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L' 8 settembre per un allievo ufficiale

di (Sisto)
il Thu, 21 Jun 2007 14:59:34 +0200
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Un interessante ricordo personale di un allievo ufficiale della nostra
marina ,tratto da 

http://www.cefalonia.it/BADOGLIO_ED_AMBROSIO:_I_VERI_RESPONSABILI_DI_CEFALONIA.html

una testimonianza che evidenzia il caos di quei giorni , oltre alla
consueta inettitudine dei superiori

"Avevo appena venti anni nel settembre 1943 e da neanche due mesi
frequentavo, volontario, il Corso 
allievi ufficiali di Marina nell’isola di Brioni (Adriatico
settentrionale, poche miglia a nord-ovest di Pola) 
ove era stata trasferita, per sottrarla ai bombardamenti aerei, la sede
dell’Accademia Navale di Livorno, Sez. 
Ufficiali di Complemento. 
Al corso partecipavamo con entusiasmo in 700 di ogni parte d’Italia, ormai
prossimi alla nomina a 
guardiamarina e all’imbarco sulle navi da guerra, quando la sera del
giorno 8 scoppiò il caos sull’isola, 
determinato dal sibillino ed incomprensibile comunicato ufficiale
sull’armistizio. 
Alcuni allievi tentarono di fuggire a nuoto per raggiungere la terraferma
(ma non era semplice; il canale 
di Fasana è largo almeno un paio di Km), altri di impadronirsi delle poche
barche disponibili, altri ancora 
di armarsi in attesa di futuri eventi; tutti comunque senza un ulteriore
disegno oltre quello della fuga.. 
Solo due o tre però, a quanto ne so, riuscirono nell’intento. 
Il giorno dopo arrivò per prelevarci il transatlantico “Vulcania”; ma
quando tre giorni dopo salpò (avevamo 
perso del tempo prezioso per caricare, come ordinato dal Comando, tutte le
dotazioni della Scuola, financo 
i libri di studio, le macchine da scrivere e la cancelleria!), giunse
subito notizia che all’ingresso del canale era 
in attesa un sommergibile tedesco. 
Il Comandante decise allora di arenare la nave sulla spiaggia sabbiosa di
Brioni: ci venne ordinato di 
stenderci bocconi in coperta e, subito dopo l’arenamento, di riportare poi
nella Scuola tutto il materiale sopra 
indicato. 
La nostra opera di … facchinaggio durò un paio di giorni, ed altri ne
trascorremmo in assoluta indolenza, 
senza che alcuno ci dicesse che fare; finché non giunse un rimorchiatore
con alcuni militari tedeschi i quali dopo un’ora di lavoro disarenarono il
“Vulcania” e se lo portarono via. 
Il 20 settembre, poi, attraccarono all’isola numerosi pescherecci con
alcune decine di Tedeschi armati fino 
ai denti. Il Comandante ci ordinò di non opporre resistenza. 
In tal modo 700 allievi ufficiali dovettero arrendersi a poche decine di
militari tedeschi, mentre avremmo 
potuto agevolmente avere il sopravvento! 
Fummo sbarcati nel vicino porto di Pola ove erano ad attenderci centinaia
di sentinelle armate. 
Cominciava così la nostra penosa prigionia in varie località della
Germania, alla fame ed al freddo: 
basti dire che indossavamo la sola divisa estiva. "


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