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Roma, Hanefi racconta la prigionia

di (.sergio.)
il Tue, 10 Jul 2007 11:02:08 +0200
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Roma, Hanefi racconta la prigionia
"Sono stato un capro espiatorio"

 
Gino Strada con Rahmatullah Hanefi
ROMA - Finalmente libero dopo mesi di prigionia nella carceri
dell'Afghanistan. Con alle spalle l'accusa di essere colluso con i
Talebani. Adesso Rahamatullah Hanefi, l'operatore umanitario di Emergency
che ha mediato per la liberazione del giornalista Daniele Mastrogiacomo,
puoi sfogarsi: "Sono stato un capro espiatorio". In una conferenza stampa,
al suo fianco Gino Strada, Hanefi, che domani sarà interrogato in Procura,
racconta la sua esperienza e ribadisce di voler tornare a lavorare al più
presto all'ospedale di Lashkar-gah. 

Per tre mesi solo e sempre nella stessa cella, con i servizi di Kabul che
gli rivolgevano una continua domanda: "Mi chiedevano su un presunto legame
fra Emergency e Mastrogiacomo. Come se il giornalista di Repubblica fosse
stato mandato da noi nella zona in cui poi è stato rapito per verificare
magari dove far nascere altre cliniche". E a chi gli chiede se si senta
sicuro ora, Hanefi (per la cui liberazione Repubblica aveva raccolto più
di trentamila firme) replica: "Nessuno è sicuro in Afghanistan. Il paese è
in guerra e neanch'io. Ma amo il mio paese ed amo Emergency, e non solo
per quello che fa in Afghanistan". Rifarebbe il mediatore? "Il ruolo di
Emergency è aiutare le persone che hanno bisogno. In questo caso noi siamo
pronti" chiude Hanefi. 

Poi la parola passa a Strada. Ed è uno sfogo diretto e senza troppi giri
di parole: "E' la fine di una brutta storia che ha visto Emergency presa
come bersaglio per tre mesi. Non è stato il solo Rahmatullah a pagare in
prima persona. Contro di noi sono state lanciate calunnie, infamie,
sottili dubbi che sapevamo essere grandi bugie e che come tali poi si sono
rivelate". poi una raffica di attacchi: contro le "truppe di occupazione",
contro i "preti sciacalli, da business men" che hanno "fatto manovre"
sugli ospedali di Emergency rimasti chiusi per due mesi. Contro quei
giornalisti, un "misto fra giornalisti e spioni", che hanno alimentato le
calunnie. Contro i governi afgano e italiano che prima chiedono
collaborazione e poi abbandonano. 

Poi arriva l'affondo nei confronti del governo Prodi. "L'esecutivo non si
è mai impegnato per la liberazione di Adjmal Nashkbandi", l'interprete di
Mastrogiacomo, poi ucciso. "In tutte le conversazioni che ho avuto con il
presidente del consiglio e il ministro degli esteri italiani, e sono state
numerosissime - sottolinea Strada - non è mai stato posto il problema
della liberazione di Adjmal". E stasera, a Roma, Emergency festeggia. A
piazza Farnese, è in programma una serata di musica. 


-- 
visitate http://www.comunisti-italiani.it/frames/index.htm 

http://www.italia-cuba.it/associazione/associazione.htm

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