Google
 

it » cultura » cattolica

Nessun progressista sarà papa!

di "donquixote"
il Tue, 3 Jul 2007 22:59:02 +0200
newsgroups it.cultura.cattolica
message-id <468ab4f6$0$10619$4fafbaef@reader2.news.tin.it>

Avvenire
Conclave: malignità laiche e delusioni rosse
Gianni Gennari
Segno dei tempi: Benedetto XVI cambia alcune modalità dell'elezione papale e
tanti giornali orgogliosamente laici, che ogni giorno scrivono che la
religione è roba sorpassata e da confinare nel "privato", si scatenano in
analisi e commenti vibranti.
Sulla "Stampa" il commento esperto di Filippo Di Giacomo ricorda a sorpresa
che le più antiche forme di elezione democratica sono di origine
ecclesiastica. Sul "Corsera" il commento storico dopo una confusione veniale
tra "cotta" e abito papale ipotizza che dietro il ripristino assoluto dei
due terzi dei voti richiesti per l'elezione ci siano retroscena storici di
"tutti i Conclavi dal 1939 in poi" e anche dell'"ultimo". E perché? Mistero!
Ma sono piccolezze.
Non così invece per "Repubblica" (p. 25) che sicura preannuncia: "Papa
Ratzinger prepara la sua successione". L'asserto, metà ovvio e metà maligno,
fa ricordare che qualche precedente - stesso giornale, stessa firma - rimase
famoso per una previsione errata di ben 12 anni. Non basta: lì si aggiunge
che "la mossa (del Papa) è sorprendente, perché proprio Joseph Ratzinger
deve in parte la rapidità della sua elezione" proprio al precedente statuto
che "dopo 33 o 34 votazioni" dava spazio alla maggioranza assoluta. Qui la
malignità, indimostrata, è del 100%!
C'è altro? Come no? C'è "Liberazione" che vuole rifondare il comunismo, si
sente per definizione progressista e quindi protesta fieramente: "Ratzinger
blinda già il Conclave. Nessun 'progressista' sarà papa"!
Lacrime.
Mai i cavalli dell'Armata Rossa a bere alle fontane del Bernini, e oramai
neppure bandiera rossa sulla Cupola! Peccato!

L'Occidentale
Sulla famiglia peggio di Zapatero fa solo l'Ue
di Francesco Natale
Il titolo di questo articolo avrebbe potuto essere anche "ermafroditismo
luciferino" E non si sdegnino, per cortesia, i laici convinti e credibili
per quell'aggettivo, "luciferino". Qua non vogliamo in alcun modo cianciare
di teologia, Paradiso Terrestre o allegoria dantesca. Ma se un certificato
campione del laicismo militante quale è Piergiorgio Odifreddi spesso ama
lanciarsi in ardite esegesi sulla figura dell'Angelo Caduto, qualificandolo
etimologicamente come "portatore di luce" (scienziato, quindi?), ben
possiamo anche noi, più modestamente, certo, prendere spunto da una delle
caratteristiche peculiari di "Cornetta", ovvero l'ermafroditismo, per
discettare brevemente sullo scenario, o meglio sul campo di battaglia, che
vede contrapporsi oggi Europa e Famiglia.

Quanto è accaduto nella Spagna di Zapatero ci è noto: aboliti per legge i
termini "madre", "padre", "marito" e "moglie". Per ora sembra essersi
salvato il termine "figlio", in mancanza di adeguato sinonimo laicista
D.O.C. "Frutto dei lombi" in effetti puzzava un po' troppo di sciovinismo da
sagrestia. Qualcuno, forse un po' troppo legato a tradizioni e consuetudini
naturali plurimillenarie e quindi già per questo retrogrado, ha qualificato
aberrante la politica sociale di Zapatero, eppure il trend europeo sembra
muoversi verso quel traguardo. Possibilmente con l'intento di superarlo.

