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al servizio del cittadino: "Speriamo che muoiano tutti"

di "yunan, the Red Comet"
il Fri, 6 Jul 2007 08:43:25 +0200
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non seguo la TV, i TG ne parlano?

y.

lnk.in/547p

CRONACA

Genova, gli avvocati delle parti offese depositeranno le comunicazioni oggi
al processo per il blitz nella scuola

Un agente della polizia dopo l'irruzione: "Qui ci sono teste aperte a
manganellate"
G8, le telefonate tra poliziotti e centrale

"Speriamo che muoiano tutti, 1-0 per noi"

di MARCO PREVE

GENOVA - C'è la poliziotta che scherza sulla tragedia di Carlo Giuliani
("speriamo che muoiano tutti... tanto uno già...1 a 0 per noi.."), il
funzionario che impreca per i ritardi, l'agente che non sa che accade,
l'altro che racconta di teste spaccate, il capoufficio stampa di Gianni De
Gennaro "dimenticato" per strada, il capo della celere distrutto dalla
nottata, quello della Digos che cerca di disfarsi delle due molotov. Sono le
26 telefonate che gli avvocati delle parti offese del processo per il blitz
alla Diaz nel luglio 2001 - 29 tra funzionari e agenti imputati per lesioni,
falso e calunnia - depositeranno nell'udienza di oggi, l'ultima prima della
pausa estiva. Le comunicazioni sono quelle che intercorrono tra i poliziotti
sul campo e la centrale operativa del 113 in questura.

Ore 21.35 l'irruzione deve ancora essere decisa ma vengono inviate pattuglie
per verificare la situazione attorno alla scuola che ospita la sede del
Genoa Social Forum. Una funzionaria della centrale operativa (Co) parla
prima con una pattuglia della Digos: "In piazza Merani ci hanno segnalato
questi dieci zecconi (i manifestanti ma anche i giovani di sinistra, ndr)
maledetti che mettevano i bidoni della spazzatura in mezzo alla strada...".
Alle 21.57 la stessa poliziotta parla via radio con un collega (R) il tono è
rilassato e scherzoso.

R: "Ma guarda che io dalle 7 di ieri e di oggi sono stato in servizio fino
alle 11, quindi... ho visto tutti 'sti balordi queste zecche del cazzo...
comunque...". Co: "... speriamo che muoiano tutti...". R: "Eh sei
simpatica". Co: "Tanto uno già va beh e gli altri... 1-0 per noi... tanto
siamo solo sul 113 e registrano tutto".



A cavallo della mezzanotte, al 113, arrivano le telefonate allarmate di
residenti della zona. Ore 23.58: "... via Cesare Battisti... guardi che è un
macello... "; ore 23.59: "Lo sapete che hanno attaccato i ragazzi qui della
scuola Diaz".

I primi feriti. Ore 00.17, l'agente al posto di polizia dell'ospedale San
Martino chiama il 113: "Ascolta ha chiamato il 118 che sta arrivando una
valanga di feriti, è possibile?". 113: "Sì no, guarda io non te lo so
dire...".

Non hanno idea della situazione neanche gli agenti del reparto prevenzione
mandati a piantonare i feriti all'ospedale. Alle 2.36 uno di loro chiama la
Centrale operativa. "Sono 25 persone, uno ha problemi al torace... l'altro
lo metti in chirurgia, l'altro in neurologia..", 113: "Sono in stato
d'arresto?". Il poliziotto: "No devono essere accompagnati... si vede che
questi sono i protagonisti degli scontri di oggi... però chi ha proceduto io
non lo so". Co: "Guarda non lo so neanche io... ".

Alla stessa ora il poliziotto al San Martino spiega al 113, che chiede se ci
sono ferite da taglio: "No, no teste aperte a manganellate".
Uno degli imputati il commissario Alfredo Fabbrocini parla al telefono con
il 113 che chiede informazioni su quanto accaduto alla Diaz. Co: "Allora
scusami esatto... quante persone avete accompagnato voi a Bolzaneto?".

F: "Guarda ti direi una bugia, non lo so... c'era un tale caos, guarda,
anche perché noi non accompagnavamo, noi facevamo la scorta... comunque
c'era il funzionario della Digos, il funzionario della mobile". Co: "E lì ti
fermi... perché non c'era altro". F: "Non lo so se non c'era altro, c'era
qualche funzionario addetto della Digos, ce n'erano almeno tre o quattro..
c'era il dottor Sgalla, c'era anche Ciccimarra che li conosco, quella là più
alta in grado non so chi era, comunque ce n'erano altri... ah c'era
Gratteri, c'era il dottor Gratteri... loro hanno disposto il servizio, noi
abbiamo fatto manovalanza...".

All'1.23 Lorenzo Murgolo alto funzionario della questura di Bologna,
indagato e poi prosciolto, si infuria con il 113 perché non arriva un
pullman per il trasferimento dei "prigionieri" arrestati: "Sono il dottor
Murgolo porca... perché non rispondete porca.. è tutt'oggi che non
rispondete a sto ca... di 113.. ".
Cinque minuti dopo è ancora lui, in sottofondo si sente la gente che urla
"assassini assassini". L'operatrice del 113 è in difficoltà di fronte alla
rabbia di Murgolo e chiama un funzionario ma la musica non cambia: "Ma
porca... ma mi volete dire dov'è 'sto pullman..". 113: "La navetta è sul
posto...". M: "Mah.. io non la vedo".

Alle 2.07 Mario Viola funzionario collaboratore di Roberto Sgalla capo
ufficio stampa del capo della polizia chiama ripetutamente il 113 per avere
una volante che li riporti indietro perché tutti i mezzi sono partiti
"scordando" i due dirigenti. Alle 2.44 richiama e dice che è stato
accompagnato dal capo della mobile "perché se aspettavamo una volante
stavamo ancora lì".

Mentre attendono di essere collegati dal centralino Viola parla con dei
colleghi: "Che ha detto?... ha detto che non è stata proprio una bella cosa
quella che abbiamo fatto" e un altro ribatte "che se ne andasse a fan... ".

Alle 3.05 Vincenzo Canterini ("... sai che non connetto più io..
dissociato.. davvero so dissociato...") capo della celere romana parla con
un suo attuale coimputato, Spartaco Mortola, ex dirigente Digos di Genova
che agli agenti nel suo ufficio dice: "Oh ragazzi le molotov non
lasciatemele qui...". Sono le due bottiglie che, scoprirà la procura, furono
introdotte nella Diaz dagli stessi poliziotti.

(6 luglio 2007)


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