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Ecco i dossier del Sismi sui generali "di sinistra"
di (.sergio.)
il Fri, 06 Jul 2007 13:24:51 +0200
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Ecco i dossier del Sismi sui generali "di sinistra"
Schedati Tricarico, Mosca Moschini e Cucchi
di CARLO BONINI
Leonardo Tricarico, ex capo di Stato maggiore
ROMA - C'è un dossier dell'archivio Sismi di via Nazionale che più e
meglio di altri racconta il "metodo Pollari". "Draft Rik", "bozza Rik".
Dove "Rik" sta per Leonardo Tricarico, capo di stato maggiore
dell'Aeronautica fino al settembre 2006, e per cinque anni (1999-2004)
consigliere militare e capo dell'Unità di crisi dei tre presidenti del
Consiglio che si sono succeduti a Palazzo Chigi: Massimo D'Alema, Giuliano
Amato e Silvio Berlusconi.
Lo scartafaccio è corposo. Il Sismi lo lavora e lo arricchisce in tempi
diversi, proteggendolo almeno nella sua prima stesura con un sistema di
codifica dei nomi (Tricarico diventa appunto "Rik"). Fino a dargli una
veste completa. Il generale dell'Aeronautica ne appare soltanto il
pretesto. Tricarico viene impiccato a una velenosa accusa di malversazione
su commesse pubbliche e di doppia infedeltà, istituzionale e politica
("flirta" con uomini che lavorano per i servizi segreti francesi e
"appartiene ai Ds") che deve offrire il destro per denunciare agli occhi
di Silvio Berlusconi una "fronda" politica ai suoi danni animata da
generali a cinque stelle, che a Tricarico farebbero "riferimento". Nicolò
Pollari, in realtà, vuole eliminare quegli ufficiali dalla scena pubblica
per ragioni che con la fedeltà alle istituzioni e la sicurezza del Paese
nulla hanno a che fare. Sono suoi personali "nemici di apparato",
pericolosi concorrenti. Sono Giampaolo Di Paola, ammiraglio e oggi capo di
stato maggiore della Difesa; Giuseppe Cucchi, generale dell'esercito e
oggi direttore del Cesis (l'organo di coordinamento dei Servizi); Rolando
Mosca Moschini, già comandante generale della Finanza, "colpevole" in
quella veste dell'allontanamento dell'allora capo di stato maggiore
Pollari, e oggi consigliere militare del Presidente della Repubblica
Giorgio Napolitano. Del resto, l'operazione "Tricarico" offre più di
un'opportunità. Potrà allungare un po' di discredito su uomini
dell'opposizione (D'Alema, Visco, Bersani, Brutti, Salvi, Cofferati),
colpire gli odiati Servizi francesi cui Pollari ha cercato inutilmente di
accollare le responsabilità della bufala dell'uranio nigerino a Saddam
Hussein, cavalcare un'antica ossessione di Berlusconi, che a Parigi si
coltivi una cospirazione in suo danno.
Rik, uomo di D'Alema. Anzi, no, Cofferati. Il dossier, dunque. "A seguito
delle informazioni assunte, è emerso quanto segue: nell'ottica di una
strategia volta a perseguire ambiziosi obiettivi personali, RIK (Tricarico
ndr) avrebbe mantenuto solidi collegamenti con l'opposizione,
appoggiandosi in particolare a FOI (Pietro Folena, già Ds, oggi deputato
di Rifondazione comunista ndr), che fungerebbe da "trade
union"(l'estensore si avventura nell'uso delle lingue straniere e
inciampa. Vuole probabilmente intendere "trait d'union", elemento di
contatto e non "trade union", "sindacato"). E ad altri elementi di spicco
come NTE (Luciano Violante ndr.), LVI (Cesare Salvi ndr.), TTI (Massimo
Brutti) facenti parte, tra l'altro, del comitato interno per la sicurezza
dei Ds. Risulterebbe inoltre che avrebbe abbracciato la causa dell'Astro
nascente (Sergio Cofferati ndr.) e le posizioni da questi rappresentate.
Tant'è che l'ex capo di RIK (Massimo D'Alema ndr), venuto a conoscenza di
tale situazione, avrebbe preso le distanze dal suo vecchio collaboratore.
In sostanza, la scelta di campo effettuata lo renderebbe organico alle
forze che operano, a livello nazionale e internazionale, nel predisporre
le condizioni per la caduta del Grande Avversario (l'allora premier Silvio
Berlusconi ndr)".
Il "covo" dell'Aspen. Tricarico è dunque un generale politicamente
inaffidabile. Ora, va soltanto messo al centro di una scena più complessa.
Che impone nuovi attori. Leggiamo.
"RIK manterrebbe rapporti diretti e indiretti anche con:
* esponenti di rilievo di MEPD ("Medel", associazione europea di giuristi
e magistrati), il cui nocciolo duro fa capo a TRACA ("Magistratura
democratica" ndr) e al SDLAMF (Sindacato della magistratura francese ndr),
e il suo presidente JNE (Ignazio Patrone ndr), nelle varie ramificazioni
territoriali e, segnatamente, in A2 (Francia ndr) tramite ACV (Anne
Crenier Vaudano, giudice a Creteil ndr), PDC (Patrice de Charette, giudice
a Bordeaux e già messo delle Nazioni Unite in Kosovo ndr), GBI (Giacinto
Bisogni, magistrato della Commissione Europea affari giuridici ndr) e SMI
(Stefano Mogini, magistrato presso la stessa commissione ndr).
