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Zazen e pensieri

di "stalker"
il Wed, 6 Jun 2007 17:16:18 +0200
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message-id <4666d00c$0$36449$4fafbaef@reader5.news.tin.it>

"... Dobbiamo fare una distinzione fra:
a. pensare
b. associare i pensieri
c. il sopraggiungere fortuito di altri pensieri.
Se , durante, lo zazen un pensiero si affaccia alla mente e voi prendete a 
seguirlo, allora 'pensate' già e non siete più in zazen. Questo non vuol 
dire che siate in zazen solo quando qualsiasi pensiero sia cessato.
Mi spiego. Mette al fianco di una persona che fa zazen una grossa pietra. 
Mai tale pietra inerte avrà un pensiero. Noi al contrario siamo esseri 
viventi. Se pure state seduti e immobili come una pietra, ciò non vuol dire 
che non affiorerà mai un pensiero; questo sarebbe naturale perché voi siete 
vivi e la realtà della vita pulserà sempre in voi. Sarebbe errato dire che 
il pensiero si arresta nel momento in cui ci si mette in zazen. I pensieri 
sorgono, e questo è più che naturale. Ma se ci lasciamo trascinare dai 
pensieri, allora pensiamo e non facciamo altro. Quale deve essere dunque il 
nostro comportamento? ......".
Kosho Uchiyana Roshi abate di Anta-ji del Zen Soto-shu (anche lui discepolo 
di Kodo Sawaki)

Giro la domanda a chi vorrà rispondere. 


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