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Una piccola Ovra

di (.sergio.)
il Fri, 06 Jul 2007 15:10:46 +0200
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Una piccola Ovra
Furio Colombo


Il vasto limbo italiano delle notizie nate morte, ovvero deviate fin
dall’inizio nel loro corso, come navicelle spaziali finite fuori orbita,
si popola di nuovi reperti di momento in momento. In questo luglio del
2007 dominano sui quotidiani - e sfrecciano per pochi secondi nella
rapidissima scarica di notizie sparate senza la minima nota di spiegazione
o ambientazione dai telegiornali - notizie come «il Consiglio Superiore
della Magistratura pubblica un elenco di decine di magistrati spiati in
modo sistematico, istituzionale dal Sismi, non da suoi organi o cellule
deviate».

Notare le parole «sistematico», «istituzionale» e «non deviato». Il
soggetto è il Sismi, l’organo di spionaggio militare. Ne era a capo il
generale Pollari, che però, dopo la sua sostituzione da parte del governo
dell’Ulivo, pur essendo indagato dalla magistratura (procura di Milano)
per altri fatti rilevanti (rapimento illegale dell’Imam della moschea di
Milano Abu Omar, poi consegnato ad agenti della Cia, rinchiuso in una
prigione egiziana, interrogato e torturato per oltre un anno perché
sospetto di terrorismo) è stato nominato consigliere di Stato. Inoltre
sulla vicenda, e come modo per bloccare le indagini dei giudici di Milano,
il governo dell’Ulivo ha posto (o confermato, non è chiaro) il segreto di
Stato.

Perché non è chiaro? Ecco di nuovo una vicenda, attuale, drammatica, che
riguarda il giornalismo, non la politica. O meglio: diventa un grave caso
politico a causa del silenzio o della citazione elusiva, distorta e
deliberatamente priva di approfondimento e di spiegazione di molto
giornalismo. Il segreto di Stato che impedisce la continuazione
dell’inchiesta della magistratura di Milano di Abu Omar era stato imposto
da Berlusconi? A quanto pare nessuno lo ha chiesto e siamo arrivati
all’incredibile: il segreto sul segreto.

Ma a questo punto può essere utile una ricostruzione degli eventi. Primo.
Solo due giornalisti, un solo quotidiano (D’Avanzo, Bonini, La
Repubblica), nessuna televisione hanno investigato, chiarito, messo a
fuoco e collocato nel contesto politico, l’attività presumibilmente
illegale del Sismi, organo di difesa del Paese, piegato allo spionaggio
interno di un potere (giudiziario) dello Stato.

Secondo. Il giornalismo italiano ha usato in modo rapido e generico due
fonti, in due diverse occasioni. Una è stata offerta dalle carte
processuali del giudice Spataro (procura di Milano). Da esse risultava lo
spionaggio sistematico ma «personale e privato» del funzionario del Sismi
Pio Pompa (lo stesso di cui è stata trovata la lettera che offre prostrata
fedeltà all'allora primo ministro Berlusconi) a carico dei giornalisti
(fra cui Paolo Serventi Longhi, segretario della Federazione della Stampa,
e l’autore di questo articolo, dunque due persone del tutto senza potere e
politicamente note solo perché non amichevoli verso il governo Berlusconi).

L’altra occasione, come abbiamo detto, è stata ieri rappresentata da un
atto formale del Consiglio Superiore della Magistratura (l’organo
presieduto dal capo dello Stato). Dice: «I giudici italiani sono stati
spiati per cinque anni». E precisa, oltre ai molti nomi di giudici -
alcuni illustri avversari della mafia e del terrorismo - anche il fatto
che in questa attività non c’era nulla di deviato. Il Csm, dunque, ci fa
sapere che si trattava di attività «sistematica» e «istituzionale».

Il giornalista e commentatore Augusto Minzolini, nota voce di area
berlusconiana ma anche di fulminante qualità professionale, nota il
problema e immediatamente (5 luglio, La Stampa) descrive nel suo
editoriale «un impazzimento generale in Italia». Minzolini si rende conto
che accuse gravissime potrebbero scuotere il Paese e si affretta a
suggerire: non prestate troppa attenzione a denunce come questa. Si tratta
della solita vicenda italiana: la guerra di tutti contro tutti.

Terzo. Qual è l’accusa gravissima che Minzolini, cogliendo lo stato di
disordine delle comunicazioni, intende spingere via dal cielo offuscato
delle notizie italiane? È il nesso fra spionaggio dei giornalisti e
spionaggio dei giudici. È l’elenco dei nomi, che non si riferisce a
funzioni o gradi, ma alla aperta posizione morale e politica di
antagonismo a Berlusconi (dunque la sicurezza del Paese non è mai in
questione ma lo è l’immagine del presidente del Consiglio, a cura dello
spionaggio militare). E c’è la autorevole certificazione, da parte del
Csm, che si tratta di spionaggio sistematico, non una tantum, di una
attività regolare, non di un ramo deviato. E dunque è in discussione la
guida e la responsabilità del Gen. Pollari, allora capo del Sismi e oggi
consigliere di Stato, e non (non solo) di quel Pio Pompa, oggi addetto
alla selezione di nuovi agenti, ma di cui ci parlano, per il periodo in
questione, come di un personaggio avventuroso, stravagante e incline a
iniziative personali.

Quarto. Già, ma qual è il periodo in questione? Sono tutti e cinque gli
anni del governo Berlusconi. È il periodo che noi, in questo giornale, con
buon istinto, avevamo definito “regime”. Cinque anni di spionaggio
sistematico per conto di Silvio Berlusconi. Nell’Italia di Previti e
Dell’Utri erano nel mirino del servizievole servizio di spionaggio
militare magistrati e giornalisti. Perché? Perché ritenuti ostili al
regime. Nota per gli interessati al problema: calcolare il costo. Il costo
per la protezione di Berlusconi. Da chi? Da che cosa? Da normali processi
della regolare autorità giudiziaria del Paese. E da normali articoli su
quei processi da pubblicarsi sulla stampa libera (non moltissima) del
Paese.

Due tremende conclusioni. Senza un giornalismo complice o cieco o -
diciamo - molto prudente, Berlusconi non avrebbe potuto scostarsi così
tanto dalla democrazia. E anche: l’uomo e il governo che hanno fatto,
senza pensarci due volte, simili danni, montando una piccola Ovra, ci
danno notizie su come hanno lavorato (e lavorato bene) a spaccare l’Italia.
furiocolombo@unita.it


-- 
visitate http://www.comunisti-italiani.it/frames/index.htm 

http://www.italia-cuba.it/associazione/associazione.htm

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