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rapporto con amico

di h725
il Wed, 27 Jun 2007 16:05:14 -0700
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message-id <1182985514.701286.62140@o61g2000hsh.googlegroups.com>

scusate se scrivo di getto.
io ho l'impressione netta che, se le cose continuano cosi', questo
rapporto non cambiera' mai.
io ho questa piccola dote (non lo scrivo per vantarmi) di essere
diplomatico, il che significa, in senso negativo, che per me puo'
andar bene tutto o il contrario di tutto, se il mio intento e' il
quieto vivere.
cosi' come e' vero il contrario: se ho voglia di scagliarmi contro
questa persona, un amico, potrei attaccarlo inventandomi di tutto.
penso questo: penso che alla fine, quando nel bene o nel male ci si
conosce da diverso tempo, si sa perfettamente dove andare a colpire.
cosi' io so con certezza quali sono le frasi che potrei dire per
colpire a morte la permalosita' dell'altro.
di base c'e' questo, che io provo un po' di compassione per questa
persona.
e' di qualche anno piu' grande di me, so che e' abbastanza depressa, o
che perlomeno si sente sempre inferiore agli altri, sia per quanto
riguarda la situazione professionale, sia per quanto riguarda la
cultura, sia per quanto riguarda il rispetto dagli altri, sia per
quanto riguarda i sentimenti, sia per la famiglia.
diciamo che si tratta di una persona che ha una visione cmq negativa
dalla vita, si lamenta sempre.
e aggiungo anche che la sento molto passiva questa persona, con poca
volonta' di combattere e/o reagire in maniera diversa dal solito alle
cose della vita.

io sono costretto a frequentarlo, spesso. abbiamo un progetto
collaborativo insieme.
migliaia di volte io ho taciuto, quando avrei voluto fargli notare
cose che non andavano.
l'ho fatto raramente, e sempre e solo scegliendo bene le parole,
cercando di non far cadere un velo tombale sulla situazione.
diciamo che quando si sta insieme, e' come se dovessi pagare pegno: e'
come se non vedessi l'ora che si torna ciascuno a casa propria,
possibilmente dopo aver passato una giornata senza malumori e/o
discussioni.

il punto e' che io non rifiuto le discussioni o gli scontri: e'
proprio con questo amico in particolare che la cosa risulta piu'
difficile, proprio perche' lo sento indifeso, e so che il minimo
accenno alla critica darebbe vita a una discussione tutt'altro che
costruttiva o piacevole. e' gia' successo, non mi invento teorie.

c'e' molta ipocrisia, e io vorrei tanto che non ci fosse.
non e' una persona a cui voglio male.
e' una persona con cui mi specchio, anche questo va detto. per certi
versi siamo simili, e anche io ho il mio lato permaloso.
ci sono giorni in cui riusciamo a stare pacificamente insieme, e anche
piacevolmente.
altri in cui si capisce che, per entrambi, sarebbe meglio se l'altro
non ci fosse, come per sentirsi piu' liberi da sguardi che giudicano.

dall'altro lato penso che sia impossibile avere, ormai, un rapporto
"fresco", come lui potrebbe averlo con un amico conosciuto da poco,
con cui magari si trova a suo agio.
come dire: ormai ci siamo conosciuti, ci conosciamo, sappiamo come
siamo fatti, e' inutile che ci inventiamo di essere diversi. se ci
sono delle cose che disprezziamo l'uno dell'altro, ci saranno sempre.

riconosco che questo e' un problema, per me. quando lui mi accusa, io
ne soffro. tendo a pensare di essere una persona cattiva.
non riesco assolutamente a non pensarci. mi ci fisso, resto
ossessionato per un po' dai piccoli litigi che avvengono, e sono
costretto a vivere con ansia l'attesa verso il prossimo incontro ..
che non puo' non avvenire, visto che appunto condividiamo insieme un
progetto.

vorrei non avere quest'ansia. vorrei sentirmi libero.
mi va di parlarne con qualcuno!


l'idea semplice che ho e' provare a introdurre piano piano la
franchezza.

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