* appartenenti a gruppi di pressione mediatica interni, come SVLI (Paolo
Serventi Longhi, segretario del sindacato dei giornalisti Fnsi ndr), a sua
volta in stretti rapporti con Mosca Moschini, Camporini (Vincenzo ndr),
Cucchi e Di Paola (sono generali e i loro nomi sono "in chiaro") e RIOCO
(Furio Colombo ndr), e esterni con una focalizzazione su NDF (il
quotidiano "Le Monde" ndr) e il suo direttore. In tale contesto, RIK
(Tricarico ndr) si avvarrebbe di RSU (Marta Dassù, specialista in
relazioni internazionali, editore di Aspenia e direttore dei Programmi
Politici dell'Aspen Institute in Italia ndr). (...) RSU (la Dassù ndr) si
sarebbe fatta carico di diffondere su incarico di RIK (Tricarico ndr)
notizie di particolare delicatezza provenienti da ambiti militari (fronda
interna pronta a evidenziare il proprio dissenso ponendo in risalto le
conseguenze economiche e geopolitiche che ne potrebbero derivare
schierandosi a favore degli Usa) debitamente rappresentati da Mosca
Moschini, Camporini e Cucchi (i nomi sono in chiaro, ndr), facenti parte,
tra l'altro, del Comitato organizzatore (di cui farebbe parte anche RIK)
per il rientro anticipato sulla scena politica italiana di Prodi. Stessa
fuga di notizie starebbe avvenendo, sempre sotto la regia di RIK, a favore
del fronte antagonista (...) riportando puntualmente gli argomenti, le
posizioni e i "punti deboli" percepiti negli ambienti della Presidenza del
Consiglio".
La fronda dei generali ispirata dal Quirinale. "Svelata", la "fronda" deve
essere solo battezzata nei suoi mandanti: il Quirinale di Carlo Azeglio
Ciampi, Romano Prodi. "Si è avuta notizia di un meeting (alla cui
organizzazione avrebbe contribuito RIK), avvenuto a Sharm El Sheikh, al
quale avrebbero partecipato Romano Prodi, Cucchi (oggi direttore del
Cesis, organo di coordinamento dei Servizi, ndr), Antonio Casu, Stefano
Nones e Politi (tutti questi nomi sono "in chiaro", ndr). Dell'obiettivo
finale del Comitato sarebbe al corrente anche il segretario generale della
Presidenza della repubblica Gaetano Gifuni, cui farebbe costante
riferimento Mosca Moschini".
La mano dei servizi francesi. L'ultimo tassello: la demolizione della
reputazione di Tricarico, e l'ombra di Parigi. Il generale, annota il
dossier, è in contatto con "specialisti in campo industriale e del
business internazionale tra cui emergono Michele Nones (ricercatore presso
l'Istituto Affari Internazionali e consulente del generale Di Paola) e
l'ingegner Massimo Donati. Nello specifico, a quest'ultimo farebbero capo
i rapporti di interesse tra soggetti dell'opposizione (Visco, Bersani,
Chicco Testa, RIK, etc.) e alcune grandi multinazionali francesi (...) In
aggiunta, lo stesso (Donati ndr), risulterebbe vicino ad ambienti dei
Servizi francesi cui si appoggerebbe nella sua qualità di uomo d'affari
per conto di diverse holding tra cui l'italiana Finmatica (...) che
risulterebbe in contatto con i Servizi di quel Paese (...) RIK
nell'espletamento delle sue funzioni si sarebbe notevolmente
"infranciosato". In ciò agevolato dall'ormai ricorrente e identificata
lobby alla quale apparterrebbero anche elementi dei Servizi francesi, che
risulterebbe impegnata nel tentativo di screditare, attraverso l'accusa di
corruzione, sia Chirac che Berlusconi ("nomi in chiaro" ndr). (...) Di
qui, l'asse che lo legherebbe all'aggressiva CTF (Electricitè de France
ndr), AB (il consorzio "Airbus" ndr) e NI (la Vivendi ndr) e il gruppo
Thales (attualmente impegnato insieme all'italiana Agusta nel tentativo di
fornire 20 elicotteri all'Arabia Saudita) di cui avrebbe sostenuto le
iniziative soprattutto nella direzione dell'A1 (l'Italia ndr). In
particolare, sarebbe emerso, in riferimento alla francese Thales e
all'Agusta, il coinvolgimento di RIK in operazioni, remunerate all'1%, per
la fornitura di elicotteri all'Arma dei Carabinieri e alle strutture
facenti capo alla Presidenza del Consiglio. Il risultato economico,
verosimilmente conseguito, gli avrebbe consentito l'acquisto di una villa
a Castiglion della Pescaia e di un casale in Umbria contiguo a quella del
collega e amico Mosca Moschini".
(6 luglio 2007) repubblica.it
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