Google
 

it » arti » musica » classica

Matthaeuspassion diretta da Rilling

di "Mr Duffy"
il Sat, 26 May 2007 22:05:38 +0200
newsgroups it.arti.musica.classica
message-id <46589309$0$10622$4fafbaef@reader2.news.tin.it>

ormai ho preso gusto a fare il bis, e anche questa settimana il concerto del 
giovedì all'Auditorium Rai mi è piaciuto così tanto che ci sono tornato la 
sera successiva. come mi era accaduto per il Tristano al Regio due mesi fa, 
ascoltavo la Passione secondo Matteo, per la prima volta dall'inizio alla 
fine. giovedì ero in platea, venerdì sono tornato in galleria per la prima 
parte, ma nella seconda sono sceso nuovamente in platea, a metà sala, sulla 
destra (più o meno davanti all'evangelista). la differenza è notevole, in 
galleria tutto è più lontano e nonostante si senta altrettanto bene, il 
tutto è molto meno coinvolgente; vuoi per le luci accese per permettere la 
lettura del libretto, ma mi sembrava un po' come guardare la televisione... 
poi, vuoi, la stanchezza della settimana, in galleria sono persino riuscito 
ad assopirmi un attimo... diversissima la sensazione in platea, in cui 
sembra davvero di essere parte di qualcosa, essendo vicini si possono vedere 
molte più cose, le espressioni dei volti, e l'impatto sonoro, soprattutto 
del coro, è abbastanza sconvolgente. dirigeva nientemeno che il mitico 
Helmut Rilling, tutto a memoria, forse la cosa non dovrebbe stupirmi, ma mi 
ha lo stesso impressionato. la prima cosa che mi viene da dire è: quanta 
musica meravigliosa c'è in questa Passione! fin dall'iniziale e famosissimo 
"Kommt, Ihr Tochter" è subito grande musica, e Rilling la 'muove' molto, sia 
nei tempi che nelle dinamiche per differenziare le varie parti, ed è un 
piacere ascoltarla così. davanti al direttore, l'organo con ai lati due 
contrabbassi e davanti i violoncelli, e a destra e sinistra le due 
orchestre, dal direttore verso i violini e le viole, e dietro, nell'ultima 
fila, prima i due flauti, poi i due oboi, e i fagotti. sul fondo, al centro 
il coro di voci bianche 'I Piccoli Musici' (in uniforme grigia e viola, 
molto bella), e ai due lati i due cori (il solito, eccellente coro 'Ruggero 
Maghini'). questa disposizione, con due orchestre che si rispondono a 
vicenda, mi fa notare subito una cosa a cui non avevo finora pensato: la 
teatralità della Passione. e infatti alla narrazione incalzante 
dell'Evangelista, fanno da contraltare i cori e le arie, tratti da testi del 
Vangelo e del poeta Picander, momenti di preghiera o in cui viene dato sfogo 
ai sentimenti di chi partecipa della narrazione, cori imponenti e 
dall'impatto fortissimo, e poi di quando in quando compare, ogni volta con 
un testo diverso, quel bellissimo corale, come una specie di promenade 
mussorgskiana... ed ecco le arie più note, in cui spesso l'organico 
orchestrale diventa cameristico, come "Buss und Reu" per due flauti (la 
Andriani e Milozzi) e contralto, "Ich will Dir mein Herzen schenken" per due 
oboi (Pomarico e la Vicentini) e soprano; quando una parte strumentale 
diventa predominante, il solsita si alza in piedi, come Pomarico in "Ich 
will bei meinem Jesu wachen" o Milozzi in "Aus Liebe will mein Heiland 
sterben"... diventerebbe un elenco, se li scrivessi tutti, ma veramente la 
musica si dipana e la bellezza non conosce sosta. ricordo solo la 
celeberrima "Erbarme dich" per contralto, con Ranfaldi essenziale e 
