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intorno alla I guerra mondiale...

di (mamox)
il Thu, 21 Jun 2007 23:30:25 +0200
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Fatto per altri scopi un lavoretto di selezione di citazioni dal libro
di Kern (che consiglio vivamente in quanto ricco di spunti
interessanti), sono lieto di postarlo anche qui, dove solitamente mi
limito a lurkare, sperando che possa essere utile e stimolante. Curioso
anche di confrontare quanto scritto alla luce della grande esperienza di
molti su questi temi.
---

Cambiano le tecnologie, cambiano gli uomini, cambiano le guerre: intorno
alla I guerra mondiale...

da: Stephen Kern, "Il tempo e lo spazio. La percezione del mondo tra
Otto e Novecento":

[Luglio 1914] 
L'importanza della velocita' nella mobilitazione e nella concentrazione
degli uomini sul campo di battaglia era una lezione ricavata dalle
vittorie tedesche contro la Francia nel 1870. I francesi erano stati
schiacciati numericamente, non essendo in grado di mettere in campo piu'
di 240.000 soldati da opporre alla forza di 370.000 che il generale
Moltke era stato in grado di far passare efficacemente attraverso la
frontiera con l'altamente svillupato sistema ferroviario tedesco: "Non
costruiamo piu' fortezze, costruiamo ferrovie", aveva ordinato Moltke.
...
Gli eserciti del 1914 erano assai i piu' grossi di quelli messi in campo
nella guerra franco-prussiana; assai maggiori i problemi di costituzione
del personale, di rifornimento e di concentrazione degli uomini;  e
ancora piu' acuta la necessita' di precisione nei tempi.
...

[sul nuovo concetto di "mobilitazione"]
Durante la mobilitazione non sono possibili cambiamenti ne' alterazioni.
L'improvvisazione, mentre si organizzano circa tre milioni di uomini e i
movimenti di 4.278 treni, come dovettero fare i francesi, e' del tutto
fuori discussione. La tabella di marcia tedesca era ancora piu' precisa,
poiche' portava immediatamente alla guerra su due fronti e richiedeva
l'elemento sorpresa per avere successo. Gli eserciti francese e russo
fecero una distinzione reale fra la mobilitazione e la guerra, ma non i
tedeschi.
...
Gli altri belligeranti potevano usare gli ordini di mobilitazione come
mezzi intimidatori nella speranza che un'esibizione di forza potesse
raggiungere il successo diplomatico. Ma i tedeschi non potevano: per
loro mobilitazione significava guerra.
Una delle ragioni del fallimento dei diplomatici nell'evitare la guerra
fu che essi mancavano di una chiara comprensione delle varie specie di
mobilitazione.
...
Il dramma che precede l'ordine della mobilitazione totale dei russi
illustra il calcolo serrato del tempo di eventi in cui il telefono
gioco' un ruolo eccezionale.
... 
Il bombardamento di Belgrado segnalo' un pericolo estremo ai russi, e
Sazonov e lo Zar furono costretti a cedere alle pressioni del capo di
stato maggiore Ianushkevich, il quale temeva di essere preso alla
sprovvista a causa della lentezza della mobilitazione russa. Quella
mattina lo Zar gli dette l'ordine della mobilitazione totale. Per
renderlo ufficiale erano ncessarie le firme dei ministri di guerra,
marina ed interni: Ianushkevic delego' questo compito al capo della
sezione per la mobilitazione, generale Dobrorolski, il quale si
assicuro' le firme e si reco' all'ufficio centrale del telegrafo...
mentre l'operatore stava componendo l'ordine per la trasmissione,
Ianushkevic telefono' a Dobrorolski... lo Zar aveva avuto un
ripensamento e gli ordinava di dichiarare invece una mobilitazione
parziale. Lo Zar aveva cambiato opinione dopo aver ricevuto il
telegramma di Guglielmo in cui si suggeriva che la Russia poteva
"rimanere uno spettatore" nel conflitto austro-serbo. La mobilitazione
parziale avrebbe intralciato qualsiasi successiva mobilitazione totale,
e Dobrorolski, pensando soltanto al pericolo militare, divenne furioso
per la delusione... per telefono [Ianushkevic] sollecito' Sazonov a
rammentare allo Zar i problemi tecnici... Egli imploro' Sazonov di
chiamarlo subito quando lo Zar avesse cambiato opinione: "dopo di cio'",
aggiunse, "scompariro' alla vista, fracassero' il telefono e prendero'
in genere tutte le misure in modo tale da essere introvabile per dare
qualsiasi ordine contrario..."
...
... inizio' cosi' il piu' grande movimento simultaneo di forze fino ad
allora nella storia - 744 battaglioni e 621 squadroni di cavalleria -
circa 2.000.000 di uomini. Dobrorolski riflette' sulla cronometrica
precisione: "quando il momento e' stato scelto, si deve premere soltanto
il bottone e tutto lo stato comincia a funzionare automaticamente, con
la precisione di un meccanismo di orologio... la scelta del momento e'
influenzata da un insieme di varie ragioni politiche. Ma una volta che
il momento sia stato fissato, tutto e' sistemato; non c'e' piu' alcun
ritorno sui propri passi; esso determina meccanicamente l'inizio della
guerra".
...
Sollecitando lo Zar a mobilitare, Sazonov aveva tradotto il ritardo in
vite perdute; sollecitando Poincare', Joffre lo tradusse in chilometri
[di territorio inizialmente non occupato].
...

