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La Bindi a Bose....

di "donquixote"
il Tue, 3 Jul 2007 22:57:22 +0200
newsgroups it.cultura.cattolica
message-id <468ab493$0$10627$4fafbaef@reader2.news.tin.it>

I segni dei tempi
Castagnetti, subdolo contro la Chiesa, opportunista senza vergogna
Un cattolico che parla della Chiesa come di un'istituzione di cui, volenti o
nolenti, occorre tenere conto. Per puro, ipocrita, vergognoso opportunismo.
Che certe cose le dica Veltroni, e neanche le dice, va bene, ma che un
cattolico tratti così sua madre, come un serbatoio di voti (accusa per altro
lanciata contro gli altri senza rendersi conto di fare una figura penosa) è
cosa grave. E, ancor peggio, ridurre il dibattito sui Dico a puro
opportunismo, svilendone i contenuti, irridendo il popolo del Family Day e
le sue richieste come diktat esterni: "....farci guidare da un principio di
realtà. Con tale ottica, ad esempio, prendendo atto della mancanza delle
condizioni politiche e numeriche nell'attuale parlamento per affrontare
talune questioni etiche di cui si è dibattuto in questi mesi, al di là di
ciò che pure noi pensiamo di positivo delle posizioni del governo e della
maggioranza, occorre dire con onestà che su questi temi decidiamo di
fermarci. Non già a causa di un diktat esterno (della Chiesa), ma di un
diktat per così dire interno, qual è la mancanza dei numeri per decidere.
Ciò potrà servire ad allentare una tensione che non giova ai credenti, ma
neppure alla politica.
Occorre poi darsi, discutendone serenamente e approfonditamente, una
strategia non improvvisata nelle relazioni con la Chiesa, soprattutto in un
momento in cui, per varie ragioni, piaccia o non piaccia, il peso delle sue
parole è cresciuto anche in strati dell'opinione pubblica che non si
definiscono credenti." (Castagnetti, articolo per Europa del 3 luglio 2007:
Al Pd serve una politica ecclesiale)

http://www.comitatopace.it/archivio/2006/assisi26-8-06/9.JPG

A Castagnetti, come ai cattolici democratici, in uno stato confusionale
preoccupante, dei Dico non importa nulla. Non ci sono i numeri, la Chiesa
"rompe" perchè purtroppo esiste, lasciamoli stare.
In fondo a loro interessa la poltrona, molto intellettualmente e
cristianamente parlando, perchè Castagnetti e compagnia  mica sono
"spregiudicati e duttili culturalmente" come gli "altri" di altri
schieramenti. Loro sono cattolici democratici.... "La propensione a cogliere
nel rapporto con le posizioni della Chiesa una decisa opportunità
elettorale" è tutta degli altri. Ai cattolici democratici nel nuovo Pd
importerà invece la Chiesa, e il rapporto con essa dovrà essere rivisto: per
non perdere voti.
Infatti "È stato grave che il centrosinistra abbia rinunciato a capire ciò
che stava avvenendo (e che produceva per sé medesimo gravi penalizzazioni
elettorali, come hanno dimostrato le analisi del voto dei cattolici nelle
ultime elezioni) per un'imperdonabile distrazione o una non meno
imperdonabile supponenza. Errori a cui dobbiamo porre rimedio oggi che ci
stiamo incamminando per i sentieri un po' impervi e un po' sconosciuti del
Partito democratico".
Più chiaro di così: questa è l'arroganza mentale di chi si crede sempre e
comunque migliore, dalla parte della legalità, dell'onestà,
dell'intelligenza, della "vera" Chiesa: finisce per fare figure meschine, da
perfetto ipocrita. E nello stesso articolo, a distanza di qualche riga, si
mostra l'incoerenza totale di chi si crede l'unico coerente...
Questo non è cristianesimo, perchè puzza di pelagianesimo e moralismo,
legalismo e orgoglio. La Chiesa invece è fatta di uomini, e di obbedienza.
Anche in politica è così: persone deboli, peccatrici, che, giorno per
giorno, cercano con la Grazia d'essere fedeli alla Parola di Dio e della
Chiesa. Perchè, entrambe, sono più importanti delle proprie pretese
illuminazioni intellettuali... Perchè obbedendo alle indicazioni del
Magistero e ai principi non negoziabili ci si mette al riparo da figure
penose come quella dell'articolo di Castagnetti.
Per i moralisti cattoliconi democratici non vi sono principi non negozabili,
neanche i Dico, che sembravano, sino ad ieri, il quinto vangelo. Per i voti
e il potere si possono svendere.
Per i cattolici che seguono il Papa invece questi principi esistono, a costo
di perdere poltrona  e prestigio...
La differenza è tutta qui: vivere per se stessi (e le proprie idee alla fine
barattabili per difendersi) o vivere per un Altro (e le sue Parole, di Vita,
per cui la vita la si può anche perdere, e sarebbe un onore)....
Questo è il cristianesimo.
Anche in politica.
A.I.

