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Marxisti senza marxismo e cattolici senza cattolicesimo

di "donquixote"
il Tue, 3 Jul 2007 22:55:08 +0200
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L'Occidentale
Cosa c'è dietro Sex And The City
di Giampiero Ricci
L'America non è certo il New Jersey e tanto meno New York. A scontrarsi per
il paese è propriamente una diversa visione del mondo che ha un sapore
antico e che riecheggia le dispute sul costume della Roma Repubblicana. Qui
i patres parlano dai Think Tank di Washington ma lo scontro non è meno duro
ne meno decisivo.
America Alone: The End of the World as We Know It, la fine del mondo per
come lo conosciamo ma anche della New York che conosciamo (Regnery
publishing, pagg. 224, 2006). Nella provocazione fallaciana di Mark Steyn,
in qualche modo e presto, ci si sveglierà per il richiamo della preghiera di
un muezzin. Alla berlina finisce la morale liberal del "la diversità è la
nostra forza": prova a ripeterlo mentre girano per Greenwich ronde di
Talebani, libri bruciati, una Corte Suprema che introduce la sharia e
Hollywood che rivendica il diritto alla poligamia. Il futuro raccontato da
Steyn appartiene a chi fa figli ed è sicuro di se stesso. E gli islamisti,
paventa Steyn, sono entrambe le cose, mentre il multiculturalismo
occidentale ci sta tagliando le gambe e il welfare ci spinge all'
autoindulgenza......

Per Kay Hymowitz "La rottura della tradizione matrimoniale negli Stati
Uniti - che cominciò circa quaranta anni fa con il divorzio e l'innalzamento
verticale del tasso di nascite extra-matrimoniali - minaccia il futuro dell'
America. Ci sta trasformando in una nazione di famiglie separate e
 ineguali."  E' la premessa del suo nuovo libro Marriage and Caste in
America: Separate and Unequal Families in a Post-Marital Age, Ivan R. Dee,
2006, pagg. 192. Studiosa di fenomeni sociali legati al matrimonio presso il
Manhattan Institute, in una recente intervista per il National Review a cura
di Kathryn Jean Lopez, la Hymowitz sostiene, addossando le colpe alla
generazione degli anni '70, che il problema del matrimonio negli States
risiede nella perdita di significato che esso ha avuto agli occhi dei
giovani. In pratica se abbiamo Britney Spears lo dobbiamo ancora a Jane
Fonda.

http://www.applesanity.com/fetish/jane_fonda/jane-fonda-mugshot.jpg

http://www.applesanity.com/fetish/jane_fonda/jane-fonda-traitor.jpg

http://z.about.com/d/urbanlegends/1/0/N/8/kerry_fonda1.jpg

http://www.poster.net/fonda-jane/fonda-jane-photo-jane-fonda-6234671.jpg

Ma cosa rappresentano alla fine Britney Spears e i suoi vagabondaggi a luci
rosse, se non la constatazione che "prima di tutto devi essere fica, sexy e
cercare il piacere ogni volta che ti va".
"Il matrimonio va bene quando è il culmine di una romantica storia d'amore,
ma quando le cose si fanno dure, bisogna essere pronti a prendere il
prossimo treno. Sotto un certo profilo, la cultura popolare genera
insoddisfazione ed aspettative, qualcosa che non è necessariamente di aiuto
per coppie che avranno spesso bisogno di una certa dose di senso comune per
mandare avanti le proprie vite".
Alla domanda della Lopez: "Può Britney Spears essere salvata?", la Hymowitz
risponde: "La domanda è: possiamo noi essere salvati da Britney!".