Come ha giustamente e a più riprese rilevato Eugenia Roccella, le parole
"madre" e "padre" saranno spazzate via anche dalla costituenda costituzione
(scusate il bisticcio.) europea, per essere sostituite da "progenitore A" e
"progenitore B". Sempre che ci si fermi a due progenitori. L'idea è quella
di mescolare al linguaggio giuridico quello proprio delle equazioni
matematiche: fattori, segno e prodotto. Magari schiaffando il tutto in un
bel diagramma cartesiano per valutare graficamente l'effettivo coefficiente
di "progenitorialità" di ciascun componente della futura non-famiglia
europea, moderna e progredita. Certo, qua c'è pure parecchia pacchia per
avvocati e consulenti familiari: su che base sarà attribuita la qualifica di
"progenitore A" e quella di "progenitore B"? A in fondo viene prima di B
nell'alfabeto: come fare i conti con questa intollerabile ed implicita
discriminazione? "A" sarà l'uomo e "B" sarà la donna? Non è possibile: qua
si torna al Medioevo.

In caso di coppia gay, o "moderna" come oggi si usa dire in ossequio al
politically correct, "A" sarà attribuita al progenitore più anziano e "B" a
quello più giovane? Neppure questo è possibile: l'età era fattore
determinante per scalare i vertici delle vecchio partito comunista cinese,
gentaccia che i gay (pardon: i moderni) li impiccava. E invertendo il
prodotto dei fattori il risultato non cambia: il coefficiente
discriminatorio, seppur latente, c'è e resta.

Noi, nella civile Europa, ci ridiamo su speculazioni di questo tipo, ma
nella spregiudicata America su queste capziosità all'apparenza risibili ci
fanno cause multimilionarie. E se in questa già complicata palingenesi
linguistica ci si infila uno scomodo "progenitore C, D o Y"? Nessuno implica
che la moderna non-famiglia europea sia fondata da due sole persone.

A questo già preoccupante scenario, che dimostra come anche con marmellata
di pensiero e pece di parole si possa tentare di scrivere una Costituzione,
se ne aggiunge un altro, sempre evidenziato dalla Roccella: con particolare
riferimento al Nord Europa sta aumentando a livelli spaventosi il fenomeno
della famiglia mononucleare, ove la madre single non è tale in quanto
tragicamente sedotta e abbandonata o divorziata, bensì decide di mettere
scientemente al mondo un figlio senza consolidare in alcun modo il rapporto
parentale, anche blandamente, sul piano civile con la controparte maschile,
la quale è ridotta al ruolo di fuco. Nulla di più.

A venire incontro alle esigenze nella moderna mamma europea ci pensa lo
Stato che, di fatto, sostituisce quasi in toto la figura paterna. Diciamo
quasi in toto perché nonostante l'avanguardistica e progredita modernità che
sembra imperare in Scandinavia preferiamo non pensare ad un valente
funzionario del Ministero delle Famiglie norvegese che, per adamantino senso
del dovere e grande spirito di abnegazione, si curi di riempire il vuoto
lasciato ab origine nel talamo o lasci in giro calzini e biancheria per
meglio fornire l'illusione (perché di questo si tratta) di una famiglia tout
court.

La verità che emerge, se di verità si può parlare, è che la differenziazione
è implicita all'Uomo (e alla Donna): non esiste provvedimento legislativo,
Costituzione, decreto o dichiarazione di intenti che possa cancellare la
specificità dell'individuo, la sua differenza rispetto agli altri individui,
il rapporto dinamico che tra individui diversi per natura positivamente si
crea e ci fa, naturalmente, progredire. E in questo Papa, Vescovi e prelati
non c'entrano un bel nulla.

L'ermafroditismo che i nostri sedicenti "padri fondatori" europei vorrebbero
imporci per legge ha, nella sua implicita sterilità, nel suo afflato
palingenetico, nella sua fregola post-illuminista, qualcosa di eminentemente
luciferino: promettendo nuove libertà e il conseguimento di mete radiose ci
accingiamo a demolire il fondamento per antonomasia della civiltà naturale.
Se non l'unica, la sola che ha dimostrato alla prova dei fatti di reggere, e
bene, il peso dei millenni.

Tra non molto cominceremo a chiederci, forse, quale è il sesso delle
lettere, tentando inutilmente di scardinare differenziazioni e dinamiche
che, come possiamo ben rendercene conto nel nostro quotidiano, stanno alla
base stessa della Vita e senza le quali sarebbe impossibile anche solo
concepire il concetto stesso di Vita. Del resto, chi rompe una cosa per
capire come è fatta, ha da lungo abbandonato la strada della saggezza.



Tutti i messaggi della discussione