Google
 

it » cultura » cattolica

I sistemi politici hanno bisogno della religione

di "donquixote"
il Fri, 29 Jun 2007 22:28:24 +0200
newsgroups it.cultura.cattolica
message-id <468567ed$0$36441$4fafbaef@reader5.news.tin.it>

Pescevivo
""E' tutta colpa di Dio", il titolo scelto dall'ultimo Spiegel per la
copertina è indubbiamente a effetto. Ma a leggere poi tutto il dossier,
firmato dal corrispondente da Roma Alexander Smoltczyk, [che] si limita
a riportare quanto gli viene detto (.) "la religione avvelena tutto" lo dice
l'inglese Christopher Hitchens. Ha appena pubblicato "Dio non è grande",
libro nel quale sostiene la tesi che la religione si basa prevalentemente
"su bugie e paura". Alle affermazioni di Hitchens si aggiungono quelle del
connazionale Richard Dawkins. (.) secondo il quale la colpa di tutto il male
è da imputare a Dio....
A sentire queste affermazioni viene da pensare che le accuse di Marx nei
confronti della religione, erano solo blandi oppiacei. Siamo nel bel mezzo,
questa in sintesi l'analisi del settimanale, di una nuova crociata.(.) La
crociata ha il suo epicentro, le sue menti nel cuore dell'Europa. A portarne
il vessillo sono, oltre a Hitchens e a Dawkins, il francese Michel Onfray,
(.) e il matematico Piergiorgio Odifreddi (.) Insomma si sta formando una
schiera sempre più folta di senza Dio, quelli che scandiscono: "Non credo e
questo è un bene".
L'ateismo di per sé non è nulla di nuovo, quello che stupisce sono le
affermazioni apocalittiche, il gusto, o almeno tale appare, della
provocazione estrema. Quasi fosse l'unico modo per combattere un evidente
ritorno alla spiritualità, una necessità sempre più sentita di ancorare la
vita non solo alla ragione. L'unico modo per combattere la paura che infine
l'illuminismo soccomba nella lotta titanica contro Dio....." (Da Il Foglio
del 29 maggio 2007).

Ebbene noi possiamo raccontare come si viveva in una società senza Dio.
Eravamo ragazzine e passavamo le vacanze nel paese del socialismo reale che
aveva abolito Dio. Per non annoiarci aiutavamo nei compiti estivi le nostre
cuginette, anche per imparare il russo scritto. Nei loro libri di testo
compariva Lenin fra i bambini e ci ricordava qualche immaginetta del
catechismo. Già da piccine ci sembrava che eliminare Gesù per fare posto a
Lenin avesse qualcosa di perverso, oltre a tutto il resto, ça va sans dire.
Meglio Dio.....

http://content.answers.com/main/content/wp/en/thumb/5/5a/310px-Sovietarmenianbook.jpg

http://www.iisg.nl/collections/lenin/images/e13-456.jpg


Cardinal Martino: "Non c'è vera giustizia senza carità e non c'è vera carità
senza verità"
Intervento alla 18° Assemblea Generale della Caritas Internationalis
ROMA, lunedì, 4 giugno 2007 (ZENIT.org).- "Non c'è vera giustizia senza
carità e non c'è vera carità senza verità", ha detto il Presidente del
Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, il Cardinale Renato
Martino.

Sono queste le parole pronunciate dal porporato nell'intervenire questo
lunedì mattina alla seduta inaugurale della 18° Assemblea Generale della
Caritas Internationalis, che si svolgerà fino al 9 giugno nell'Aula del
Sinodo in Vaticano sul tema: "Testimoni di carità, costruttori di pace".

Di fronte ai rappresentanti delle 162 organizzazioni cattoliche operanti in
più di 200 Paesi del mondo nel campo dell'assistenza, dello sviluppo e dei
servizi sociali, il Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e
della Pace ha spiegato che "la giustizia non è la carità, ed infatti non c'è
nessun ordinamento statale giusto che possa rendere superfluo il servizio
dell'amore".

La giustizia, ha continuato, "ha bisogno della carità perché altrimenti non
riesce a purificarsi dal prevalere dell'interesse e del potere che l'
abbagliano".

Secondo il porporato, "la realtà materiale non riesce a comprendersi
veramente senza la trascendenza. La ragione ha bisogno, proprio per poter
essere ragione, di venire purificata dalla fede; così la giustizia dalla
carità. Lo testimonia il fallimento di tutti i sistemi che mettono Dio tra
parentesi".

"La realtà ha bisogno di Dio per essere veramente se stessa; i sistemi
politici hanno bisogno della religione per essere pienamente se stessi;
l'analisi razionale e critica ha bisogno della prospettiva di fede per
incontrare la storia", ha sottolineato.

In merito alla scelta preferenziale per i poveri e alla lotta politica per
la giustizia, il Cardinale Martino ha ricordato quanto affermato dal Papa
nel libro Gesù di Nazareth: "La povertà puramente materiale non salva, anche
se di certo gli svantaggiati di questo mondo possono contare in modo
particolare sulla bontà divina".

"Ma il cuore delle persone che non posseggono niente può essere indurito,
avvelenato e malvagio - colmo all'interno di avidità di possesso, dimentico
di Dio e bramoso solo di beni materiali", scriveva ancora il Pontefice.

Infatti, ha sottolineato il porporato, "il modo vero di servire i poveri non
è partire dalla loro povertà in senso sociologico, ma partire da Cristo
povero".

"Per questo ad Aparecida il Papa ha proposto di partire dal Cristo della
fede apostolica trasmessaci dalla Chiesa e ha incitato i fedeli
latinoamericani alla rivitalizzazione della loro fede in Cristo, nostro
unico Maestro e Salvatore, che ci ha rivelato l'esperienza unica dell'Amore
infinito di Dio Padre per gli uomini", ha quindi aggiunto.

A questo proposito il Presidente di Giustizia e Pace ha spiegato che
l'erroneità della "Teologia della liberazione" sta nel suo voler "partire
dalla prassi di liberazione anziché da Cristo liberatore", così da
depotenziare "la dottrina cristiana e l'insegnamento della Chiesa, ossia il
luogo teologico a partire dal quale poteva diventare cristianamente
provocatoria anche la povertà del continente latinoamericano".

Il Cardinale Martino ha poi constatato che "in questo modo, queste correnti
radicali della teologica della liberazione hanno avuto un effetto
secolarizzante, alimentando alla fine la cultura relativista".

"Capita così, purtroppo, per ogni forma di impegno sociale e di solidarietà,
quando si concepisce solo come opera di giustizia e non anche e soprattutto
di carità, della carità che ci è stata rivelata da Cristo e che continua ad
esserci insegnata dalla Chiesa", ha continuato.

Il Cardinale Martino ha continuato affermando che "come dice la Centesimus
annus, noi dobbiamo inquadrare la lotta per la giustizia nella testimonianza
a Cristo salvatore"

In conclusione, ha sostenuto che "Cristo ci mostra il volto di Dio, un volto
di carità e di verità, inscindibilmente unite. Non pensiamo di poter
testimoniare la carità senza la verità; l'annuncio della verità è anche una
forma impegnativa di carità ed ogni atto di carità, se è puro,
disinteressato e lungimirante, è anche una testimonianza della verità".




Tutti i messaggi della discussione