http://www.sawf.org/Newsphotos/Entertainment/BritneySpearsParisHiltonPartyAgain.jpg

http://www.jesus-is-savior.com/Basics/sodomites_madonna_and_britney.jpg

http://images.popsugar.com/uploads12/britney-dateline.jpg

PEDOFILIA ED IDEOLOGIA LAICO-PROGRESSISTA
Forse non é lontano il giorno cupo in cui la pedofilia verrà accettata, anzi
imposta, a colpi di mass-media e giornali come una "leggitima differenza
sessuale". Già oggi, "a mezza bocca", politici italiani e stranieri, partiti
italiani e stranieri, uomini di "cultura" e di spettacolo, soprattutto dei
movimenti gay e radicali, fanno lobby in questo
senso. Sono persone che, in nome dell'arbitrio individuale, sono pronti a
legittimare qualsiasi delirio o perversione.
A quando la prima richiesta di "matrimoni pedofili"?
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Dal sito Pseudopensieridiunamentebanale

"Negli asili infantili più radicali le attività sessuali divennero parte
integrante dei giochi".
Gerd Koenen, filosofo del '68.

Paul Sartre, Simone de Beauvoir, Michel Foucault, Jack Lang (futuro ministro
francese) firmarono una petizione in cui si reclamava la legalizzazione dei
rapporti sessuali coi minori.

Daniel Cohen Bendit, capogruppo dei Verdi a Bruxelles, leader del
Sessantotto francese, raccontò addirittura di aver di aver sperimentato e
favorito la pedofilia e il sesso coi minori a scuola, come insegnate.

Aldo Busi, forse il più venduto autore omosessuale italiano, spesso ospite
di programmi televisivi e radiofonici, candidato nelle liste radicali,
scrive:
"E' probabile che nella mia omosessualità ci sia una forma di attrazione non
verso i maschi, ma verso l'odio che mi suscitano tutti gli uomini, odio che
il fare sesso con loro non fa che aumentare...." Dopo di che spiega che
l'età per rapporti omosessuali che lui ritiene lecita è a partire dai 13
anni,
in quanto a questa età un ragazzo, secondo lui, sarebbe adulto, e libero di
decidere di avere rapporti con un altro uomo ("Manuale per il perfetto
papà", Mondadori)

Niky Vendola, governatore della Puglia, in una intervista del 1985 a
Repubblica affermava: "Non è facile affrontare un tema come quello della
pedofilia ad esempio, cioè del diritto dei bambini ad avere una loro
sessualità, ad avere rapporti tra loro, o con gli adulti, e trattarne con
chi la sessualità l'ha vista sempre in funzione della famiglia......".

Scrivevano Maurizio Turco e Daniele Capezzone, deputati radicali, in una
lettera a Libero del 28 aprile 2002, scagliandosi contro provvedimenti
mirati a fermare il traffico di materiale pedopornografico in internet: "in
termini liberali, è del tutto inaccettabile la criminalizzazione di un
orientamento sessuale (sic) in quanto tale, di un modo di 'essere',
di uno 'stato'...Non si tratta di difendere il 'diritto' a intrattenere
relazioni
sessuali con bambini in tenera età; si tratta di affermare il diritto, senza
virgolette,  di tutti e di ciascuno a non essere condannati e nemmeno
giudicati, sulla base della riprovazione morale che altri possono provare
nei confronti delle loro preferenze sessuali. Criminalizzare i 'pedofili'
in quanto tali, al contrario, non serve a tutelare i minori, ma solo
a creare un clima incivile..."

Il Partito Radicale invitò l'associazione pedofila danese al proprio
congresso in veste ufficiale.

Radio Radicale, mandò in onda, unica in Italia, il vergognoso programma,
sempre danese, dal titolo "Papà posso toccarti l'uccello?"

Marco Cappato, segretario dell'Associazione Luca Coscioni, ha difeso
recentemente in tv il diritto dei pedofili olandesi ad avere il loro
partito.