Corriere della Sera_02-07-2007
Bindi e Castagnetti alla Chiesa: il "ruinismo va chiuso"
di Vera Schiavazzi
«Sono d'accordo con Castagnetti [Dio li fa, e poi li accoppia.....]. Questi
ultimi anni rappresentano una parentesi da chiudere nel rapporto tra Chiesa
e politica, per riaprire invece la stagione dell'impegno lanciata dal
Concilio [cioè dal fantomatico "spirito" del Concilio....]. Dobbiamo essere
i protagonisti di una gioiosa, serena correzione fraterna su ciò che è
accaduto, ci è mancata la radicalità evangelica per dire ai vescovi: così
non si fa [vogliono insegnare ai vescovi, imporre a loro cosa devono o non
devono fare o dire!] ». È una critica durissima quella che da Rosy Bindi e
da Pierluigi Castagnetti, riuniti al monastero di Bose [quello del "priore"
Enzo Bianchi: tutto si tiene.....

http://www.editionsducerf.fr/html/auteur/photos/auteur709.jpg ]

insieme a molte altre personalità cattoliche come Marco Follini, arriva al
cardinal Ruini e alla sua guida della Conferenza episcopale italiana negli
anni delle vittorie del centrodestra.
E ancora: «Non può essere Radio Maria a formare le coscienze cattoliche
[infatti devono farlo il papa e i vescovi, i cui insegnamenti, in tema di
Dico, e non solo, Bindi&co. disprezzano....]. Non dubito della buona fede di
chi la ascolta, ma dobbiamo difendere la nostra Chiesa» [io invece dubito
della loro buona fede, e della "loro" "chiesa"...] .
Il primo ad attaccare le scelte politiche dei vertici cattolici dopo la fine
della Dc, e soprattutto dal '95 in poi, è stato Castagnetti, in un'analisi
che Bindi ha dichiarato di condividere. «Con la scelta di ritirarsi da un
rapporto diretto con la politica dopo il crollo della Dc - ha detto
Castagnetti - si è voluto centrare l'attenzione sulla vita interna della
Chiesa. Un vincolo fortissimo, quello del "ruinismo", che ha prodotto una
rappresentazione obbligata dell'unità cattolica e ha portato a un
progressivo sbilanciamento verso il centrodestra, che è stato pronto ad
utilizzarlo».
A Bose, nel monastero fondato da Enzo Bianchi, era stata proprio Rosy Bindi
a invitare a due giorni di lavoro politici e leader dell'area
cattolico-democratica e delle sue associazioni di riferimento, a cominciare
da quella alla quale appartiene lo stesso ministro della Famiglia, l'Azione
cattolica.
Un programma stabilito da molto tempo, ma che si è inevitabilmente
intrecciato con l'agenda politica di questi giorni. Bindi non ha sciolto le
sue riserve su una possibile candidatura alla guida del Partito democratico
in alternativa a quella di Veltroni [quando si dice: tra la padella e la
brace....]: «Non sono ancora state scritte le regole del nuovo partito, come
posso annunciare o meno una candidatura? », ha risposto a chi la
interrogava, poi ha aggiunto: «Se mi candidassi, comunque, lo farei non
contro Veltroni ma per dare un contributo sul tema della laicità della
politica.»[Nessuno dubita della sua attitudine su questo specifico tema....]
Ma, nonostante gli amici che la «sconsigliano» da questa battaglia, come lo
stesso Castagnetti, l'immersione nel mondo cattolico di base al quale
appartiene ha incoraggiato Bindi nella sua scelta di giocare fino in fondo
la battaglia sulla leadership futura. «Nel Pd - ha detto - rischia di
esserci una grande inconsapevolezza culturale su ciò che avviene dentro la
Chiesa. Non so se avete chiaro che i nostri nuovi amici trovano e troveranno
più facile accordarsi con i "teodem" che con noi. Non come Togliatti, che
non era cattolico ma si sforzava di capire fenomeni che sapeva essere
importantissimi per la politica italiana».[eh, sì, Togliatti è proprio un
politico da prendere a esempio.....]
Bindi ha sollecitato una nuova stagione di confronto: «Ai giovani preti che
mi vedono come una "traditrice" [chissa come mai?] non chiedo loro di
sottoscrivere i Dico ma voglio spiegare come sono nati e perché». [Non solo
i giovani preti, ma pure il papa, i vescovi, e i cattolici degni di questo
nome, lo sanno bene come e perchè sono nati i Dico....]

http://www.circoli.margheritaonline.it/foto/images/rosy_bindi_s.jpg

GLI ANNI DEL RUINISMO, MONS. FISICHELLA REPLICA ALLA BINDI
CREMONA, 2 LUGLIO -
'In nessun altro Paese un ministro della Repubblica si sarebbe permesso
un'uscita del genere. Alla quale - naturalmente - devo rispondere'.
La bordata che ha strappato l'applauso alla platea che stasera a Cremona ha
seguito la conferenza di monsignor Rino Fisichella e' rivolta a Rosy Bindi
che ha criticato gli 'anni del ruinismo', 'parentesi da chiudere nel
rapporto tra Chiesa e politica, per riaprire invece la stagione dell'impegno
lanciata dal Concilio'.
Fisichella ha replicato: 'Abbiamo rispetto dei governanti, ma non possono
sostituirsi a noi nello stabilire la conformita' del nostro impegno al
Concilio, o ai nostri doveri. Senno' finisce che, fra tante parole sulla
presunta ingerenza della Chiesa nella politica, si arriva invece e con
certezza all'effetto opposto'.
Rino Fisichella, rettore della Pontificia Universita' Lateranense, ha
parlato dei 'Valori religiosi nella societa' civile e la cristianofobia
nelle istituzioni politiche'. (ANSA).





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