concentratissimo (come si faccia, dopo aver suonato una cosa del genere, a 
sedersi e dare l'attacco alla fila dei violini, chissà!), e "Gebt mir meinen 
Jesum wieder" per basso, più sfacciatamente vistuosistica (mi faceva pensare 
a Vivaldi), con Milani che per l'occasione quando si alza in piedi solleva 
un leggio dalla platea, già montato :) nella seconda parte davanti al 
direttore siede la viola da gamba di Maurizio Less, e quando, nel recitativo 
"Mein Jesus schweight zu falschen Lügen stille", entra in scena questo 
meraviglioso strumento, l'impasto timbrico cambia improvvisamente. per non 
parlare delle parti in cui svolge ruolo di solista, "Geduld, geduld!" per 
tenore e la straordinaria "Komm, susses Kreuz" per basso (e non avevo idea 
che si dovesse molvere così tanto il manico della viola da gamba per fare le 
note gravi! :) impressionanti gli interventi del coro, come quando Pilato 
chiede chi debba essere crocifisso, "Barabbam!" e il successivo "Lass ihn 
Kreuzigen", breve ma intensamente polifonico, soprattutto per il contrasto 
con il corale successivo. i momenti più intensi, però, li riserva forse 
l'Evangelista, il bravissimo Lothar Odinius, in due momenti: quando alle 
provocazioni del sommo sacerdote, Odinus risponde con l'immobilità con cui 
pronuncia le parole "Aber Jesus schwieg stille" (ma Gesù non parlava), e nel 
momento della morte, "Aber Jesus schriee abermal Laut", fortissimo, 'ma Gesù 
gridò una seconda volta a gran voce', e poi con un filo di voce "und 
verschied", e morì. seguito dalla riproposizione del corale-'promenade', 
questa volta così intimo, attutito, bellissimo... che grande momento di 
teatro! sorprendente il finale, che non avevo mai ascoltato, intendo la 
parte prima del trascinante "Wir setzen uns mit Tranen nieder"... non mi 
aspettavo questo dolce commiato, con il coro che ripete "Mein Jesu, gute 
Nacht" (mio Gesù, buona notte), che mi ha ricordato l'ultimo Lied di Die 
Schoene Muellerin di Schubert; come del resto l'immagine (ancora, teatrale) 
della luna e il sole 'tramontati nel loro dolore' (nell'aria "So ist mein 
Jesus nun gefangen") mi hanno fatto pensare al penultimo Lied, a "Da muß in 
die Wolken Der Vollmond gehn, Damit seine Tränen Die Menschen nicht sehn" 
(la luna piena deve nascondersi tra le nuvole, perchè gli uomini non vedano 
le sue lacrime). in somma, un'opera che guadagna tantissimo dall'ascolto dal 
vivo, e sono felice di esser potuto andare entrambe le sere (questa volta mi 
è parso che l'esecuzione fosse un filo più riuscita il giovedì, ma 
marginalmente). grande successo del pubblico (rimasto fino a dopo la 
mezzanotte), molto bravi i solisti, con particolare menzione per le signore 
(bella la Constantinescu :). coro eccezionale (anche qui, diverse ragazze di 
sfavillante bellezza), e degno di nota il basso che dal coro arriva tra i 
solisti per impersonare il secondo sommo sacerdote nell' "Es taugt nicht", 
per poi ritornare nel coro: all'ultima chiamata Rilling l'ha fatto venire su 
palco a ricevere i meritati applausi, e si schermiva :) infine, tre ingenue 
domande: ma le due orchestre, erano un espediente già usato nel teatro 
dell'epoca? e perchè nel testo tedesco quando Gesù viene cosparso di olio si 
parla invece di 'wasser' (acqua)? nella concerto di venerdì il coro di voci 
bianche non era presente alla seconda parte, è dunque necessario solo nella 
prima?
ciao,           Mr Duffy 


Risposte

Tutti i messaggi della discussione