André Gide, premio nobel per la letteratura, autore di "Corydon" in cui
scrive di coloro che preferiscono i ragazzini, gli imberbi, possibilmente
gli impuberi, tra questi Gide, orgogliosamente, si inscrive e la cui pratica
esercitava nei bordelli e nei vicoli di Tangeri e di Casablanca, come
descrive con abbondanza di particolari nel diario e nei romanzi.

http://tinyurl.com/2e9srq

Sandro Penna, grande poeta italiano e grande pederasta («amore, amore, lieto
disonore », come dice un suo verso famoso) che, essendo povero e non potendo
andare in Nord Africa come Gide o Wilde e tanti altri suoi colleghi, batteva
le sponde del Tevere e gli orinatoi, la cui "bellezza" canta emozionato.
Tutta la sua poesia celebra il piacere dell´eros di lui, adulto e poi
vecchio, con quelli che chiama "lupetti": ragazzini possibilmente
senza ancora un filo di barba.

Come dimenticare Pasolini? Alberto Moravia ha narrato più volte che,
viaggiando in Africa e in Asia con Pier Paolo Pasolini, questi ogni sera
partiva a caccia di adolescenti: e talmente giovani che (è ancora Moravia a
riferirlo) spesso quel suo amico e collega pederasta tornava in albergo
pieno di lividi per le botte ricevute dai genitori infuriati.

Nella International Lesbian and Gay Assciation (ILGA) era rappresentata
anche l'organizzazione per l'emancipazione della pedofilia: la North
American Man-Boy Lovers Association (NAMBLA).

Balthus, il pittore francese di origine polacca, la cui morte recente è
stata accompagnata da unanimi, ammirati, commossi riconoscimenti per un´arte
che ha esercitato il suo meglio nella rappresentazione veristica di bambine
nude.
Uno dei quadri più famosi (valutato miliardi) di Balthus è quello che
rappresenta una bambina, appunto, che - rovesciata su un divano - porge i
genitali in atteggiamento lascivo.

Dagospia
CERTIFICATO TRANS
Un lavoro sicuro per i transessuali toscani. Lo promette la giunta regionale
presieduta da Claudio Martini che spenderà 150 mila euro di fondi comunitari
per un piano biennale di sostegno all'occupazione dei transgender. Ma si
prevedono problemi per individuare i singoli beneficiari, visto che la loro
identificazione "è difficile" e qualcuno potrebbe fare il furbo. Bisognerà
selezionare 'veri' trans: così, per evitare errori, la giunta richiederà ai
transgender residenti in Toscana un certificato rilasciato dai centri
sanitari di riferimento.

