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Confutate le leggende nere e le menzogne sulla caccia alle streghe

di "donquixote"
il Fri, 29 Jun 2007 22:39:55 +0200
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Avvenire
Esce negli Usa una «Enciclopedia della stregoneria» in cui 170 tra i
migliori specialisti ribaltano molti pregiudizi in materia
Caccia alle streghe, bugie anticattoliche
L'Inquisizione? Una «leggenda nera»; in realtà la sua opera nei secoli XVI e
XVII ha addirittura evitato gli eccessi
Le vittime della repressione non furono né 6 né 9 milioni, bensì da 30 a 40
mila in 350 anni. E non solo donne
Di Mario A. Iannaccone
A partire dal Quattrocento, e per oltre tre secoli, si è scatenata la
cosiddetta «caccia alle streghe», un fenomeno culturale e sociale complesso
che ha determinato una violenta attività repressiva in molti Paesi. Sulla
«caccia alle streghe», e sulle streghe, si è detto tutto e il suo contrario.
S'è sostenuto che queste ultime fossero parte di una religione occulta ma
anche un'invenzione, una proiezione delle fantasie maschili; oppure
un'espressione delle culture alternative. Teorie marxiste e storiografia
liberale, letture antropologiche e sociologiche si sono avvicendate
accumulando una letteratura impressionante per mole e varietà. Negli ultimi
anni sono state pubblicate alcune opere che hanno tentato di sistemare in
modo enciclopedico il lavoro svolto e il dibattito storiografico che ne è
seguito; ma i risultati non hanno rispettato le promesse. Del resto, sul
fenomeno storico della stregoneria si pubblica ancora moltissimo, ma troppo
spesso vengono ignorate le acquisizioni più recenti della ricerca e i punti
di consenso degli studiosi.
Una buona occasione per contemplare con un unico sguardo lo stato dell'arte
degli studi sull'argomento è l'Encyclopedia of Witchcraft. The Western
Tradition, curata da Richard M. Golden, (ABC-Clio, 2007, 4 volumi). Non ci
si allarmi, non è una raccolta enciclopedica di pozioni e ricette di
maleficio, ma un ottimo esempio di divulgazione d'alto profilo, e di
carattere interdisciplinare, che raccoglie i contributi di 170 specialisti
di ogni parte del mondo. Considerando l'autorevolezza del gruppo di studiosi
chiamati a compilare le singole voci, (alcuni nomi: Henry Kamen, Brian P.
Levack, Gustav Henningsen, Andrea Del Col, Oscar Di Simplicio, Gabriella
Zarri, Marina Montesano) l'opera offre un contributo notevole nel chiarire
anche l'aspetto delle responsabilità di parte cattolica che - lo si legge
per esempio alla voce Misconceptions («Fraintendimenti») - la ricerca ha
ridimensionato notevolmente. E tuttavia vere e proprie leggende nere
sopravvivono, a questo proposito, «in parte - si legge - perché il pubblico
non ha accesso immediato agli studi degli specialisti e in parte perché
certe idee servono a propositi contemporanei».
Tra gli equivoci perpetuati vi è, ad esempio, il ruolo dell'Inquisizione che
per gran parte del pubblico incarna l'istituzione maggiormente responsabile
della caccia alle streghe. Nessuno può negare l'impatto del celeberrimo
Malleus Maleficarum, il manuale per inquisitori scritto dai domenicani
Spenger e Kramer, né il ruolo dell'Inquisizione in altre attività di
repressione ereticale. Ma nel merito della caccia alle streghe pare proprio
che le leggende nere debbano essere riscritte. Difatti - si legge in
Witchcraft - «l'Inquisizione portoghese, spagnola e romana non solo non si
sono macchiate della repressione delle streghe», vere o presunte, ma hanno
addirittura evitato «lo scatenarsi delle cacce alle streghe durante il XVI e
XVII secolo nel Sud Europa».
Nemmeno risponde a verità che l'inquisizione papale già incaricata di
combattere l'eresia catara sarebbe stata poi impiegata nei secoli successivi
contro le streghe. Quest'idea è basata su una trovata di Étienne Léon de
Lamothe-Langon, storico senza scrupoli, che nel 1829 falsificò documenti per
fornire pezze d'appoggio alla sua tesi.
Venendo ad altri aspetti, leggiamo che gli studi recenti hanno anche
indebolito l'associazione univoca fra vittima della caccia alle streghe e
sesso femminile. È vero che la maggioranza delle vittime furono donne, ma va
tenuto presente che i cacciatori di streghe erano interessati alle persone
accusate di stregoneria e non alle donne «in quanto tali» e infatti non
poche vittime delle periodiche ondate di repressione furono uomini.
Un'interpretazione sociologica un tempo in auge, e sostenuta soprattutto tra
le studiose femministe, sostiene che le streghe fossero le depositarie della
medicina tradizionale in competizione con due categorie che si andavano
professionalizzando: i medici e il clero. Le accuse di stregoneria sarebbero
state una risposta a questo mutamento. Ma, a conferma di quest'ipotesi, un
tempo popolarissima, non sarebbe stata trovata ancora «nessuna prova».
Per ultimo arriviamo all'argomento più delicato, quello del numero delle
vittime. La cifra oggi proposta dagli storici, nonostante le sue
oscillazioni, è lontanissima dai «sei» o «nove milioni di streghe» ripetuta
acriticamente dai tanti improvvisati «storici della caccia alle streghe», e
persino da intellettuali come Élemire Zolla, ed è pure lontana dalle
centomila vittime che costituivano il calcolo di Voltaire. Il team
internazionale di esperti riunito nell'opera di Golden, incrociando i dati
disponibili, propende per circa trenta-quarantamila vittime in circa 350
anni.
Una cifra spaventosa, certamente, che segnala l'importanza e la gravità del
fenomeno, e l'impegno che ancora richiede il suo studio e la sua
interpretazione. [La maggioranza delle suddette condanne sono infatti dovute
alle autorità secolari e ai protestanti, e non ai cattolici....]
Lo stesso impegno impone correttezza e limpidezza nella divulgazione dei
risultati della ricerca storica - pur senza occultare la presenza di
opinioni contrastanti, che dialogano anche fra le voci di questa grande
«Enciclopedia». Affinché queste lontane tragedie non facciano il gioco di
interessi contemporanei.


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