[diplomazia ai tempi del telegrafo]
La diplomazia e' un'arte di calcolo del tempo. Un presupposto comune per
tutti i primi anni del secolo diciannovesimo fu che "il tempo e' il solo
conciliatore": era un'epoca di comunicazione lenta...
Ma con l'introduzione del telegrafo, nei tardi anni '40, il potere dei
plenipotenziari e la velocita' delle loro operazioni cambiarono. In
risposta ad un'inchiesta del 1861 sulla sua influenza, il diplomatico
inglese Sir Arthur Buchanan replico' che "esso riduce in grande misura
la responsabilita' del rappresentante, poiche' egli puo' richiedere
istruzioni invece di fare una cosa di sua responsabilita'".
Un'osservazione simile compare in un diffuso manuale per i diplomatici
francesi del  1899. Nel 1902 l'ambasciatore inglese a Vienna deploro'
"la demoralizzazione telegrafica di coloro che un tempo dovevano agire
da se' e ora sono contenti di trovarsi dall'altro capo del filo". Un
altro effetto fu l'accelerazione del ritmo della diplomazia. Nel 1875,
lo storico francese Charles Mazade insistette perche' nessun punto serio
che coinvolgesse una questione di guerra o di pace dovesse essere deciso
per telegrafo, e concluse che la guerra franco-prussiana del 1870
avrebbe potuto essere evitata, se i diplomatici avessero preso il tempo
per seguire un andamento normale di negoziati e non si fossero posti
alla merce' del telegrafo. Piu' di recente, lo storico francese Pierre
Granet ha sostenuto che l'introduzione del telegrafo porto' in primo
piano eventi lontani con "bruciante attualita'", e rese necessarie
risposte rapide e spesso mal ponderate... Il telegrafo non lasciava il
tempo di raffreddare gli animi...
...

[senso del "tempo delle nazioni", caso dell'inghilterra]
Dopo il 1880 cambiarono le autorappresentazioni delle nazioni
nell'intero spettro temporale - passato, presente e futuro. Il senso del
futuro di una nazione, che determina sia la politica estera di lungo
periodo che le manovre diplomatiche attuali, e' basato in parte sul suo
senso del passato.
...
Il passato dell'inghilterra era forgiato dal mito popolare secondo cui
c'era sempre stata un'Inghilterra, anche prima del 1066... Durante la
Grande Guerrai soldati inglesi cantavano in modo irridente:
"l'Inghilterra era l'Inghilterra quando la Germania era un cucciolo"...
fra tutti i belligeranti l'Inghilterra era la piu' conservatrice, ed
aveva l'aspettativa minore di un futuro radicalmente nuovo. Suo
interesse era la conservazione dello status quo e la grandezza del suo
impero... come ha osservato A.J.P. Taylor, "in Inghilterra i proprietari
terrieri garantivano contratti di affitto per 99 o persino 999 anni [!],
egualmente fiduciosi che la societa' e la moneta sarebbero rimasti
esattamente gli stessi per tutto quel tempo".
...

[sulla "spersonalizzazione" senza precedenti dei soldati della Grande
Guerra: "La guerra cubista"]
[Gertrude Stein]: "In realta' la composizione della guerra 1914-1918 non
era la composizione delle guerre precedenti. Questa composizione non era
una composizione in cui c'era un uomo al centro, circondato da una massa
di altri uomini, era una composizione senza capo ne' coda, una
composizione in cui un angolo contava come un altro angolo: la
composizione del cubismo, insomma".
...
La guerra impose un tempo omogeneo... Edmund Blunden ricordo' come prima
di un'offensiva una staffetta distribuiva orologi che erano stati
sincronizzati al campo del quartier generale... La delicata sensibilita'
del tempo personale di Bergson e Proust non aveva alcun posto nella
guerra: fu cancellata dalla forza schiacciante dei movimenti di massa
che irregimentavano le vite di milioni di uomini con il tempo pubblico
degli orologi... un unico tempo oggettivo rovescio' la spinta culturale
dominante degli anni dell'anteguerra, che esplorava la molteplicita' dei
tempi personali.
...
[Minkowski]:"La vita monotona delle trincee ci faceva a volte
dimenticare e la data e il giorno della settimana... eravamo oppressi
dalla lunghezza e dalla monotonia delle giornate e lottavamo contro la
noia...". 
...
Il piano del Trentesimo corpo d'armata britannica (lo stesso numero
dell'armata di Wellington a Waterloo) per il primo giorno della
battaglia della Somme era di 31 pagine: in confronto, per la battaglia
di Waterllo Wellington non emise alcun piano scritto.
...
La grande tracotanza dei generali durante la guerra... derivava da
generazioni nate da un sistema di classe che separava le persone potenti
e fiduciose da coloro che per tradizione erano obbligati ad eseguire gli
ordini con passivita' ed obbedienza.
...
Dopo che la  sua fiducia iniziale era andata in pezzi, il soldato al
fronte sperimentava il futuro immediato nel modo passivo, in attesa
della successiva esplosione di granata e del prossimo urlo.
...
La reazione normale al pericolo mortale e' l'aggressione attiva, ma i
soldati sulla linea del fronte erano costretti ad essere passivi.
...
In uno studio sulla nevrosi di guerra, W.H.R. Rivers trovo' che fra
tutti i soldati i piloti avevano il minor numero di crolli mentali, un
fatto che attribuiva al loro senso attivo di dominio del proprio
destino. La documentazione medica ad essi relativa contrastava
nettamente con quella dei ricognitori in servizio sui palloni
aerostatici, bersagli passivi che si trovavano sospesi a lunghe funi
sopra il fronte, i cui crolli mentali superavano il numero delle ferite
fisiche. Leed ha concluso che l'alta incidenza di impotenza sessuale tra
i soldati era un'altra manifestazione dell'atteggiamento generalmente
passivo che erano costretti ad adottare in una guerra cosi' dominata
dalle macchine e dai prodotti chimici e caratterizzata in modo cosi'
unico dall'attesa.
...

