat, 7 Jul 2007 22:01:26 +0200
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Il Giornale
La Chiesa sconfessa i teodem che vogliono sconti sui valori
Rino Cammilleri
Il dinamico duo Rosy Bindi e Pierluigi Castagnetti si è chiuso in monastero
per una due-giorni di preghiera e riflessione. Si potrebbe pensare che,
almeno la ministra, abbia rinunciato alle ferie per leccarsi le ferite dopo
la sconfitta del suo progetto di legge sui Dico, dovuta alla dura presa di
posizione della Chiesa. Chiunque altro, al loro posto, si sarebbe fermato a
chiedersi: «Dove ho sbagliato?».
Invece no.
Chi sbaglia è la Chiesa. E il dinamico duo glielo manda a dire.
Infatti, il monastero scelto per la bordata è quello di Bose, fondato da
Enzo Bianchi: un posto in cui, siamo certi, la messa in latino appena
concessa da Benedetto XVI non entrerà nemmeno nel sottoscala. La sua
liberalizzazione deve essere stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso
(di bile) del cattoprogressismo dei dossettiani che non si rassegnano al
cambio di vento.
Il Corsera del 2 luglio 2007 è costretto ad aprire il pezzo dedicato all'
evento col durissimo j'accuse della Bindi: «Questi ultimi anni rappresentano
una parentesi da chiudere nel rapporto tra Chiesa e politica, per riaprire
invece la stagione dell'impegno lanciata dal Concilio». Già, bei tempi
quelli. Peccato che siano finiti: la destra rialza la testa, i comunisti
sono in crisi di identità, ben due papi successivi hanno detto che il
Vangelo conta più della Costituzione. E i dossettiani si sono ritrovati
egemoni di niente. I quattro gatti intellettual-politici che per decenni
hanno cercato di portare le masse cattoliche a sinistra hanno scoperto di
essere ufficiali senza esercito. Le masse cattoliche, infatti, preferivano i
santuari mariani e Radio Maria.
Però li seguiva tutto quel clero a cui le parole «poveri» e «pace» provocano
orgasmi.
Poi, l'ultima spiaggia: la vita e la famiglia. E la Chiesa ha detto basta.
Da qui il grido di dolore di Bindi e Castagnetti (e non poteva mancare
Follini): «Non può essere Radio Maria a formare le coscienze cattoliche».
Sottinteso: dobbiamo continuare ad essere noi: «Dobbiamo essere i
protagonisti di una serena correzione fraterna su ciò che è accaduto, ci è
mancata la radicalità evangelica per dire ai vescovi: così non si fa».
E che cosa avrebbero fatto, di grave, i vescovi? Il loro pessimo
comportamento è riassunto in una parola: ruinismo, «che ha prodotto una
rappresentazione obbligata dell'unità cattolica e ha portato a un
progressivo sbilanciamento verso il centrodestra». Così parlò Castagnetti.
Traduzione: stavamo traghettando il cattolicesimo italiano verso l'abbraccio
con i comunisti (antico progetto della scuola Moro), quando la gerarchia
ecclesiastica ci ha sconfessato e si è messa a gestire direttamente il
popolo cattolico tramite le esternazioni di Ruini. L'antico progetto di
addomesticare la rivoluzione per mezzo di compromessi su tutto è fallito,
perché la sinistra ormai vuole cose che il Papa ha definito «non
negoziabili».
Così, i cosiddetti teodem non si capisce più che ci stiano a fare. Dunque,
qualcuno di loro è costretto a gettare la maschera. Per esempio, richiesta
sulla sua eventuale candidatura alla presidenza del futuro Pd, così la Bindi
ha risposto: «Se mi candidassi, comunque, lo farei non contro Veltroni ma
per dare un contributo sul tema della laicità della politica».
Non ne avevamo alcun dubbio.

In una lettera indirizzata al Foglio Rosi Bindi ha avuto la faccia tosta di
scrivere:
"Nel seminario di Bose ci siamo detti che il nostro compito non è quello di
una difesa identitaria di valori non negoziabili, bensì quello di mescolarci
con i compagni di viaggio di una sinistra che ha più che mai bisogno di
laicità. Laicità per superare il dogmatismo laicista, che facilmente scambia
l'indifferenza etica e culturale come tolleranza, e affermare nella tensione
continua tra profezia e mondo a cui costringe la radicalità del messaggio
evangelico, la condivisione di un cammino, mite e paziente, di ricerca della
verità sull'uomo che nessuno possiede [sic!] ma che solo nell'incontro e
nell'apertura con gli altri possiamo provare a capire."

http://www.radioformigoni.it/interviews.asp?id=491



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