Crisi esistenziale e ansia
di (Squonk)
il Fri, 29 Jun 2007 08:43:33 GMT
newsgroups it.discussioni.psicologia
message-id <81Z208Z38Z55Y1183106613X9990@usenet.libero.it>
Ciao a tutti,
ho lurkato questo newsgroup per un po' di tempo e ho deciso di scrivere,
anche perché la situazione che sto vivendo mi sta rovinando la vita.
Comincio spiegando brevemente la mia "storia": ho 24 anni, mi sono
laureato da poco in informatica (laurea breve) e ho trovato, appena
prima di laurearmi, un lavoro in una società informatica (nella quale
lavoro tuttora da poco più di 4 mesi).
Sono molto insoddisfatto del mio lavoro, l'idea del lavoro in generale
non mi piace (ODIO dover lavorare), e ho scoperto che probabilmente non
mi interessa ne' lavorare nell'informatica, e nemmeno "fare carriera":
non mi riesco ad identificare nel "modello" sociale in cui tutti
viviamo, ho paura di affrontare le responsabilità e non so cosa voglio
dalla vita; spesso, penso al fatto che la vita non abbia alcun senso e
che non valga la pena di affannarsi per viverla.
Tutto questo si traduce in un'ansia costantemente presente, sia sul
posto di lavoro che fuori, tranne che in rari momenti (o quando sono
occupato a fare qualcosa che "non mi spaventa", oppure al venerdì sera o
al sabato: al contrario, la domenica sto molto male al pensiero che il
giorno dopo cominci un'altra settimana).
La sera spesso non mi sento male, in quanto il mio cervello ha esaurito
le energie per farsi "seghe mentali", ma al mattino non riesco mai a
dormire oltre le 7 di mattina (in teoria dovrei alzarmi alle 8) e quando
mi sveglio ho le palpitazioni (a volte collegate a pensieri concreti, a
volte "automatiche") e l'idea di dover affrontare una giornata di lavoro
spesso mi atterrisce.
Sto pensando seriamente di cambiare lavoro (nel quale, fra l'altro, ci
sono dei periodi in cui non ho niente da fare: questi periodi permettono
al mio cervello di "partire per la tangente" ed alimentare la mia
ansia), per fare qualcosa di diverso, magari anche più umile ma in cui
sono più spesso impegnato.
Ho già parlato di queste cose ai miei genitori ed alla mia ragazza (la
quale sta soffrendo particolarmente questa situazione): tutti mi dicono
di fare quello che
penso sia meglio per me (il problema è che non so cosa sia meglio per me),
che non devo per forza lavorare nel
campo per cui ho studiato ecc.: tutte cose ragionevoli, che condivido, ma
che all'atto pratico non riesco a concretizzare per paura di sentirmi un
fallito.
Per questo problema sono andato dal medico di famiglia (che mi ha detto
che sto attraversando una piccola crisi esistenziale e mi ha prescritto
del Lexotan - 10 gocce prima di dormire), e ho fatto un colloquio con
una psichiatra (fra qualche giorno ho il secondo colloquio).
Ho una gran confusione in testa (e credo che questo si veda anche da
come ho scritto questo post), paura della vita, del futuro: non riesco
quasi mai a godermi il presente, vedo il futuro come una minaccia...
Spero di non avervi annoiato, ringrazio chiunque abbia avuto la pazienza di
leggermi.
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