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rito tridentino, ribellione britannica

di "yunan, the Red Comet"
il Wed, 4 Jul 2007 16:15:23 +0200
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la protesta, dopo la decisione di Benedetto XVI di riammettere il rito
Tridentino
Ci sono espressioni molto pesanti come: "Perfidi giudei"
I cattolici inglesi frenano il Papa
"La Messa in latino è antisemita"
Molti passi della liturgia latina comprometterebbero il dialogo con la
comunità ebraica
Si teme che il ripristino del rito tridentino porti con sé altre novità
sgradite

LONDRA - Perplessità e accuse di antisemitismo contro il ripristino della
Messa in latino da parte dei cattolici del Regno Unito. La decisione di
Benedetto XVI di autorizzare la celebrazione della Messa secondo il vecchio
rito Tridentino nella lingua degli antichi romani, trova il disaccordo dei
britannici che appartengono alla Chiesa romana, una comunità impegnata da
anni in un cammino di riconciliazione e comprensione reciproca con gli
anglicani e la comunità ebraica.

Al centro dei dubbi l'espressione usata dalla liturgia preconciliare nei
confronti del popolo ebraico, bollato nelle celebrazioni del Venerdì Santo
come "i perfidi giudei". E' dal 1969, anno in cui divenne effettiva la
disposizione del Concilio Vaticano II sulla celebrazione della messa nelle
lingue nazionali e sulla revisione di parte della liturgia, che
un'espressione del genere non rimbomba più tra le navate di una chiesa
cattolica britannica. La questione ha spinto il cardinal Cormac
Murphy-O'Connor, primate della chiesa di Inghilterra e Galles, ad inviare
già la settimana scorsa una lettera in Vaticano per sottolineare come il
cambiamento sia da considerarsi inutile.

Una presa di posizione che rispecchia l'andamento di un dibattito interno
alla comunità cattolica britannica che dura da mesi, da quando cioè venne
fatta trapelare per la prima volta l'intenzione papale di dare nuova
legittimazione al rito tridentino. Tra i passaggi più discussi, oltre
all'espressione "perfidi giudei", quello in cui si afferma che gli ebrei
vivono "nelle tenebre" e nella "cecità". Come anche la preghiera "affinché
Nostro Signore sollevi il velo che copre i loro cuori ed essi riconoscano il
Nostro Signore Gesù Cristo".

Esistono anche timori che si tratti di un primo passo in direzione di
ulteriori riforme del dettato conciliare, in particolar modo quelle
riguardanti la posizione del celebrante rispetto all'altare (prima del
Concilio volgeva le spalle all'assemblea, stando in piedi davanti ad esso) e
la facoltà di far leggere le Letture ai laici.

Secondo le regole attualmente in vigore, l'autorizzazione alla celebrazione
della messa in latino deve essere data dalle autorità ecclesiastiche
britanniche sulla base di una precisa richiesta.

"Seguiamo sempre le indicazioni di Roma", hanno confessato al quotidiano The
Independent sacerdoti cattolici inglesi, "ma il fatto è che ancora adesso
non sappiamo quali siano i nuovi indirizzi". Non si tratta solo di questo.
"La questione fondamentale", sostiene il gesuita Keith Pecklers, "non è
certo limitata alla sola liturgia. La cosa ha implicazioni ben più ampie per
la vita della Chiesa". Dietro ci sarebbe il fatto che i fan della messa in
latino "tendono ad opporsi al ruolo sempre più presente del laicato nella
vita delle comunità parrocchiali, così come alla collaborazione con le altre
confessioni cristiane ed al dialogo con ebrei e musulmani".

(4 luglio 2007)

lnk.in/5457



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