[velocita' di mobilitazione, e di morte]
Il 6 agosto 1914, 11.000 treni iniziarono il trasporto di 312.000 truppe
tedesche al di la' del reno. Una ragione del fallimento del piano
Schlieffen fu il suo successo iniziale, poiche' le truppe superarono la
loro tabella di marcia e i rifornimenti non riuscirono a tenere il
passo. ... i francesi... anch'essi misero in campo un esercito con una
velocita' senza precedenti. per i primi scontri in agosto circa
2.000.000 di francesi furono schierati in 4.278 treni e soltanto 19
furono in ritardo.
...
... mitragliatrici... provocarono circa l'80 per cento di tutte le
perdite. L'1 luglio, primo giorno della battaglia della Somme, gli
inglesi riportarono circa 60.000 perdite di cui 21.000 furono gli
uccisi. John Keegan ha ipotizzato che la maggiorparte di essi fu uccisa
nelle prime ore dell'attacco, forse anche nei primi minuti: la guerra
stabili' dei raccapriccianti record di velocita'.
...
... nel 1917 gli Inglesi riportarono 2.500 vittime al giorno al
fronte...
...

[mimetizzazione]
Gertrude Stein: "ricordo benissimo di essermi trovata con Picasso,
all'inizio della guerra, sul boulevard Raspail qaundo passo' il primo
autocarro mimetizzato. Era notte, avevamo sentito parlare di
mimetizzazione, ma non c'era capitato ancora di vederla. Picasso la
guardo' sbalordito, poi esclamo': ma si', siamo stati noi a inventarlo.
Questo e' cubismo".
...
Gli eserciti del diciannovesimo secolo erano equipaggiati con colori
sgargianti... Ma con l'estensione del tiro di precisione dalle 100 o 200
yard di un moschetto alle 2000 del fucile a retrocarica e con
l'accresciuta potenza di fuoco delle travolgenti linee di proiettile di
una raffica di mitragliatrice, uniformi sgargianti e colorate e
formazioni compatte e ordinate erano suicide. Gli inglesi cambiarono,
adottando il cachi... i tedeschi erano passati dal blu di Prussia al
grigio scuro. Ma nel 1914 il soldato francese indossava ancora il chepi'
e i pantaloni rossi del Secondo Impero. il generale Messimy tento' di
cambiare l'uniforme, ma inizialmente l'esercito si rifiuto'...
"eliminare i pantaloni rossi?" esplose una volta il Ministro della
guerra M. Etienne, "giammai! Le pantalon rouge c'est la France!". Dopo i
massacri dell'agosto e del settembre, le superbe corporazioni di
ufficiali dai sentimenti gerarchici, che in un primo momento
protestarono contro l'idea di confondere i soldati francesi con
l'ambiente circostante, cercarono ora impazientemente un qualche modo di
renderli invisibili... nell'esercito francese fu creata la prima
'section de camouflage'...
... 
Non si sa se Picasso conoscesse Guirand de Scevola, ma Guirand conosceva
l'opera di Picasso. Fu riportata questa sua dichiarazione: "per
deformare totalmente gli oggetti, ho impiegato i mezzi che i Cubisti
usarono per rappresentarli - piu' tardi cio' mi permise di assumere
senza dare spiegazioni alcuni pittori nella mia sezione..." ... Alla
fine della guerra le sezioni di mimetizzazioni impiegarono 3.000
camoufler... la loro insegna era un camaleonte.


-- 
mamox
"309. Qual e' il tuo scopo in filosofia? 
- Indicare alla mosca la via d'uscita dalla trappola"

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