Il Giornale
FONDI AI TRANS, IL TRISTE REALITY DI CASA PRODI
La rossissima Regione Toscana ha destinato 150mila euro del Fondo sociale
europeo alla creazione di carte di credito riservate a transessuali e
transgender in cerca di lavoro. Roba da far drizzare tutti i peli della
barba del povero Carlo Marx.
di Alessandro Gnocchi e Mario Palmaro
C'era una volta il socialismo reale. Già, c'era una volta: perché oggi,
anche nelle regioni comuniste doc, bisogna accontentarsi del socialismo
relativista. Tanto che la rossissima Regione Toscana ha destinato 150mila
euro del Fondo sociale europeo alla creazione di carte di credito riservate
a transessuali e transgender in cerca di lavoro. Roba da far drizzare tutti
i peli della barba del povero Carlo Marx.
Benvenuti nel cosiddetto «Paese normale» che i post comunisti e i post
cattolici dell'Unione promettevano da tempo. Dopo rapida gestazione ecco qua
uno dei tanti figli in provetta prodotti dal matrimonio fra marxisti senza
marxismo e cattolici senza cattolicesimo, per i quali il concetto di
normalità dipende dalla moda.
Questo, rapidamente, il fatto: l'Unione europea stanzia da alcuni anni dei
fondi per promuovere lo svolgimento di corsi professionali per i nostri
ragazzi. Corsi che, quando sono ben progettati e ben realizzati, insegnano
davvero un mestiere e introducono nel mondo del lavoro i giovani. Così la
rossissima Regione Toscana ha pensato di inventarsi con quei fondi una carta
prepagata di 2.500 euro procapite da spendere in due anni, utilizzabile solo
per frequentare corsi di formazione. Bene, diranno molti. Però, c'è un però:
la carta è riservata a coloro che esibiscano un certificato del servizio
sanitario con la diagnosi di «disturbo di identità di genere».
«La somma è modesta, l'idea è grande» commenta trionfalmente un comunicato
dell'ufficio stampa della rossissima Regione Toscana, che aggiunge per la
precisione: «Non è però il primo esperimento che si tenta in Toscana in
questo settore. Nel centro per l'impiego di Pistoia si era già iniziato ad
utilizzare la carta per permettere ai trans di studiare ed aggiornarsi per
poi trovare un canale d'ingresso in un'azienda, un ufficio, un ospedale, un
luogo in cui costruire un futuro e dei rapporti umani e professionali senza
sentirsi emarginati, strani, diversi, osservati».
Se qualcuno pensa di essere finito su Scherzi a parte si svegli. Questo è un
episodio, e nemmeno l'ultimo purtroppo, di «Casa Prodi», il reality show più
triste e veritiero della Seconda Repubblica. L'idea brillante, questa volta,
è venuta all'assessore al Lavoro, il democratico di sinistra Gianfranco
Simoncini, che spiega come il sussidio sia «diretto alle fasce deboli del
mercato e non c'è dubbio che quella dei trans lo sia. Vogliamo dare a queste
persone una concreta opportunità di fare una vita normale, evitando che l'
isolamento le spinga a prostituirsi per riuscire a guadagnare dei soldi.
Dobbiamo toglierle dal marciapiede».
E i cattolici che pure fanno parte di quella maggioranza di governo? Non
pervenuti. Tace il vicepresidente Federico Gelli, già presidente provinciale
delle Acli. Ma tace pure il sito della diocesi di Firenze, che non dà la
notizia né la commenta in alcun modo. E pure quello del settimanale
cattolico Toscana Oggi.
Questo è il «Paese normale» che l'esercito della salvezza progressista vuole
confezionare per il nostro futuro, trasformando i famosi «diritti civili» in
veri e propri servizi garantiti e pagati dallo Stato. Ci vogliono
traghettare in un territorio dell'assurdo che è al di là del bene e del
male, ben oltre il confronto atavico fra destra e sinistra. Perché non ci
vuole la tessera di un partito particolare, o una fede religiosa specifica,
per certificare l'insensatezza, per non dir di peggio, di un provvedimento
così sgangherato. È dunque questo il tragicomico epilogo di quello che una
volta fu il glorioso partito dei proletari: i deboli mica sono gli
handicappati, o le mamme con tre figli, o gli anziani. Abbandonata la prole
al suo destino, lo Stato sociale si rivolge a nuove categorie meritevoli
della mano compassionevole dell'autorità.
E tutto questo scialo di denaro pubblico, perché? Per strizzare l'occhio
alla «diversità» e assumere come modello culturale la nuova ideologia del
«genere», secondo la quale «maschile» e «femminile» non sono più dei dati
oggettivi, che la biologia ci mette davanti senza possibilità di equivoco.
«Maschio» e «femmina» sarebbero solo delle «categorie culturali», che devono
essere superate dalla libera determinazione del singolo. Dai post-comunisti
siamo approdati ai trans-comunisti. E adesso chi va a spiegarlo ai compagni
in qualche Casa del popolo un po' fuori mano? Ma questa iniziativa del
centrosinistra toscano un merito in fondo ce l'ha: dimostra che il confronto
politico dei prossimi anni passa lungo la linea delle scelte di valore. Il
centrodestra ha vinto nelle competizioni locali perché è visto dalla gente,
giustamente, come interprete della sana, banalissima, normalità. E tanto più
si imporrà quanto più si confermerà alternativo al socialismo relativista di
questa sinistra nichilista. C'è un elettorato normalmente borghese - tanto
disprezzato dalle élite culturali «de sinistra» e dai cattolici adulti - che
su certi valori non tollera tradimenti. Non ama le amministrazioni che
buttano via 290 milioni delle vecchie lire per destinarli alla «categoria
socialmente debole dei trans».




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